Agiografia Secondo i martirologi medievali di Floro e di Adone, Argeo, Narciso e Marcellino erano tre fratelli, che subirono il martirio a Tomi in Scizia.. Il giovane Marcellino si rifiutò di prestare il servizio militare e fu dapprima incarcerato e poi affogato in mare. I fratelli Argeo e Narciso, dopo essere andati a trovare in carcere Marcellino, furono anch'essi arrestati e decapitati. Questo sarebbe avvenuto al tempo dell'imperatore Licinio (308-324).
Secondo la moderna critica agiografica, queste indicazione di Floro e Adone, prese dall'antico martirologio geronimiano, sono tuttavia errate, poiché si riferiscono ad altri martiri. Infatti gli elogi del geronimiano, per i primi giorni dell'anno, sono molto confusi e le notizie si sovrappongono.
Nell'edizione emendata di questo martirologio, il luogo di morte di Argeo, Narciso e Marcellino è identificato con la località di Cori, oggi in provincia di Latina. Secondo la passio del sacerdote san Marciano, i tre martiri furono decapitati.
Culto All'epoca di papa Leone IV (847-855), le reliquie di Argeo, Narciso e Marcellino furono traslate nella basilica dei Santi Quattro Coronati a Roma, come ricorda una lapide all'interno della chiesa.
La commemorazione di questi tre martiri fu inserita da Cesare Baronio nel Martirologio Romano al 2 gennaio, secondo le indicazioni dei martirologi medievali:
Nella riforma del martirologio dopo il Concilio Vaticano II, l'elegio dei tre santi è stato corretto secondo la moderna critica agiografica:
Note
Bibliografia
Categoria:Santi per nome Categoria:Santi romani del IV secolo Categoria:Terzetti di santi cristiani