Soprannominato il mattatore (dall'omonimo spettacolo televisivo da lui condotto nel 1959), è considerato uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani, ricordato per il portamento e la dizione marcatamente teatrali, nonché per l'assoluta professionalità (al limite del maniacale), per la versatilità nell'interpretare i ruoli più disparati e per il magnetismo della sua presenza scenica; oltre che per le sue letture solenni di opere letterarie come la Divina Commedia. Artista con profonde radici nel mondo del teatro più impegnato, fu fondatore e direttore del Teatro d'arte Italiano. La lunga carriera in Italia e all'estero comprende produzioni importanti, così come dozzine di divertissement che gli diedero una vasta popolarità.

Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Nino Manfredi e Marcello Mastroianni, Gassman è ritenuto uno dei più grandi interpreti della commedia all'italiana.I COLONNELLI DEL CINEMA ITALIANO in http://www.davinotti.com.Il cinema italiano contemporaneo: Da “La dolce vita” a “Centochiodi”, Laterza, Bari 2007 - ed. dig. 11-2015.Teche RAI Consultato il 18 agosto 2016.Treccani - Enciclopedia del Cinema (2003) - Scheda di M. d'Amico - Consultato il 18 agosto 2016.

Biografia

Nacque nell'attuale quartiere genovese di Struppa, all'epoca comune autonomo, il 1º settembre 1922, figlio di Heinrich Gassmann, un ingegnere civile tedesco di Karlsruhe, e di Luisa Ambrosi (nata Ambron), pisana di religione ebraica. All'età di 5 anni visse un anno a Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dove il padre era impegnato nella costruzione del nuovo quartiere abitativo "Ferrobeton", dal nome della società di costruzioni che lo realizzò. Gassman raccontò spesso di ricordi legati a quella breve esperienza vissuta nella cittadina calabrese e di come vi rimase legato, tanto da citarla nel film Il mattatore (1960) di Dino Risi. Nel 1934, in piena epoca fascista e nazista, la madre, rimasta vedova, modificò all'anagrafe il proprio cognome; contemporaneamente, la "n" finale fu rimossa dal cognome dei figli.

Anni quaranta

Quando aveva sei anni, la sua famiglia si trasferì a Roma, dove successivamente egli ottenne la maturità classica al Liceo Torquato Tasso nello stesso periodo di Raimondo Vianello, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza (che non completò) e frequentò l'Accademia nazionale d'arte drammatica, nella quale studiarono anche Paolo Stoppa, Rina Morelli, Adolfo Celi, Luigi Squarzina, Elio Pandolfi, Rossella Falk, Lea Padovani e, successivamente, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Tino Buazzelli, Gianrico Tedeschi, Monica Vitti, Luca Ronconi e altri. In questi anni, dotato di fisico atletico, si distinse come giocatore di pallacanestro tesserato per la S.S. Parioli,In Serie A nella S.S. Parioli da Il Littoriale del 16 dicembre 1940. arrivando a far parte della nazionale universitaria e a giocare la finale scudetto con la 'Bruno Mussolini' nel 1942.

https://images2.gazzettaobjects.it/methode_image/2017/06/06/Varie/Foto%20Varie%20-%20Trattate/2490511e-4ac6-11e7-963d-8c3eb146db19_169_l.jpg?v=201706071033Basket, Venezia e quella «finale» vinta 75 anni fa contro Vittorio Gassman Gazzetta.it del 7 giugno 2017.

Il suo debutto teatrale avvenne nel 1943, con Alda Borelli, nella Nemica di Dario Niccodemi. Continuò quindi al Teatro Eliseo, unendosi a Tino Carraro ed Ernesto Calindri in un trio che rimase celebre: con loro recitò in diverse opere, dalla commedia borghese al teatro intellettuale, senza difficoltà nel passare da una all'altro.

Con la compagnia di Luchino Visconti Gassman ottenne i successi della maturità, assieme a Paolo Stoppa, Rina Morelli e Paola Borboni. Gassman interpretò Kowalski in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, recitò in Rosalinda o Come vi piace di Shakespeare e nellOreste di Vittorio Alfieri. Successivamente entrò nel Teatro Nazionale con Massimo Girotti e Arnoldo Foà, per un Peer Gynt (Ibsen) di successo.

