La chiesa di San Paolo alla Colonna, anche nota come San Paolo Decollato,Carpaneto et al. 2001, p. 213. era una chiesa di Roma dedicata a san Paolo apostolo. La chiesa sorgeva sopra i resti del tempio di Marco Aurelio, a piazza Colonna, nel rione Colonna.

L'epiteto "alla Colonna" si riferisce al fatto che la chiesa sorgeva accanto alla colonna di Marco Aurelio. L'epiteto "Decollato" si riferisce alla decapitazione (e quindi al martirio) dell'apostolo Paolo.

Storia La chiesa e il suo monastero furono costruiti nel 1596 nei pressi della colonna di Marco Aurelio su iniziativa dei Chierici regolari di San Paolo, noti come padri Barnabiti.Armellini 1891, p. 312. La nobildonna Claudia Rangoni (1537-1593) aveva fatto una donazione ai padri Barnabiti che permise la costruzione della chiesa.Levati 1822, p. 82. Nel 1589, il pontefice Sisto V aveva fatto innalzare una statua dell'apostolo Paolo (opera di Leonardo Sormani e Tommaso Della Porta) in cima alla colonna di Marco Aurelio.Lombardi 1998, p. 145. La chiesa venne danneggiata da un incendio nel 1597, ma venne restaurata in breve tempo a spese del cardinale Pietro Aldobrandini. Agli inizi del diciassettesimo secolo, nella chiesa venne fondata una società di avvocati, che prestavano gratuitamente la loro opera ai bambini poveri, agli orfani e alle vedove. Nel 1616, il papa Paolo V elevò la società al rango di confraternita con il nome di "confraternita dell'Immacolata Concezione e Sant'Ivo". Un anno dopo, nel 1617, la chiesa venne distrutta da un incendio, ma venne ricostruita.

La nuova chiesa era più grande e c'erano più altari rispetto a quella vecchia. Oltre all'altare maggiore, che ospitava la pala San Paolo che ascende al terzo cielo di Baldassare Croce e le pale laterali di san Nicola e santa Cecilia,Guerrieri Borsoi 2013, pp. 14-15. c'erano quattro altari laterali: questi erano dedicati alla Madonna, a san Giuseppe, a san Carlo Borromeo e alla Passione di Cristo.Guerrieri Borsoi 2013, p. 8. Degli altri quadri della chiesa erano la Prigonia di San Paolo di Terenzio Terenzi, la Predica di San Paolo di Giovanni Baglione e il Martirio di San Paolo di Girolamo Massei.Guerrieri Borsoi 2013, p. 15. Vicino la sacrestia c'era un oratorio dove si svolgevano le riunioni della Confraternita dell'Immacolata Concezione e Sant'Ivo.

La chiesa venne demolita nel 1659, durante il pontificato di Alessandro VII (1655-1667), per ampliare e risanare piazza Colonna. I Barnabiti, pertanto, si trasferirono nella chiesa di San Biagio dell'Anello.Armellini 1891, p. 313.

Note

Bibliografia Mariano Armellini, Le chiese di Roma dal secolo IV al XIX, Roma, Tipografia Vaticana, 1891. Giorgio Carpaneto; Mario Sanfilippo, La grande guida dei rioni di Roma: storia, segreti, monumenti, tradizioni, leggende, curiosità. Guida insolita, Roma, Newton & Compton Editori, 17 (2), 2001. Federico Franzini, Descrittione di Roma antica e moderna, Roma, Andrea Fei, 1643, pp. 110–111. Maria Barbara Guerrieri Borsoi, "La cappella Jacovacci in S. Paolo alla Colonna e altre notizie storico-artistiche sulla distrutta chiesa barnabita", in Barnabiti studi, Roma, Congregazione dei Chierici Regolari di S. Paolo, 30, 2013: pp. 5–19. Ambrogio Levati, Dizionario biografico cronologico diviso per classi degli uomini illustri. Classe V. Donne illustri, "II-III". Milano, Nicolò Bettoni, 1822. Ferruccio Lombardi, Roma: le chiese scomparse: la memoria storica della città, seconda edizione, Roma, Fratelli Palombi Editori, 1998, ISBN 88-7621-069-5.

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