I rapporti tra lo Stato italiano e le singole confessioni religiose vengono regolati da appositi accordi, richiamati nell'articolo 7 della Costituzione della Repubblica Italiana per la Chiesa cattolica e nell'articolo 8, sempre della medesima Carta costituzionale, per tutte le altre confessioni. Per quanto riguarda la prima, tale accordo prende il nome di Concordato, redatto nel 1929 (Patti Lateranensi) e modificato nel 1984 (Accordo di Villa Madama). Gli accordi con le altre religioni prendono invece il nome di Intese e possono essere richieste con apposita procedura da tutti gli enti di culto dotati di personalità giuridica che abbiano chiesto e ottenuto lo status di "confessione religiosa" in base alla legge 1159/1929 e al suo regolamento di attuazione, il regio decreto 28 febbraio 1930, n.289.
La differenza tra questi due strumenti risiede nel fatto che il Concordato è un accordo internazionale tra Italia e Santa Sede mentre le Intese sono contratti di diritto pubblico stipulati tra lo stato e specifici enti religiosi italiani.
La Chiesa cattolica e le confessioni che hanno stretto un'Intesa con lo stato godono di norme specifiche finalizzate a tutelare aspetti peculiari del proprio credo e di diversi vantaggi, tra i quali la ripartizione della quota dell'otto per mille del gettito IRPEF. Si possono inoltre dedurre ai fini fiscali atti di liberalità fino a a loro favoreGoverno Italiano - rapporti con le confessioni religiose e per le relazioni istituzionali.
Contesto generale
Concordato
Intese Sono attualmente in vigore le seguenti intese: Unione delle Chiese metodiste e valdesi (valdesi e metodisti), dal 1984 Assemblee di Dio in Italia (pentecostali), dal 1986 Unione italiana delle Chiese Cristiane Avventiste del 7º giorno, dal 1988 Unione delle comunità ebraiche italiane, dal 1989 Unione cristiana evangelica battista d'Italia, dal 1995 Chiesa evangelica luterana in Italia, dal 1995 Chiesa di Gesù Cristo dei santi degli ultimi giorni (mormoni), dal 2012 Arcidiocesi d'Italia ed esarcato per l'Europa meridionale (ortodossi: Patriarcato di Costantinopoli), dal 2012 Chiesa apostolica in Italia (pentecostali), dal 2012 Unione buddhista italiana, dal 2012 Unione induista italiana, dal 2012 Istituto buddista italiano Soka Gakkai, dal 2015 Associazione Chiesa d'Inghilterra (anglicani), dal 2021 A gennaio del 2025 è stata inoltre firmata l'intesa con la Diocesi Ortodossa Romena d'Italia, che è attualmente in attesa di ratifica parlamentare.
Intese bloccate o non perfezionate In alcuni casi, è stata avanzata una richiesta di Intesa che non è però stata accolta dal governo. Tra questi si annoverano:
Assemblea spirituale nazionale dei Baha’i d’Italia, nel 1988 e 1996 Chiesa ortodossa metropolitana autonoma in occidente, nel 1990 Associazione musulmani italiani, nel 1990 e 1997 Centro islamico culturale d’Italia, nel 1991 UCOII, nel 1992 Associazione cristiano ortodossa (Patriarcato di Serbia), nel 1994 e 1996 Chiesa ortodossa d’Italia (eparchia autonoma di Ravenna e d’Italia della metropolia bulgara dell’Europa occidentale), nel 1996 Chiesa ortodossa d’Italia, nel 1997 COREIS, nel 1998 Alleanza di chiese cristiane evangeliche in Italia, nel 1998
Per quanto riguarda la Congregazione cristiana dei testimoni di Geova, essa ha avanzato due richieste nel 1977 e 1996. Il 20 marzo 2000 è stata sottoscritta una bozza d'intesa con il governo, revisionata nel 2007 e di nuovo nel 2014, ma mai ratificata dal parlamento. Per tale motivo, la Congregazione è ricorsa nel 2016 alla Corte europea dei diritti dell’uomo che, in data 11 giugno 2026 si è pronunciata a favore della stessa.
Un caso particolare è quello dell'UAAR, che dal 1995 ha fatto richiesta di Intesa, ottenendo il diniego nel 2003 in quanto non classificabile come confessione religiosa. L'associazione è ricorsa in giudizio, ma la Corte costituzionale ha deliberato nel 2013 a favore del governo e nel 2016 ha stabilito che non sussiste per lo stato l'obbligo di avviare trattative per l'Intesa con qualsiasi confessione ne faccia richiesta.
Enti di culto ufficialmente riconosciuti come confessione religiosa
Ad oggi, alcune altre decine di enti di culto sono riconosciuti ufficialmente come confessione religiosa in base alla legge 1159/1929, passo necessario per la successiva eventuale stipula di un'intesa con lo stato italiano. Qualunque ente di culto può fare domanda di riconoscimento sottoponendo il proprio statuto al prefetto della provincia dove ha sede, il quale avvierà la pratica. In caso di esito positivo della stessa, verrà emanato un apposito decreto del presidente della repubblica.
Gli enti di culto riconosciuti, ma privi di intesa, non godono dell'8 per mille ma, qualora ne abbiano i requisiti, possono chiedere di ricevere il 5 per mille.
Consulta per l'islam italiano
Organismo di carattere esclusivamente consultivo del Ministero dell'interno, composto da alcuni autorevoli rappresentanti dell'islam in Italia, dietro nomina ministeriale. Istituita nel 2005, riformata nel 2010, è stata ricostituita nel 2016, ogni volta con nomi differenti.
Nel 2017 si giunse alla firma del documento Patto per l'Islam Italiano, sottoscritto da numerose comunità.
Nel 2024 l'intero consiglio si dimise in polemica con il Ministero dell'interno, accusato di aver interrotto il dialogo.
Critiche Il sistema delle intese è stato criticato da alcuni osservatori in quanto creerebbe una disparità di trattamento tra i diversi culti.
Sono state avanzate diverse proposte per una legge generale sulla libertà religiosa che consenta di superare l'attuale sistema.
Note
Voci correlate Religioni in Italia Storia delle religioni in Italia Libertà religiosa in Italia Intesa Concordato Patti Lateranensi Accordi di Villa Madama Otto per mille Finanziamenti alla Chiesa cattolica in Italia Pluralismo religioso Relazioni bilaterali tra Italia e Santa Sede Libera Chiesa in libero Stato