Via Mazzini o via di Valbona è una via di Urbino, una delle più importanti del centro storico e la principale della contrada di Valbona.

Descrizione Si trova su di un terreno esposto verso sud-ovest, stretto tra i colli del Poggio e del Monte, che discende dal pianoro di Piazza della Repubblica fino al fosso di Risciolo.

Storia Il suo tracciato risale all'epoca romana (I secolo a.C. circaMazzini 2000, p. 305.), quando costituiva il tratto iniziale della via che collegava il municipium (che si trovava solo sulla cima del colle del Poggio) con Tifernum Mataurense ed i passi appenninici per l'alta valtiberina. Si trattava della via discendente da Porta Maia (accesso nord della città romana), che nel sito dell'odierna Piazza della Repubblica si divideva in tre, un ramo (vie Raffaello e Bramante) verso nord, un altro verso est (via Battisti) ed infine questa via. Nell'area sono stati ritrovati alcuni resti murari, risalenti a questo periodoBenevolo-Boninsegna 1986, p. 47., facendo pensare all'esistenza di un primo nucleo di edifici, legati ad quartiere extra muros, sorto sul finire dell'età repubblicanaLuni, 1985, pp. 23-4. che poi possa essersi mantenuto fino al età medievale. Su questa via, a circa metà, confluiva anche la strada discendente dall'antica porta decumana occidentale e poi dalla medievale Porta Nova, forse corrispondente parzialmente all'odierna via delle Stallacce.

In seguito all'espansione della città fin dai primi secoli del medioevo, verso il XII secoloBenevolo-Boninsegna 1986, pp. 61-3. fu eretta probabilmente la prima porta di Valbona, nella parte alta dell'odierna via. Ma fu tra la metà del XIII e gli inizi del XIV secoloBenevolo-Boninsegna 1986, p. 66. che s'inizia a formare un borgo vero e proprio, che verrà poi inglobato dalla terza cerchia muraria, che doveva già seguire il tracciato delle mura odierne. Fu nella seconda metà del XV secolo che la via divenne l'accesso principale e di rappresentanza della città, mantenendo tale ruolo per tutto il secolo successivo, quando, ad esempio, per tale strada entravano in città solennemente i cortei nuziali dei duchi e per questo fu abbellita sia con decorazioni temporanee (apparati effimeri) e sia con decorazioni permanenti, come la Porta urbica. Una certa importanza la mantenne anche dopo la devoluzione del Ducato allo Stato Pontificio (1631), almeno fino agli inizi del XIX secoloBenevolo-Boninsegna 1986., quando l'afflusso per questa Porta urbica calò in seguito all'apertura delle nuove strade. Continuò a ricoprire un ruolo importante nella vita cittadina, dal momento che conduceva al grande piazzale del Mercatale, sede di fiere, mercati, giochi e luogo di ricevimento ufficiale dei nuovi arcivescovi

Monumenti e luoghi d'interesse Porta Valbona

Chiesa di San Francesco di Paola od Oratorio del Corpus Domini Sorge sull'angolo tra questa via e quella delle Stallacce. Si sviluppa sull'asse est-ovest ad aula unica rettangolare con tre altari (il maggiore e due laterali), con l'altare maggiore entro un abside a fondo piano. La costruzione fu intrapresa verso il 1612 dal Comune per adempiere al voto fatto, affinché nascesse un erede al duca Francesco Maria II. Fu progettata da Muzio Oddi, mentre la decorazione degli interni fu affidata allo stuccatore Marcello Sparzo ed al pittore Antonio Viviani. La chiesa restò però incompleta, dal momento che non fu terminata la facciata; che verrà ultimata solo agli inizi del XVIII secolo, quando divenne sede della Confraternita del Corpus Domini (ancora esistente), dopo che la sua sede precedente in Pian di Mercato (odierna Piazza della Repubblica), era stata demolita per far posto al Collegio degli Scolopi. Nell'edificio adiacente alla chiesa, si trova l'ingresso alla sede della confraternita; caratterizzato da un portale lapideo architravato, che culmina nell'emblema della confraternita stessa (un calice con l'ostia raggiante).

Ex oratorio di San Gregorio Magno Si tratta di un piccolo oratorio, situato al piano terra di un edificio che fa angolo tra questa via e piola San Giovanni. È composto da una piccola aula unica rettangolare con volta a padiglione. Fu eretto nel 1645Mazzini, 2000, p. 319. ed in origine l'interno aveva un ricco apparato decorativo. Sulle pareti laterali vi erano dei sedili lignei che si estendevano per l'intera lunghezza delle pareti, sopra di essi due tele oblunghe (una per lato) raffiguranti scene della vita del Santo titolare, opera del senigalliese Giovanni Anastasi. Sull'altare ligneo vi era una pala di Girolamo Cialdieri, raffigurante una Madonna con Bambino tra i Santi Gregorio e Antonio Abate, fiancheggiata da due tele più piccole dell'Anastasi raffiguranti la Vergine Annunciata e l'Arcangelo Gabriele. Speculari a quest'ultime tele, ai lati della porta d'ingresso, vi erano altre due tele dell'Anastasi, raffiguranti San Pietro e San Paolo. L'oratorio fu sconsacrato nel corso del XX secolo e divenne di proprietà privata. Le tele e l'altare ligneo sono stati trasferiti nelle collezioni del Museo diocesano Albani.

Palazzo Galli Palma

Palazzo Giovannini Luminati

Note

Bibliografia

Voci correlate Festa dell'aquilone

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