Negli Stati Uniti d'America, prima del 1865 erano definiti Stati schiavisti gli Stati in cui la schiavitù e la tratta degli schiavi erano legali, mentre venivano definiti Stati liberi quelli in cui erano proibite.

Tra il 1812 ed il 1850 gli stati schiavisti considerarono un imperativo politico il fatto che il numero degli stati liberi non superasse quello degli stati schiavisti, pertanto i nuovi stati vennero ammessi all'Unione a coppie libero/schiavista. Vi furono tuttavia schiavi in molti stati liberi fino al censimento del 1840, e la clausola dello schiavo fuggitivo della Costituzione degli Stati Uniti, implementata dalla legge sugli schiavi fuggitivi del 1793 e del 1850, prevedeva che uno schiavo non divenisse libero semplicemente entrando in uno stato libero, ma doveva anzi essere restituito al proprietario. L'applicazione di queste leggi divenne una delle controversie che scoppiarono tra stati liberi e schiavisti.

Nel XVIII secolo la schiavitù era legale nelle Tredici colonie, e le colonie ribelli iniziarono ad abolire questa pratica. La Pennsylvania abolì la schiavitù nel 1780, e circa metà degli stati la avevano abolita al tempo della guerra d'indipendenza, o nel corso del primo decennio di esistenza degli Stati Uniti, anche se questo non significò sempre che gli schiavi esistenti fossero divenuti liberi. Il Vermont, che dichiarò l'indipendenza dal Regno di Gran Bretagna nel 1777 e non fu una delle Tredici colonie, bandì la schiavitù nello stesso anno e prima di essere ammesso come stato nel 1791.

Lo schiavismo fu a lungo un argomento divisivo nella politica statunitense; fu uno degli argomenti principali dibattuti durante la stesura della Costituzione nel 1787, fu causa di crisi politiche come il Compromesso del Missouri del 1820 e il Compromesso del 1850, e fu la causa primaria della guerra di secessione nel 1861. Poco prima della guerra civile, vi erano 19 stati liberi e 15 schiavisti; lo stato libero di più recente istituzione, il Kansas, era entrato nell'Unione dopo lunghi anni di scontri sulla schiavitù. Durante la guerra, la schiavitù venne abolita in alcuni stati schiavisti, ed il XIII emendamento della Costituzione, ratificato nel dicembre 1865, abolì la schiavitù in tutti gli Stati Uniti, eccetto come pena per un crimine.

Origini La situazione nelle Tredici colonie

La schiavitù fu istituita come istituzione legale in ognuna delle Tredici colonie a partire dal 1619 in poi, con l'arrivo dei primi africani nella Colonia della Virginia. Sebbene anche i nativi americani fossero trattati come schiavi, la vasta maggioranza della popolazione di schiavi consisteva di africani portati in America tramite la tratta atlantica. Per via della minore incidenza delle malattie tropicali e delle migliori condizioni di vita, gli schiavi delle colonie avevano una aspettativa di vita superiore rispetto alle Indie occidentali e all'America meridionale, causando una rapida crescita della popolazione nei decenni precedenti alla rivoluzione americana.Betty Wood, Slavery in Colonial America, 1619–1776 (2013) excerpt and text search I movimenti politici e sociali organizzati per abolire la schiavitù ebbero inizio a metà del XVIII secolo. I sentimenti della rivoluzione americana e la promessa di equità evocata dalla Dichiarazione d'indipendenza rimasero in contrasto con lo status reale di tutti i neri delle colonie, sia liberi che schiavi. Nonostante questo, migliaia di americani neri combatterono per i Patrioti con differenti motivazioni. Altre migliaia si unirono invece ai britannici, incoraggiati dalle offerte di libertà come nel caso della Proclamazione di Philipsburg.

Negli anni 1770 gli schiavi neri nella Nuova Inghilterra iniziarono ad inviare petizioni alle legislature settentrionali chiedendo libertà. Cinque stati del nord adottarono politiche per abolire gradualmente la schiavitù: Pennsylvania nel 1780, New Hampshire e Massachusetts nel 1783 e Connecticut e Rhode Island nel 1784.

