Generalmente considerato il più popolare artista di musica reggae, Bob Marley è riconosciuto come uno dei più influenti cantautori del XX secolo nonché come una figura di spicco del movimento panafricano e come un simbolo della lotta contro la disuguaglianza ed in favore della giustizia sociale.

Insieme alla sua band di supporto, i The Wailers, Bob Marley incise 20 album in studio e dal vivo sia di genere Reggae sia di altri sottogeneri musicali, come lo Ska o il Rocksteady. I suoi testi sono incentrati sull'uguaglianza e sul rispetto reciproco e spesso esaltano il suo lato religioso; infatti Marley, sebbene cresciuto cattolico, fu dal 1966 al 1980 un convinto rastafariano. Si convertì al cristianesimo ortodosso etiope nel 1980.

Marley è stato inserito dal magazine musicale Rolling Stone nella lista dei 100 migliori cantanti e in quella dei 100 migliori artisti musicali di sempre.

Morì nel 1981 all'età di 36 anni, a causa di un melanoma al piede destro, progredito fino al cervello. Di fronte a tale tumore, alcuni medici consigliarono l'amputazione dell'alluce, altri affermarono che l'asportazione del letto dell'unghia sarebbe stata sufficiente. Marley, in ottemperanza alla dottrina rastafariana contraria alle mutilazioni corporee, scelse la seconda. Il melanoma però non venne totalmente eliminato e si ripresentò, portandolo alla morte.

Biografia Le origini Nacque nel villaggio di Nine Mile, nella Parrocchia di Saint Ann, nella Giamaica settentrionale, si presume il 6 febbraio 1945,Eliana Ferraris. Il movimento Rasta. Milano, Xenia Edizioni, 2001. ISBN 978-88-7273-427-8. p. 66 anche se la data è incerta. Suo padre, Norval Sinclair Marley, era un giamaicano bianco di ascendenza inglese, nato nel 1885 da genitori originari del Sussex. Norval era un capitano della marina, oltre che un sovrintendente delle piantagioni, quando sposò Cedella Booker, all'epoca diciottenne giamaicana nera.

La loro relazione provocò subito uno scandalo, e la famiglia di Marley, scoperta l'unione tra Norval e Cedella, diseredò il figlio. In un primo momento Norval provvedeva al sostentamento economico della moglie, sebbene li vedesse raramente, essendo spesso in viaggio. Poi però prese la decisione di abbandonare la sposa, partendo definitivamente per Kingston nel 1944 mentre lei era incinta. I due si sarebbero rivisti solo una volta in occasione della nascita di Bob. Bob aveva appena 10 anni quando il padre morì a causa di un infarto nel 1955, all'età di 70 anni.

Cedella nonostante tutto non colpevolizzò il marito, dichiarando:Marco Boccitto. Bob Marley e il Reggae. Roma, La Repubblica, 1995. p.22

Bob, invece, conserverà sempre un senso di rifiuto verso il padre:Massimo Cotto. Bob Marley & The Wailers. Testi con traduzione a fronte. Milano, Arcana Editrice, 1991. p.114

Da giovane, Robert fu vittima di pregiudizi e ingiustizie a causa delle sue origini razziali miste, e affrontò la questione della sua identità razziale durante tutta la vita. Una volta disse:

Agli inizi degli anni cinquanta Cedella decise di lasciare Rhoden Hall per andare a Kingston: all'inizio il padre Omeriah si oppose con decisione ma successivamente prese atto della forte volontà della figlia di trasferirsi. Le suggerì soltanto, per il bene di suo figlio, di far terminare a Bob la scuola a Rhoden Hall.Eliana Ferraris. Il movimento Rasta. Milano, Xenia Edizioni, 2001. ISBN 978-88-7273-427-8. p. 67 Intanto la madre si trasferiva a Trenchtown, un sobborgo di Kingston, la capitale della Giamaica, e Bob l'avrebbe raggiunta due anni dopo, all'età di 12 anni. Degrado e disperazione caratterizzavano quella parte della città, le condizioni di Trenchtown sarebbero state descritte da Bob in questo modo:Davide Ratti. Rastaman. Milano, Blues Brothers, 1996. p.124

Anche qui, come negli slum di Kingston, nascevano sentimenti di rivolta verso il sistema da parte dei giovani neri che vivevano ai margini della società: i rude boys, giovani afrocaraibici che manifestano il loro dissenso verso la cultura e l'ordine attraverso il rifiuto del lavoro e la conduzione di una vita fatta di espedienti, compiendo bravate provocatorie e piccoli crimini. Gli ideali anti-sistema saranno caratteristici più tardi del movimento Rasta, che non assumerà, però, connotazioni così violente. Marley comunque non si avvicinò a questi giovani e non mancò di tentare di allontanarli dalla violenza e dal loro atteggiamento negativo con i testi di alcune delle sue canzoni.

