Il gatto di Pallas (Otocolobus manul, ), noto anche come manùl, gatto delle steppe o gatto delle nevi, unica specie del genere Otocolobus (), è un piccolo rappresentante della famiglia dei Felidi (sottofamiglia Felinae) caratterizzato da una pelliccia lunga e folta di colore grigio chiaro e orecchie arrotondate posizionate basse ai lati della testa. La sua lunghezza, corpo compreso, varia dai 46 ai 65 centimetri, con una coda folta lunga dai 21 ai 31 centimetri. Il suo manto è ben mimetizzato e adattato al clima continentale freddo del suo areale d'origine, caratterizzato da scarse precipitazioni e un'ampia escursione termica.

Il gatto di Pallas venne descritto per la prima volta nel 1776 da Peter Simon Pallas, che lo osservò nei pressi del lago Baikal. Da allora, la sua presenza è stata segnalata in una vasta regione dell'Asia centrale, sebbene in località molto distanti tra loro, dal Caucaso, all'altopiano iraniano, all'Hindu Kush, a parti dell'Himalaya, all'altopiano tibetano, fino alla regione dell'Altai-Sayan e ai monti della Siberia meridionale. Abita praterie e arbusteti montani rocciosi, dove la copertura nevosa è inferiore ai 15-20 centimetri. Trova riparo nelle fessure delle rocce e si nutre principalmente di lagomorfi e roditori. La femmina partorisce da due a sei cuccioli in primavera.

Grazie alla sua ampia distribuzione e alla presunta numerosa popolazione, il gatto di Pallas è classificato come "a Rischio Minimo" nella Lista Rossa dell'IUCN dal 2020. Tuttavia, alcune popolazione sono minacciate dal bracconaggio, dalla diminuzione delle prede a causa dei programmi di controllo dei roditori e dalla frammentazione dell'habitat dovuta a progetti minerari e infrastrutturali.

Il gatto di Pallas viene ospitato negli zoo sin dai primi anni '50. A partire dal 2018, sessanta zoo in Europa, Russia, Nord America e Giappone partecipano ai programmi di riproduzione in cattività del gatto di Pallas.

Etimologia "Manul" è il nome del gatto di Pallas nella lingua mongola, e si chiama "manol" nella lingua kirghisa. Il nome comune 'gatto di Pallas' fu coniato da William Thomas Blanford per rendere omaggio a Peter Simon Pallas.

Descrizione

Il manul è lungo circa 60 centimetri, a cui se ne aggiungono altri 25 per la coda. Il pelo è di color ocra con delle strisce verticali, a volte non visibili essendo la pelliccia molto spessa. Il colore, comunque, cambia al variare delle stagioni: d'inverno tende al grigio e più uniforme.

Il gatto di Pallas possiede molte caratteristiche che lo distinguono dagli altri felini. Le zampe sono corte, la parte posteriore è piuttosto pronunciata e il pelo è molto lungo e spesso.

Le orecchie, tonde e basse, fanno sì che il gatto di Pallas abbia un aspetto che, in qualche modo, ricorda quello di un gufo. Del resto, per via del suo muso piatto, il manul un tempo era creduto essere l'antenato del gatto persiano. A differenza di altri felidi, la pupilla, al momento di massima luminosità, si riduce a una piccola sfera anziché a una sottile linea verticale.

Distribuzione e habitat Il gatto di Pallas è diffuso soprattutto nelle steppe dell'Asia centrale (Cina e Mongolia), ma il suo areale si estende a ovest sino all'Iran, all'Armenia e all'Azerbaigian. Si osserva sino a m di altitudine.

Biologia Si tratta di un predatore notturno, che si ciba di roditori, pika e uccelli. Inizialmente questo felino era classificato nel genere Felis con il nome scientifico di Felis manul, ma alcune analisi genetiche hanno portato a una classificazione in un genere a parte.

Tassonomia Dal 2017, la Cat Classification Task Force del Cat Specialist Group riconosce solo due sottospecie come taxa validi, vale a dire: O. m. manul sin. O. m. ferrugineus nella parte occidentale e settentrionale dell'Asia centrale, dall'Iran alla Mongolia; O. m. nigripectus nell'Himalaya, dal Kashmir al Bhutan;

Conservazione A lungo cacciato per la sua pelliccia, è protetto in gran parte delle zone dove è diffuso. Dal momento che si ciba di animali spesso dannosi per l'agricoltura, è ritenuto un animale benefico. Tuttavia, i pesticidi utilizzati per i pika e i ratti possono risultare pericolosi anche per il manul.

Note

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Collegamenti esterni

ZA MANULA, sito russo attivo nella protezione della specie, con molte foto e video,

Categoria:Felidi Categoria:Taxa classificati da Peter Simon Pallas Categoria:Taxa descritti nel 1776