Peleo, Nilo, Elia, Patermuzio e compagni furono un gruppo di martiri egiziani, che subirono il martirio in Palestina tra il 310 e il 311.

Agiografia Testimone della morte di questi santi fu Eusebio di Cesarea, che consacrò loro una delle sue opere, I Martiri della Palestina.. Anche Giovanni Crisostomo scrisse un'omelia, Encomio dei martiri d'Egitto. Patrologia graeca, vol. L, coll. 693-698..

Durante le persecuzioni sotto Diocleziano, molti cristiani egiziani e palestinesi furono condannati ai lavori forzati nelle miniere di Feno (Phounon), identificabile con Khirbet-Fenan nel Wadi Araba in Giordania. Tra questi c'erano anche numerosi vescovi, tra cui il più noto è Silvano di Gaza, sacerdoti e altri ecclesiastici..

Verso il 310 o il 311, un nutrito gruppo di questi deportati fu messo al rogo. Tra questi si ricordano due vescovi egiziani, Peleo e Nilo, un sacerdote, Elia, e il laico Patermuzio.

Culto Il martirologio geronimiano, il più antico catalogo di martiri cristiani (V secolo), commemora il 19 settembre i santi Peleo, Nilo, Elia e Patermuzio e altri 150 martiri. Il ricordo di questi santi è ripreso anche negli antichi sinassari bizantini, in particolare quello noto come Sinassario di Costantinopoli, redatto a metà del X secolo Benjamin Anderson, Synaxarium Ecclesiae Constantinopolitanae, in: Nicholson, Oliver (ed.), The Oxford Dictionary of Late Antiquity, vol. 2, 2018, p. 1438..

Le Chiese ortodosse celebrano questi santi martiri il 17 settembre. Il martirologio romano li ricorda il 19 settembre con queste parole:

Note

Bibliografia

Collegamenti esterni

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