La situazione all'indipendenza Subito dopo l'indipendenza degli Stati Uniti, Repubblica del Vermont aveva limitato la schiavitù già nel 1777, quando era ancora indipendente e prima di entrare negli Stati Uniti come 14° stato nel 1791. Queste giurisdizioni statali applicarono quindi per prime le leggi che abolirono la schiavitù nel Mondo Atlantico. Nel 1804, con l'aggiunta di New York (1799) e New Jersey (1804), tutti gli stati del nord avevano abolito la schiavitù o avevano adottato misure per abolirla gradualmente,Wilson, Black Codes (1965), p. 15. "Nel 1775, ispirati da quelle verità "evidenti" che sarebbero state espresse dalla Dichiarazione d'indipendenza, un numero considerevole di coloni ritenne che fosse giunto il momento di porre fine alla schiavitù e di dare ai neri liberi alcuni frutti della libertà. Questo sentimento, sommato a considerazioni economiche, portò all'abolizione immediata o graduale della schiavitù in sei stati del Nord, mentre ci fu un'ondata crescente di manomissioni private nel Sud. Anche in questo periodo, i neri liberi fecero ben pochi progressi effettivi e all'inizio del secolo la tendenza al peggioramento era ricominciata. In seguito, l'unico cambiamento importante in quella tendenza prima della Guerra Civile fu che dopo il 1831 il declino dello status dei neri liberi divenne più precipitoso." anche se vi erano ancora nel 1840 centinaia di ex schiavi che lavoravano senza paga come servi a contratto negli stati del nord.

Nel sud il Kentucky venne creato come stato schiavista dalla Virginia nel 1792 ed il Tennessee sempre come stato schiavista dalla Carolina del Nord nel 1796. Nel 1804, prima della creazione di nuovi stati dai territori federali occidentali, il numero di schiavi liberi e schiavisti era pari a otto ciascuno. Al momento del Compromesso del Missouri del 1820, la linea di divisione tra stati schiavisti e liberi fu chiamata linea Mason-Dixon (tra Maryland e Pennsylvania), e la sua estensione verso ovest era rappresentata dal fiume Ohio.

La Convenzione di Filadelfia del 1787, che doveva redigere la Costituzione, dibatté il tema della schiavitù, e per un periodo proprio questo argomento fu il maggiore impedimento all'approvazione della nuova Costituzione. Come compromesso, la schiavitù venne riconosciuta ma non fu mai menzionata direttamente nella Costituzione. La clausola dello schiavo fuggitivo, articolo 3, sezione 2, clausola 3, ad esempio, si riferisce ad una "Persona detenuta per servizio o lavoro". Inoltre, l'articolo 1, sezione 9, clausola 1 della Costituzione proibisce al Congresso di abolire l'importazione di schiavi ma, come compromesso, l'impedimento avrebbe potuto essere eliminato dal Congresso dopo 20 anni, e agli schiavi si faceva riferimento come "Persone". La legge che proibiva l'importazione di schiavi venne approvata velocemente nel 1807 ed ebbe effetto dal 1º gennaio 1808. Il bando all'importazione, tuttavia, spinse l'espansione del commercio interno di schiavi, che rimase legale finché la schiavitù non venne bandita in toto nel 1865 con il XIII emendamento.

Verso la fine degli anni 1850 venne lanciata senza successo una campagna da parte di diversi stati meridionali per riprendere il commercio internazionale di schiavi, per rifornire la loro popolazione di schiavi; questa proposta si scontrò tuttavia con una forte opposizione.William W. Freehling. The Road to Disunion, Volume II: Secessionists Triumphant, 1854–1861. Oxford University Press, 2007, pp. 168–185. Vi fu tuttavia un ampio incremento nella popolazione degli schiavi verso la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, con alcuni rapimenti di schiavi africani che continuarono tramite la Capitaneria generale di Cuba.