Il suo debutto cinematografico è nel 1945, in Incontro con Laura di Carlo Alberto Felice: la pellicola è andata perduta, e il suo primo film superstite è Preludio d'amore (1946) di Giovanni Paolucci. Nel 1947 si fa conoscere dal grande pubblico con Daniele Cortis di Mario Soldati, l'anno successivo partecipa al film L'ebreo errante di Goffredo Alessandrini, e due anni dopo coglie il suo primo grande successo con Riso amaro, diretto da Giuseppe De Santis, uno dei capolavori del primo neorealismo. Nello stesso anno recita nel film Una voce nel tuo cuore di Alberto D'Aversa, dove interpreta un giornalista al fianco di Constance Dowling, Nino Pavese e Beniamino Gigli.

Nel 1947 interpreta Il Pescatore Verde nel secondo adattamento cinematografico di Pinocchio di Giannetto Guardone.

Anni cinquanta

Nel 1951 è don Juan nel film Il sogno di Zorro di Mario Soldati. Nel 1952, assieme a Luigi Squarzina, fondò e diresse il "Teatro d'Arte italiano", producendo la prima versione completa dellAmleto in Italia, oltre a opere rare, come il Tieste di Seneca o I Persiani di Eschilo. Interpreta nel 1954, a Siracusa, per il XIII ciclo degli spettacoli classici il Prometeo incatenato di Eschilo e nel 1960 lOrestiade, regia e traduzione di Pier Paolo Pasolini.

Nel 1956, anno chiave della sua carriera artistica, Gassman interpretò lOtello, con Salvo Randone, con il quale alternava, ogni sera, i ruoli del Moro e di Iago. Nello stesso anno partecipa, con un ruolo di rilievo, a Guerra e pace di King Vidor - che tuttora2020. risulta il film italiano più visto di sempre - affermandosi anche a livello internazionale. Tre anni dopo, in un programma televisivo intitolato Il Mattatore, ottenne un inaspettato successo, e "Il mattatore" divenne ben presto il soprannome che lo avrebbe accompagnato per il resto della vita.

Anni sessanta

Gli anni sessanta si rivelarono molto gratificanti per la carriera cinematografica di Vittorio Gassman, sulla scia del grande successo ottenuto, nel 1958, con I soliti ignoti di Mario Monicelli, insieme a Claudia Cardinale, Totò, Memmo Carotenuto, Marcello Mastroianni e Tiberio Murgia, che ebbe anche due seguiti: Audace colpo dei soliti ignoti (1959) di Nanni Loy e I soliti ignoti vent'anni dopo (1985) di Amanzio Todini. Il cinema lo aveva impegnato sino ad allora, in Italia e a Hollywood, in ruoli cinematografici atletici e di seducenti villain (dopo il trionfo di Riso amaro, 1949, di Giuseppe De Santis).

Monicelli lo rivelò anche ottimo attore di ruoli comici (come anche in La grande guerra, 1959, e nel dittico L'armata Brancaleone, 1966, e Brancaleone alle crociate, 1970) ed egli acquistò in breve una vasta notorietà con prodotti più popolari, specie sotto la regia di Dino Risi: Il mattatore (1960); Il sorpasso (1962); La marcia su Roma (1962); I mostri (1963); Il gaucho (1964); Il tigre (1967) e Il profeta (1968). Nel 1969 co-diresse L'alibi, film autobiografico realizzato con i suoi compagni d'accademia Adolfo Celi e Luciano Lucignani.

Anni settanta e ottanta

Sempre per gli schermi italiani, Gassman è tornato a lavorare con Risi (In nome del popolo italiano, 1971; Profumo di donna, 1974; Telefoni bianchi (1976); Anima persa, 1977; Caro papà, 1979; Tolgo il disturbo, 1990; perfino un cameo nel ruolo di se stesso in Sono fotogenico, 1980) e Monicelli (Camera d'albergo, 1981), avviando un proficuo sodalizio, già partito negli anni sessanta, con Ettore Scola (C'eravamo tanto amati, 1974; La terrazza, 1980; La famiglia, 1987); all'estero si è fatto invece apprezzare in Un matrimonio di Robert Altman (1978), La tempesta di Paul Mazursky (1982), Benvenuta di André Delvaux (1983), La vita è un romanzo di Alain Resnais (1983).

Nel 1987, su proposta di Bettino Craxi, venne incluso tra i membri dell'Assemblea nazionale del PSI.ORA SONO SALITI A 412 I MEMBRI ELETTI NELL'ASSEMBLEA DAL CONGRESSO DE, La Repubblica, 9 aprile 1987.

