Biografia Nato a Lodi Vecchio è figlio di Francesco e di Ernesta Veneroni, cresce in un ambiente fortemente socialista e a 22 anni viene assunto nei vigili urbani di Milano.
Si sposerà poi con Ester Maria Re, con la quale avrà due figli: Francesco e Angela.
Nel 1926 vede il collega Dante Aristide Rossi venire ucciso dalle camicie nere, con i perpetratori che vengono arrestati ma poi assolti, l'evento lo porta all'allontanamento ideologico dal fascismo, ma non si iscriverà mai ad alcun partito per tutta la sua vita.
La sua partecipazione alla Resistenza Dopo l'Armistizio di Cassibile si unisce alla Resistenza italiana: per via della sua età elevata lo fa raccogliendo denaro per finanziare le formazioni partigiane e la sua costanza attira l'attenzione dei fascisti, così il primo marzo 1944 viene arrestato dalla legione Muti grazie alla delazione di Amedeo Brochieri, sansepolcrista, ardito di guerra e legionario fiumano.
Torturato, viene poi consegnato ai tedeschi e prima portato nel campo di Fossoli e poi, una settimana dopo la cattura, a Mauthausen, con un treno partito da Firenze: arriva nel campo l'11 di marzo e dopo la quarantena il suo gruppo viene portato nel campo satellite di Ebensee.
Muore il primo aprile 1944, dopo essere stato assegnato agli scavi di pietra, stroncato dagli sforzi impostigli.
Commemorazione Venne seppellito nel campo stesso, dove oggi c'è un monumento in ricordo di tutti i deportati. In piazza Cesare Beccaria a Milano vi è una pietra d'inciampo dedicatagli, posta il 25 gennaio 2019 alla presenza della vicesindaca Anna Scavuzzo, della senatrice a vita Liliana Segre, dell'artista tedesco Gunter Demnig e del capo della polizia locale Marco Ciacci.
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