Tra gli altri compromessi della Costituzione vi fu la creazione del compromesso dei tre quinti, con il quale gli stati schiavisti acquisirono maggiore rappresentanza alla Camera dei rappresentanti e al Collegio elettorale: tale clausola prevedeva che la popolazione degli schiavi di uno stato contasse al 60% per calcolare l'assegnazione dei seggi alla Camera, che sono proporzionali alla popolazione dello stato. Gli stati schiavisti avrebbero voluto che gli schiavi contassero al 100% per l'assegnazione dei seggi, gli stati liberi del nord sostenevano che non dovessero essere contati, non avendo gli schiavi diritto di voto.

I nuovi territori

L'Ordinanza del nordovest del 1787, approvata poco prima della ratifica della Costituzione, aveva proibito la schiavitù nel Territorio del nord-ovest. Il confine meridionale del territorio era rappresentato dal fiume Ohio, considerato come estensione occidentale della linea Mason-Dixon. Il territorio fu generalmente abitato da coloni del New England e da veterani della guerra d'indipendenza americana a cui erano state concesse terre. I sei stati creati successivamente dal territorio furono tutti stati liberi: Ohio (1803), Indiana (1816), Illinois (1818), Michigan (1837), Wisconsin (1848) e Minnesota (1858).

Nel 1815 la spinta verso la riforma anti-schiavista sembrava aver perso vigore, con metà degli stati che l'avevano già abolita (il nord-est), l'avevano proibita fin dall'inizio (il Midwest), o che erano intenzionati ad eliminarla, e metà che volevano continuare a tempo indefinito con questa istituzione (il sud).

Il potenziale di un conflitto politico sulla schiavitù a livello federale rese i politici preoccupati per l'equilibrio di potere al Senato, dove ogni stato è rappresentato da due senatori. Con un numero uguale di stati schiavisti e stati liberi, il Senato era equamente diviso su questioni importanti per il Sud. Quando la popolazione degli stati liberi iniziò a superare quella degli stati schiavisti, portando al controllo della Camera dei rappresentanti da parte degli stati liberi, il Senato divenne fondamentale per i politici degli stati schiavisti interessati a mantenere un veto congressuale sulla politica federale in merito alla schiavitù e ad altre questioni importanti per il Sud. Di conseguenza, gli stati schiavisti e gli stati liberi furono spesso ammessi nell'Unione in coppie su fronti opposti per mantenere l'equilibrio del Senato tra stati schiavisti e stati liberi.

Compromesso del Missouri La controversia sul fatto che il Missouri dovesse essere ammesso come stato schiavista portò al Compromesso del Missouri del 1820, che specificò che il territorio acquisito con l'Acquisto della Louisiana a nord della latitudine 36° 30', che descriveva quasi tutto il confine meridionale del Missouri, ad eccezione del Missouri, sarebbe divenuto parte di stati liberi, mentre il territorio a sud di tale linea avrebbe originato stati schiavisti. In ottemperanza al Compromesso, venne ammesso all'Unione il Maine il 19 agosto 1821, come stato libero.

Texas e cessione messicana

L'annessione texana del 1845 e l'acquisizione dei vasti territorio della cessione messicana del 1848, dopo la guerra messico-statunitense, crearono ulteriori divisioni tra il nord ed il sud. Anche se la porzione abitata del Texas era ricca di piantagioni di cotone e dipendeva dal lavoro schiavista, il territorio acquisito nelle Montagne Rocciose non sembrava adatto alla produzione di cotone o alla schiavitù.Michael A. Morrison, "Westward the Curse of Empire: Texas Annexation and the American Whig Party". Journal of the Early Republic 10#2 (1990): 221–249 online

Nell'ambito del Compromesso del 1850 la California venne ammessa come stato libero senza la controparte di uno stato schiavista; l'ingresso della California significava anche che non vi sarebbero stati schiavisti sulla costa pacifica. Per evitare di creare una maggioranza di stati liberi al Senato, la California acconsentì a inviare al Senato un senatore favorevole alla schiavitù e uno contrario.Michael E. Woods, "The Compromise of 1850 and the Search for a Usable Past." Journal of the Civil War Era 9.3 (2019): 438–456.