Biografia Dotata di gradevole voce di soprano leggero molto agile nel registro acuto, nei primi anni quaranta ebbe come insegnante la ex soprano Elda di Veroli della quale fu allieva attenta e studiosa. Maturò così ben presto la propria esperienza teatrale sia esibendosi su palcoscenici minori che partecipando a concerti sinfonico-vocali, a quel tempo frequenti, riuscendo cosí ad affermare rapidamente la sua notorietà; tanto che già nella primavera 1945 fu chiamata dal “Teatro dell'Opera di Roma” a sostenere l'impegnativa parte di Rosina in una replica de Il barbiere di Siviglia di Rossini, messa in scena il 29 maggio di quell'anno dove fu a fianco del tenore Gino Sinimberghi (conte di Almaviva) e del baritono Vito De Taranto (Figaro). Lo spettacolo fu ripetuto il 26 ottobre e Angelica Tuccari cantò con Tito Schipa (Almaviva), il baritono Armando Dadò (Figaro) e il basso Vito De Taranto; in questa edizione fu chiamata anche il 30 dicembre con Tito Gobbi nella parte di Figaro. L'11 dicembre 1946, partecipò, ancora in questo teatro, ad una replica de La Wally di Alfredo Catalani diretta da Francesco Salfi, con Maria Caniglia (Wally), Alessandro Ziliani, (Hagenbach) e Paolo Silveri (Gellner) mentre ad Angelica Tuccari era affidato il breve ma delicato ruolo en travesti di Walter, il giovane suonatore di cetra.
Anche il 22 aprile 1947, era al Teatro dell'Opera di Roma per cantare la parte di Rosina in una replica de Il barbiere di Siviglia. Il 5 giugno ripresa della stessa opera diretta da Francesco Salfi, dove fu Rosina a fianco di Cesare Valletti Almaviva, Tito Gobbi Figaro e Italo Tajo (Don Basilio). Il 2 settembre 1947, nelle Terme di Caracalla, sede estiva del Teatro dell'Opera di Roma, fu chiamata per una replica de La bohème di Puccini dove interpretò la parte di Musetta, il personaggio operistico che forse più di altri le fu congeniale: lo seppe interpretare con brio e arguzia dato il numero di volte che, nel corso della sua carriera, fu scritturata per impersonarlo. Questa edizione era diretta da Riccardo Santarelli, e si avvaleva del tenore Luigi Infantino (Rodolfo), di Vera Montanari (Mimì), Tito Gobbi (Marcello) e Titta Ruffo (Schaunard).
Angelica Tuccari si rivelò una artista versatile e coraggiosa che volentieri prendeva parte a spettacoli musicati da autori contemporanei., cosa non scontata al tempo, infatti il 27 settembre 1947, nell'ambito di una prémière del Festival Internazionale di Musica Contemporanea svoltasi al Teatro La Fenice di Venezia, nel madrigale drammatico per soli coro e orchestra di Mario Peragallo su testo di Edgar Lee Masters diretto da Antonio Pedrotti, con Giovanni Voyer come seconda voce, Angelica Tuccari accettò di cantare la parte di Lucinda Matlock con i tenori Vladimiro Badiali (Francis Turner) Giovanni Voyer (Harold Arnett) nonché i bassi Antonio Cassinelli e Silvio Maionica (Harry Wilmans). Lo spettacolo riscosse successo e venne replicato il giorno seguente, domenica 28 settembre. Successivamente collaborò anche con altri musicisti contemporanei: Riccardo Malipiero, Nino Rota, Mario Persico, Ernest Bloch, Ildebrando Pizzetti, Virgilio Mortari.
Il 7 dicembre 1947 al Teatro dell'Opera di Roma andò in scena una ripresa de Il matrimonio segreto di Cimarosa diretta da Oliviero De Fabritiis con il tenore Cesare Valletti (Paolino), il soprano Alda Noni (Carolina), la mezzo-soprano Palmira Vitali-Marini, mentre ad Angelica Tuccari era affidata la parte non secondaria di Elisetta.