Dopo aver sposato Rita Anderson, nel febbraio del 1966, raggiunse la madre negli USA, dove per otto mesi trovò lavoro presso la fabbrica Chrysler, nel Delaware, alla catena di montaggio. All'età di 17 o 18 anni Bob Marley scoprì di voler diventare un Rasta e circa 4 anni dopo, nel 1967, si convertì dal Cristianesimo al Rastafarianesimo. Fu costretto ad imparare l'autodifesa, dato che fu vittima di ripetuti episodi sgradevoli di bullismo, causati sia dalla sua origine razziale, sia dalla sua statura sotto la media. Riuscì quindi a guadagnarsi una reputazione a causa della sua forza fisica, che gli valse il soprannome di "Tuff Gong".

Esordi musicali (1961-1964)

A 15 anni il giovane Bob lasciò la scuola e iniziò a lavorare come saldatore; strinse anche una grande amicizia con Neville O'Riley Livingston, "Bunny" per gli amici, che viveva con suo padre Thaddeus Livingston e i suoi otto fratelli in Second Street, vicino a Bob e sua madre. Bunny lo fece appassionare tanto alla musica e al canto: lo fece partecipare a canti religiosi, lo introdusse nel mondo degli strumenti a corda e gli fece ascoltare i successi del momento attraverso un'emittente di New Orleans.Eliana Ferraris. Il movimento Rasta. Milano, Xenia Edizioni, 2001. ISBN 978-88-7273-427-8. p. 68

La formazione musicale di Marley avvenne in questo contesto di povertà. Bunny si arrangiava, non aveva i mezzi per comprare una chitarra né una buona radio così per costruire qualcosa con le sembianze di una chitarra ricavava la cassa di risonanza da una scatola di sardine vuota, un manico di bambù per l'impugnatura e dei fili elettrici come corde.Giuseppe Adduci. Reggae Marley. Milano, Kaos Edizioni, 1987. p.65 Questo però non impedì ai due amici di entrare in contatto con il mondo della musica: infatti, grazie a un vecchio apparecchio radiofonico, riuscirono ad ascoltare il Rhythm & blues di gruppi come gli Impressions, Ray Charles e anche Elvis Presley. Con questo mix Bob si creava la sua cultura musicale.

Nel loro tempo libero, Bob e Bunny suonavano con Joe Higgs, un cantante locale e devoto Rastafariano, che viene riconosciuto da molti come mentore di Bob. Durante una jam session con Higgs e Livingston, Marley incontrò Peter McIntosh, più tardi conosciuto come Peter Tosh, il quale aveva ambizioni musicali simili. Nel 1961, all'età di 16 anni, Bob registrò i suoi primi due singoli, Judge Not e One Cup of Coffee, con il produttore musicale del luogo, Leslie Kong. Questi dischi, che furono pubblicati dall'etichetta Beverley's sotto lo pseudonimo di Bobby Martell, attirarono poco l'attenzione del mercato.

Nel 1964 Bob Marley, Bunny Livingston, Peter Tosh, Junior Braithwaite, Beverley Kelso e Cherry Smith fondarono un gruppo ska e rocksteady chiamato "The Juveniles"; più tardi, il nome fu cambiato in "The Wailing Rudeboys", quindi in "The Wailing Wailers"; nel 1966 Braithwaite, Kelso e Smith lasciarono la band, che modificò il nome in quello di "The Wailers" (ossia I Piagnoni). Nel 1974, dopo l'uscita dalla band di Peter Tosh e di Bunny "Wailer" Livingston, per intraprendere carriere da solisti, Marley suonò assieme ad altri musicisti, tra i quali Carlton "Carly" Barrett alla batteria, Aston "Family Man" Barrett al basso, Al Anderson e Junior Marvin alle chitarre, Alvin "Seeco" Patterson alle percussioni e le coriste "I Threes" Judy Mowatt, Marcia Griffiths e la moglie Rita Anderson sotto il nome di "Bob Marley and The Wailers". Nel corso di tali session si ebbe anche l'inserimento di altri musicisti nella sezione fiati quali Vin Gordon al trombone e Glen Da Costa al sax.