Anni novanta Nell'ultimo decennio di vita ha continuato a lavorare per il cinema in Il lungo inverno di Jaime Camino (1992), in Sleepers di Barry Levinson (1996) e ancora per Scola in La cena (1998). Ha inoltre doppiato Mufasa nel classico Disney Il re leone (1994).

Ritorno alla carriera teatrale Nonostante i suoi successi cinematografici, Gassman non abbandonò mai il teatro. Nell'ultima parte della sua carriera aggiunse la poesia al suo repertorio, aiutando a far conoscere in Italia alcune opere straniere.

Vero perfezionista, aveva in odio la dizione imperfetta o le inflessioni dialettali, pur essendo in grado di rendere perfettamente, quando richiesto, la maggior parte dei dialetti italiani. In modo abbastanza coraggioso, accettò la sfida di dirigere lAdelchi, una delle opere meno note e meno "facili" di Alessandro Manzoni. La tournée di questo spettacolo raccolse mezzo milione di spettatori, attraversando l'Italia con il suo Teatro Popolare Itinerante (una nuova edizione del famoso Carro di Tespi).

Le sue produzioni teatrali comprendono molti dei più famosi autori del XX secolo, oltre a frequenti ritorni ai classici come Shakespeare, Dostoevskij e i grandi drammaturghi greci.

Fondò inoltre una scuola di teatro a Firenze, la Bottega Teatrale, che diresse personalmente dal 1979 al 1991, e che è stata una protagonista del mondo culturale fiorentino, richiamando a Firenze moltissimi dei nomi più noti del teatro e del cinema italiano e mondiale: da Giorgio Albertazzi (per molti anni vicedirettore) a Orazio Costa, da Adolfo Celi a Anthony Quinn, da Antonella Daviso a Ettore Scola, da Yves Lebreton a Siro Ferrone, solo per ricordarne alcuni.

La televisione

In televisione dosò le sue apparizioni nei programmi popolari, tuttavia partecipò alle trasmissioni di Mina, Corrado e Pippo Baudo soprattutto. Esordì con una trasmissione tutta sua, Il Mattatore, nel 1959, che ottenne grande successo e nel 1972 fu ospite fisso di Canzonissima, condotta da Pippo Baudo e Loretta Goggi.

Nel campo della pubblicità, interpretò Nostradamus in uno spot dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino nel 1997, di cui si ricorda il "tormentone": «Questo lo ignoro!».

Gassman fu uomo di intense emozioni e di grande onestà intellettuale; la sua autoironia e il suo notevole senso dell'umorismo lo portarono negli anni novanta a prendere parte a un programma televisivo Tunnel, nel quale, in maniera molto formale e seria, recitava documenti come la bolletta del gas, il menù del ristorante o gli annunci economici;Simonetta Robiony, Chiude il Tunnel dei dispiaceri, in La Stampa, 21 maggio 1994, p. 22. "letture" che, con autoironia, venivano eseguite con la stessa abilità professionale e il tono elevato che lo resero famoso recitando la Divina Commedia di Dante. Nel 1999 fu protagonista del programma Il Mattatore - corso accelerato di piccole verità, andato in onda su Canale 5 e che fu la sua ultima apparizione televisiva.

Ha, inoltre, collaborato per la televisione in numerosi progetti con Rubino Rubini.

Vita privata Vittorio Gassman ebbe sei compagne, sempre colleghe attrici, sposandosi con tre di esse, e quattro figli: Nora Ricci (figlia di Renzo Ricci e Margherita Bagni), prima moglie, dalla quale ebbe la primogenita Paola, attrice e compagna dell'attore Ugo Pagliai, che gli diede due nipoti, Tommaso e Simona; il matrimonio con la Ricci venne in seguito annullato dalla Sacra Rota; Shelley Winters, seconda moglie, con cui concepì la figlia Vittoria (Tori), medico geriatra, sempre vissuta negli Stati Uniti d'America con il marito Robert a Westport, nello Stato del Connecticut, e che gli ha dato altri due nipoti: Harry, giornalista, e Ben, ambientalista; Juliette Mayniel, importante compagna mai sposata, relazione da cui ebbe il figlio Alessandro, anch'egli attore e regista, il quale lo rese nonno di Leo, cantautore e attore; Diletta D'Andrea, terza moglie, con la quale rimase sposato fino alla morte ed ebbe l'ultimo figlio, Jacopo, regista; fu praticamente un secondo padre per Emanuele Salce, figlio della D'Andrea e del suo primo marito, il regista Luciano Salce;