Chi è questa che vèn, ch’ogn’om la mira è un sonetto di Guido Cavalcanti.
Testo
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Analisi Il componimento è fra i più famosi e forse tra i più antichi di Cavalcanti, data la vicinanza al tema guinizzelliano della “lode”; è decisamente più esplicito rispetto al modello lo scetticismo riguardo alla possibilità di conoscere veramente l’”oggetto” dell’apparizione, la donna. Cavalcanti, vedendo sopraggiungere una donna (forse la “sua”), rimane folgorato dalla sua bellezza tanto da chiedersi chi sia veramente colei che incede tra l’ammirazione degli astanti, così luminosa da far tremare l’aria e così bella da suscitare in chi lo vede solo sospiri.
Una struttura a catena
Il testo ha una costruzione “a catena”, ogni strofa è legata all’altra da un elemento lessicale o contenutistico: “Amor”, che compare al v.3, è richiamato al v.6 «(Dical’ Amor)»; «non savria contare» del v.6 è ripreso al v.9 «non si poria contar», sottolineando peraltro il passaggio di da un’incapacità generale e assoluta di descrivere la donna.
Struttura metrica Il sonetto (tutti i versi endecasillabi) ha uno schema metrico ABBA-ABBA;CDE-EDC. Le rime A-B sono in consonanza.
Note
Voci correlate Dolce stil novo
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