Il grido è un film drammatico del 1957 diretto da Michelangelo Antonioni.

Il film è stato poi selezionato tra i 100 film italiani da salvare. Da esso si è poi ispirato Guillermo del Toro per il suo La fiera delle illusioni - Nightmare Alley, del 2021.

Trama

L'operaio Aldo convive con Irma, il cui marito è emigrato da molti anni all'estero, e con lei ha avuto una bambina. Quando giunge la notizia della morte del marito, Aldo vorrebbe sposarla, ma lei confessa di non amarlo più e di avere da tempo una relazione con un altro uomo.

Incapace di sopportare il terribile colpo, Aldo lascia il lavoro e il paese; accompagnato dalla bambina, comincia un vagabondaggio alla ricerca d'un lavoro e d'una nuova vita. Visita la fidanzata d'un tempo, Elvia, che aveva lasciato per Irma e con la quale forse potrebbe essere possibile ricominciare da capo. Ma la presenza della sorella più giovane ed esuberante, Edera, che suscita il suo interesse, lo spinge ad andarsene prima di dare un nuovo dispiacere ad Elvia.

In seguito, Aldo incontra Virginia, un'attraente vedova che gestisce un distributore di benzina, nei confronti della quale scatta un'immediata, reciproca attrazione. Aldo si ferma un po' da lei, ma la presenza della bambina impedisce d'intrecciare una relazione duratura. Rimandata la figlia da Irma, Aldo prosegue ancora il proprio vagabondaggio senza meta e incontra un'altra donna interessante, Andreina, da cui però si allontana non appena scopre che lei si mantiene prostituendosi.

Fallita la sua ricerca d'un nuovo inizio altrove, torna al paese da cui era partito, dove intravede Irma, serena, con il bambino che ha avuto dall'altro uomo, e si rende conto che qui non c'è più posto per lui: raggiunge la fabbrica in cui lavorava, ora deserta perché è in corso una dimostrazione popolare, sale su una torre e si lancia nel vuoto. Unica spettatrice del suo tragico gesto finale è proprio Irma.

Produzione Il film segna la prima collaborazione tra i futuri amanti Michelangelo Antonioni, il regista, e Monica Vitti, che nel film doppiò Dorian Gray.

Riprese Le riprese si svolsero tra il Veneto e l'Emilia-Romagna, nei paesi di Stienta, Occhiobello, Pontelagoscuro, Ravalle, Bondeno, Copparo, Porto Tolle, Porto Garibaldi e Francolino, e Ravenna.

Distribuzione Il grido venne presentato a numerosi festival cinematografici in tutto il mondo.

Il film uscì prima in Svizzera, in occasione dell'anteprima mondiale al Festival di Locarno, il 14 luglio 1957, mentre nelle sale cinematografiche italiane arrivò, in contemporanea con la proiezione alla Mostra del cinema di Venezia, il 3 settembre dello stesso anno. Negli Stati Uniti il film invece giunse il 5 dicembre 1957, al San Francisco Film Festival. E ancora, il film raggiunse anche l'Oriente, in Cina il 14 luglio 1957 e in Giappone nell'aprile del 1959.

Accoglienza

Critica "Il grido resta il primo grande film di Antonioni, con quei suoi campi lunghissimi, le distese vuote e sterminate, i paesaggi immersi nella nebbia: un pessimismo cosmico, senza scampo, che riempie di sé i volti e le cose. A guardare attraverso la nebbia si intravedono, con le loro solitudini debolmente mascherate di vitalismo, gli anni ‘60".

Invece Massimo Bertarelli, per Il Giornale, il 3 giugno 2001 scrisse:

Censura Il Grido fu classificato dalla Commissione per la revisione cinematografica del Ministero per i beni e le attività culturali come vietato ai minori di sedici anni; la commissione inoltre impose alcuni tagli:

La sequenza di Aldo e Virginia sul letto successive alle battute «[…] per una volta che puoi fare il signore […]», fino alla sequenza in cui il vecchio protesta per l'abbattimento dell'albero; La sequenza del venditore di quadri religiosi, dalle parole "[…] un bel quadro da mettere in camera […]» fino alla battuta «[…] è miracolosa anche questa […]»; Tutta la scena che segue le parole di Virginia «[…] ad ogni modo te la vado a cercare […]» fino all'inizio della sequenza in cui Virginia chiama Aldo giù perché il pasto sarebbe pronto. (Fonte: documento n° 24101, controfirmato l’8 maggio 1957 dal ministro Brusasca). Riconoscimenti 1957 – Festival del film Locarno Gran premio della critica a Michelangelo Antonioni 1958 – Nastro d'argento Migliore fotografia a Gianni Di Venanzo 1959 – Festival del cinema neorealistico Laceno d'oro a Michelangelo Antonioni

Note

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