Il 22 maggio 1948 fu al Teatro Lirico di Torino per nuovo allestimento di Un ballo in maschera di Verdi diretto da Mario Cordone con Gianni Poggi (Riccardo), Carlo Tagliabue (Renato), Mercedes Fortunati (Amelia); Angelica Tuccari vi cantò la brillante parte en travesti del paggio Oscar. Il 27 maggio 1948 era ancora su questo palco per la prima di un nuovo allestimento de Il barbiere di Siviglia diretto da Mario Cordone con Angelica Tuccari (Rosina), Rodolfo Moraro (Almaviva), Gino Bechi (Figaro), Tancredi Pasero (Don Basilio). Il 1° giugno 1948, ancora a Torino, prima rappresentazione de "La Bohème" diretta da Francesco Molinari Pradelli con Renata Tebaldi (Mimì), Mario Filippeschi (Rodolfo) Angelica Tuccari (Musetta), Piero Guelfi (Marcello), Ettore Bastianini (Colline). Il 3 luglio 1948, nelle Terme di Caracalla, sede estiva del Teatro dell'Opera di Roma, una nuova edizione di Un ballo in maschera diretta da Gabriele Santini con Gianni Poggi (Riccardo), Tito Gobbi (Renato), Palmira Vitali-Marini (Ulrica), Angelica Tuccari (Oscar).
Fu la prima cantante italiana d'opera a esibirsi in televisione il 13 settembre 1949, tre giorni dopo l'inizio delle trasmissioni sperimentali di Rai TV. Assieme a Sesto Bruscantini eseguirono l'opera in un atto La serva padrona di Pergolesi diretta da Alfredo Simonetto. Il 7 gennaio 1950 al Teatro dell'Opera di Roma replica de La bohème diretta da Oliviero de Febritiis con Lina Malatrasi (Mimì), Mario Binci (Rodolfo), Tito Gobbi (Marcello), Titta Ruffo (Colline), Giulio Neri (Schaunard).
Oltre ai suoi impegni teatrali, che dopo il 1950 furono quasi solo riprese de La bohème, si diradarono considerevolmente; Tuccari si impegnò infatti quasi totalmente nella collaborazione con prestigiose orchestre sinfoniche come quelle della RAi di Roma e Torino e l'orchestra "Alessandro Scarlatti" di Napoli, con direttori quali Vincenzo Bellezza, Francesco Molinari Pradelli, Franco Caracciolo, Pierre Dervaux, Bruno Maderna, Armando La Rosa Parodi e altri. Fu una apprezzata interprete di musica da camera spesso accompagnata da musicisti di rilievo come il cembalista Ferruccio Vignanelli o il pianista Giorgio Favaretto. Con entusiasmo si dedicò alla riscoperta e al recupero di opere dimenticate di Cimarosa, Donizetti (Betly o La capanna svizzera), Paisiello (Fedra), Pergolesi (La serva padrona), Rossini (La gazzetta), lasciando una ragguardevole discografia importante anche sotto il profilo musicologico.
Apprezzata dal direttore d'orchestra Franco Ferrara nel 1961 venne chiamata negli studi RAI per registrare, in compagnia di Mario Del Monaco, Virginia Zeani, Nicola Rossi-Lemeni e Giulio Fioravanti il disco I canti che hanno fatto l'Italia con arrangiamenti di Raffaele Gervasio, su musiche storiche di vari autori, durante una trasmissione allestita per celebrare l'Anniversario dell'Unità d'Italia 1961.
Angelica Tuccari fu descritta come «una personalità che si distingueva alquanto dalla maggior parte delle sue colleghe per la preparazione culturale in senso lato. La grande sensibilità interpretativa, unita ad una grande tecnica vocale, fanno di questa intelligente artista uno dei punti di riferimento della cultura italiana del secondo dopoguerra».
Note
Bibliografia
Voci correlate Elda di Veroli Sesto Bruscantini Italo Tajo La gazzetta Betly Mario Binci Altri progetti
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