Un orfanotrofio è una struttura di accoglienza, pubblica o privata, dove sono accolti ed educati i bambini orfani e i minori senza famiglia. L'etimologia del termine deriva dal greco antico orphanotrophêion, composto di orphanós (orfano) e tréphein (allevare).
Si distingue dal brefotrofio, che è invece l'istituto che accoglie e alleva i neonati illegittimi abbandonati o in pericolo di abbandono.
Storia
Europa Sotto il diritto romano classico non esisteva una cura statale formale per vedove e orfani, ma con l’avvento del cristianesimo tardo e l’imperatore Giustino e altri, ci fu la creazione di istituzioni di assistenza (tra cui istituti per orfani) e privilegi per chi si occupava di orfani.
Fin dal Medioevo si ha notizia di istituti creati per la cura dei trovatelli. In questi brefotrofi, come quello fondato a Milano nel 787 per iniziativa dell'Arciprete Dateo, i bambini erano allevati fino all'età di sette anni. Non esistevano istituti che si curassero specificamente dei bambini orfani o abbandonati.Ottavio Andreucci, Gli orfanotrofi. Cenni storici, Firenze: Giuseppe Mariani, 1856.
Il primo orfanotrofio d'Europa fu istituito a Napoli il 29 maggio 1343 per volere della regina Sancia d'Aragona e del vescovo Giovanni Orsini.Iannitto M.T., (1999), La ruota della vergogna. La Santa Casa dell'Annunziata di Napoli e I figli della Madonna, Napoli, Colonnese, p. 30 A seguire il Pio Ospedale della Pietà di Venezia sorto nel 1346 per desiderio di Fra Pietruccio, un predicatore toscano giunto nella Serenissima. A Firenze nel XV secolo lo Spedale degli Innocenti fu il primo istituto pediatrico specializzato per la cura dei minori orfani o abbandonati.
Alcuni ordini religiosi cristiani si specializzarono nella cura degli orfani, a cominciare dai Somaschi fondati nel 1535 da Girolamo Emiliani, che a Milano diedero vita agli istituti dei Martinitt e de Le Stelline. Riconoscendogli il merito e l'originalità del servizio reso, papa Pio XI, il 14 marzo 1928, proclamò Emiliani "Patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata".N. Del Re, BSS, vol. VI (1965), coll. 1143-1147.
A partire dal XVII-XVIII secolo grandi istituti per orfani e bambini abbandonati si diffusero in tutta Europa: Stora Barnhuset (Stoccolma, 1633), Det Kongelige Vajsenhus (Copenhagen, 1727), Foundling Hospital (Londra, 1741), Orfanotrofio di Mosca (1764), ecc.
Molti orfanotrofi erano istituti di assistenza e di lavoro, che spesso degeneravano nei meccanismi di sfruttamento denunciati da Charles Dickens nel romanzo Oliver Twist (1837-39). Con il tempo l'accento si spostò sempre più sugli aspetti educativi, dando luogo anche a esperimenti pedagogici di avanguardia: dall'Orfanotrofio Magnolfi in Italia (1838) a L'Orphelinat Prévost de Cempuis (1880), fino a Boys Town (1917) negli Stati Uniti.
Con l'emancipazione si formarono anche i primi orfanotrofi ebraici: il Jews' Orphan Asylum a Londra (1831), il Bellefaire Orphanage a Cleveland (1868), il Jüdisches Waisenhaus Berlin a Berlin-Pankow (1882), ecc.
Stati Uniti
Durante il periodo coloniale, i bambini senza genitori venivano accuditi principalmente da parenti o comunità religiose, mentre le prime istituzioni formali erano spesso gestite da chiese protestanti e benefattori privati, con l’obiettivo di fornire istruzione e formazione morale. Con l’urbanizzazione e l’immigrazione del XIX secolo, aumentarono i bambini poveri e senza famiglia, portando alla nascita di grandi orfanotrofi pubblici e privati. A New York nel 1836 fu aperto il primo orfanotrofio per bambini afroamericani, il Colored Orphan Asylum. Tra il 1854 e il 1929 il programma noto come “Orphan Train” trasferì circa 200.000 bambini del Nord-est verso famiglie del Midwest, segnando un passaggio dall’istituzionalizzazione all’affido familiare. Nel XX secolo, l’espansione del welfare statale e le riforme sociali ridussero gradualmente il numero di orfanotrofi, favorendo affido, case-famiglia e adozioni, mentre le istituzioni tradizionali quasi scomparvero. Oggi i bambini senza famiglia negli USA sono seguiti da servizi sociali e comunità residenziali, con forte attenzione alla protezione dei loro diritti, all’istruzione e al benessere emotivo, rappresentando una transizione completa dai grandi istituti del passato a un sistema moderno centrato sulla famiglia.
