La Diana cacciatrice (Diane chasseresse), a volte citata semplicemente come Diana (Diane), è una scultura in marmo realizzata dallo scultore francese Alexandre Falguière nel 1882. L'opera è conservata al musée des Augustins di Tolosa, dove si trova anche il modello in gesso originale.
Descrizione
La statua ritrae Diana, la dea della caccia nella mitologia romana, come una ragazza nuda. Il suo braccio sinistro reggeva in origine un arco, oggi perduto, mentre quello destro è alzato, come se la dea avesse appena scoccato una freccia. La testa è leggermente inclinata e il suo sguardo dall'aria fiera sembra voler seguire il movimento della saetta. Come l'arco, anche la mezzaluna che le ornava i capelli è andata perduta quasi del tutto nella versione marmorea. Al Clark Art Institute di Williamstown, negli Stati Uniti d'America, è conservata una riduzione in bronzo della scultura nella quale sia l'arco che il diadema lunare sono integri. Esistono inoltre vari busti bronzei tratti da questa scultura, come quello conservato a Minneapolis.
La modella che posò per quest'opera era Juana Romani, una giovane ragazza italiana (allora quindicenne) che era giunta da poco a Parigi e che aveva iniziato a posare per le scuole d'arte della città.
Accoglienza Quando la scultura di marmo venne esposta al Salone, la grande esposizione artistica che si svolgeva annualmente a Parigi, furono mosse alcune critiche per alcune "imperfezioni corporee" nella figura di Diana, come i "piedi piatti" e le "gambe corte". In generale, l'opera veniva percepita come troppo naturalistica, come una scultura che si allontanava dai canoni estetici classicisti imposti dall'arte accademica francese, e un critico affermò che le qualità tecniche dell'opera nascondevano poco la "volgarità di certi dettagli della modella".
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Note
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