I primi successi e i Wailers (1964-1974)

Marley divenne quindi il leader del gruppo, il cantante e chitarrista, e l'autore della maggior parte dei testi. I primi lavori del gruppo, incluso il primo singolo Simmer Down, furono prodotti in gran parte da Coxsone Dodd allo Studio One. Simmer Down raggiunse l'apice delle classifiche giamaicane nel 1964 e gli Wailers vennero proposti come miglior gruppo nazionale. Proseguirono con canzoni come "Soul Rebel" e "400 Years".

Nel 1966 Bob Marley sposò Alpharita Costancia Anderson, conosciuta da lì in poi come Rita Marley, una componente delle I Threes (Rita Marley, Marcia Griffiths e Judy Mowatt) coriste del gruppo. Da lei ha avuto tre dei suoi tredici figli (due adottati dalla precedente relazione di Rita, tre avuti con la stessa, e altri 8 con altre donne), tra i quali David Ziggy Marley, Stephen Marley e Damian Marley che continuano la tradizione della musica del padre con la loro band, i Melody Makers. Dopo il matrimonio, Bob si trasferì per alcuni mesi nella residenza della madre a Wilmington, nel Delaware.

Dopo essere tornato in Giamaica, Bob aderì al movimento rastafariano e cominciò a sfoggiare i suoi caratteristici dreadlock. Dopo un litigio con Dodd, Bob Marley e il resto del gruppo si uniscono alla band di Lee "Scratch" Perry, The Upsetters. Sebbene la collaborazione sia durata meno di un anno, molti ritengono che la produzione migliore dei Wailers si concentri in questo periodo. Marley e Perry si separarono dopo una disputa sui diritti di registrazione, ma rimasero amici e lavorarono ancora insieme. Tra il 1968 e il 1972 Bob e Rita Marley, Peter McIntosh e Bunny Livingston produssero un re-cut di alcune vecchie canzoni per la JAD Records a Kingston e a Londra, nell'intento di esporre il sound dei Wailers. Più tardi, Livingston confessò:

Il primo album dei Wailers, Catch a Fire, fu pubblicato su scala mondiale nel 1973, riscuotendo successo. Fu seguito l'anno dopo da Burnin', che conteneva le canzoni "Get Up, Stand Up" e "I Shot the Sheriff" di cui Eric Clapton produsse una cover, contribuendo ad elevare il profilo internazionale di Bob Marley. I Wailers si sciolsero nel 1974, quando ognuno dei tre componenti fondamentali provò a continuare la propria carriera come solista. Le ragioni dello scioglimento affondano tuttora nel mistero. Qualcuno asserisce che ci fosse disaccordo tra Marley, Tosh e Livingston riguardo alle performance, altri pensano semplicemente che Bunny Wailer e Peter Tosh preferissero a tal punto lavorare da solisti.

Successo solista e consacrazione internazionale (1974-1977)

Nonostante lo scioglimento della band, Bob Marley continuò a suonare sotto il nome di "Bob Marley & the Wailers". I nuovi componenti della band di supporto erano i fratelli Carlton e Aston Barrett, detto "Family Man", rispettivamente alla batteria e al basso, Junior Marvin e Al Anderson alla chitarra, Tyrone Downie e Earl Lindo detto "Wya" alle tastiere, Alvin Patterson "Seeco" alle percussioni. Le "I Threes" composte da Judy Mowatt, Marcia Griffiths e dalla moglie di Bob, Rita, all'accompagnamento vocale.

Nel 1975 Bob Marley irruppe sul mercato internazionale con il suo primo storico singolo, "No Woman, No Cry", dall'album Natty Dread. Questo fu seguito dal successo del 1976, Rastaman Vibration, che rimase per ben quattro settimane nella top 100 della Billboard Hot 100 negli Stati Uniti. Nel dicembre 1976, tre giorni prima di "Smile Jamaica", durante un concerto organizzato dal primo ministro della Giamaica, Micheal Manley, allo scopo di alleggerire le tensioni tra i due gruppi politici in guerra, Bob, la moglie Rita e il loro manager Don Taylor subirono un attacco da parte di un gruppo armato composto da ignoti nella residenza di Bob.