Sudamerica
In buona parte del Sudamerica le prime istituzioni di assistenza ai bambini senza famiglia nacquero durante il periodo coloniale o nei primi decenni dopo l’indipendenza, spesso legate alla Chiesa cattolica o a ordini religiosi, similmente ad altri paesi latino-americani. Queste strutture, spesso chiamate casas de huérfanos (“case degli orfani”) o casas de beneficencia, fornivano alloggio, cibo e istruzione di base ai bambini abbandonati o poveri. Un caso emblematico è La Casa de Beneficencia y Maternidad de La Habana a Cuba, fondata alla fine del XVII secolo e attiva per circa 270 anni come principale luogo di accoglienza per bambini abbandonati nella città di L’Avana.
Russia Nel periodo zarista (Impero russo) esistevano strutture legate alla carità e alla Chiesa e alla nobiltà. L’imperatrice Luisa Maria di Baden (moglie di Alessandro I e poi amministratrice di carità reale) gestiva un ufficio statale che controllava orfanotrofi, ospizi, strutture assistenziali e scuole per bambini. L'orfanotrofio di Mosca fu fondato nel 1763 su iniziativa di Caterina II di Russia come grande istituto statale per orfani e bambini abbandonati, con programmi educativi e istruzione professionale. Dopo la guerra civile post-rivoluzionaria migliaia di bambini rimasero senza famiglia e vagavano nelle città; venivano chiamati besprizornye (letteralmente “senza sorveglianza”), spesso senza alcun supporto istituzionale. Il governo sovietico iniziò a creare istituzioni per orfani e bambini abbandonati come priorità sociale. Già nel 1919 vi erano centinaia di istituti, e nel periodo tra le due guerre aumentò rapidamente il loro numero. Durante gli anni ’30 e dopo la seconda guerra mondiale la rete di orfanotrofi divenne molto estesa: nel 1950 si stimavano oltre 6.500 istituti con circa 636.000 bambini in tutto l’URSS, inclusa la Russia. Con la fine dell’Unione Sovietica e la transizione post-sovietica il sistema di assistenza è rimasto prevalentemente statale ma si sono aggiunte organizzazioni non governative e iniziative della Chiesa Ortodossa.
Oriente Prima dell’arrivo dei colonizzatori europei, in India esistevano forme di sostegno ai bambini senza genitori, ma erano molto legate alle comunità e alle religioni locali. Con l’arrivo dei britannici, si sviluppò il concetto di orfanotrofio istituzionalizzato: i missionari cristiani fondarono i primi orfanotrofi “moderni”, seguendo il modello europeo. Questi luoghi erano spesso religiosi: i bambini venivano educati secondo i principi cristiani, con l’obiettivo di istruirli e convertirli. Tra i più famosi ci sono la missione di Calcutta (legata a Madre Teresa, anche se formalmente nata nel XX secolo) e gli orfanotrofi gestiti da ordini protestanti e cattolici in città come Mumbai e Chennai. Dopo l’indipendenza dell’India lo Stato iniziò a regolare gli orfanotrofi, creando leggi per la protezione dei bambini. La maggior parte degli orfanotrofi rimase però gestita da ONG religiose o filantropiche, soprattutto per mancanza di fondi pubblici. Dal 1980 ad oggi, con l’aumento della popolazione urbana e delle povertà, gli orfanotrofi hanno visto un aumento dei bambini abbandonati, spesso a causa di povertà estrema, HIV/AIDS o disastri naturali e la crescita delle ONG internazionali che supportano i bambini orfani, con approcci più moderni: educazione inclusiva, psicologia infantile e riabilitazione familiare. Nuove leggi, come il Juvenile Justice Act (2000 e successive modifiche), incoraggiano a trovare soluzioni alternative all’istituzionalizzazione, come affido e adozioniJuvenile Justice (Care and Protection of Children) Act, 2015 (India)Juvenile Justice (Care and Protection of Children) Act, 2000Integrated Child Protection Scheme (ICPS). Gli istituti per bambini nel sistema giuridico indiano sono chiamati Child Care Institutions (CCI); secondo le leggi moderne, dovrebbero essere temporanei fino al reinserimento familiare, l’affido o l’adozione.
In Cina esistevano orfanotrofi e strutture per bambini abbandonati già prima dell’età moderna, sia statali sia di matrice religiosa/assistenziale, specialmente nelle aree urbane dove guerre e carestie producevano molti orfani. Un esempio storico noto del XIX secolo è l'orfanotrofio Tushanwan di Shanghai, fondato nel 1864 da missionari gesuiti, che non solo dava rifugio ma offriva formazione artistica e professionale ai bambini.
Nel periodo Meiji (1868–1912), con l’apertura del Giappone al mondo occidentale e la modernizzazione lo Stato iniziò a formalizzare la protezione dell’infanzia, creando istituzioni simili agli orfanotrofi europei. Vennero introdotti i primi orfanotrofi pubblici, soprattutto nelle città, gestiti dallo Stato o da organizzazioni cristiane missionarie. Nel periodo Showa e dopo la seconda guerra mondiale. La seconda guerra mondiale ebbe un impatto enorme: milioni di bambini persero i genitori per bombardamenti, carestie e malattie. Lo Stato creò orfanotrofi governativi su larga scala, chiamati “jidō-in” (児童院), per accogliere questi bambini. Parallelamente, orfanotrofi privati e religiosi continuarono a operare, spesso legati a scuole e templi. Dopo la guerra, il Giappone iniziò a legiferare in modo più sistematico sulla protezione dell’infanzia, ispirandosi a modelli occidentali di welfare. Oggi il Giappone gestisce i bambini senza famiglia con un sistema misto tra istituti e affido: le principali strutture sono i “児童養護施設” (jidō yōgo shisetsu), istituti di protezione infantile per orfani o bambini in difficoltà.
Medio Oriente Studi sull’antico diritto ebraico mostrano che nel periodo più tardo si svilupparono norme sulla tutela degli orfani, con il magistrato che poteva nominare tutori per bambini orfani. Orfanotrofi cristiani/missionali (come l'orfanotrofio Schneller di Gerusalemme fondato nel 1856 e chiuso nel 1940), ospitavano e formavano orfani arabi e di altri gruppi sotto un modello educativo misto di assistenza sociale e formazione professionale. La Darüşşafaka (Istanbul) fondata tra il 1863 e il 1873, è una delle più antiche istituzioni del Medio Oriente dedicate all’educazione e al sostegno di bambini orfani o poveri, con un grande scopo educativo e formativo.
Oceania La storia degli orfanotrofi in Oceania ha radici già dai primi decenni della colonizzazione europea e presenta alcune caratteristiche peculiari legate al contesto coloniale, alle chiese cristiane e alle politiche sociali dall’Ottocento fino al XX secolo. Uno dei primissimi esempi di istituzione assistenziale per bambini fu aperto nel 1795 a Norfolk Island, seguito dai primi veri “orfan schools” (scuole/orfanotrofi) come la Female Orphan School di Sydney nel 1801 e la Male Orphan School nel 1819.
Africa Tradizionalmente, i bambini orfani in Africa venivano accolti da famiglie estese o comunità locali, con supporto informale da parte di clan o templi. Con il colonialismo europeo arrivarono i primi orfanotrofi formali, gestiti principalmente da missioni cristiane, con finalità educative e religiose. Dopo l’indipendenza, gli orfanotrofi continuarono a crescere, soprattutto a causa di epidemie, guerre e povertà, e la maggior parte rimase gestita da ONG e chiese, con risorse spesso limitate. La pandemia di HIV/AIDS e diversi conflitti hanno aumentato drasticamente il numero di bambini senza famiglia, spingendo molti governi e organizzazioni a promuovere affido familiare e reinserimento comunitario come alternativa alla vita in istituto. Oggi gli orfanotrofi africani offrono spesso istruzione, nutrizione e supporto psicologico, ma devono affrontare problemi come sovraffollamento, scarsità di risorse e disuguaglianze di genere.
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