Il tremelimumab, venduto sotto il nome di Imjudo, è un anticorpo monoclonale utilizzabile nel trattamento del carcinoma epatocellulare nel caso in cui quest'ultimo non possa essere totalmente eradicato con un intervento chirurgico di asportazione; può essere impiegato anche nella terapia del carcinoma del polmone a cellule non piccole (escludendo dunque i microcitomi), anche allo stadio 4 (presenza di metastasi a distanza). Il tremelimumab viene somministrato per via endovenosa avendo cura di iniettarlo non troppo rapidamente.

La Food and Drug Administration ha approvato l'uso medico dell'anticorpo negli Stati Uniti nel 2022. A partire dallo stesso AstraZeneca, la casa farmaceutica produttrice del tremelimumab, ha più volte sollecitato l'Agenzia europea per i medicinali ad approvare l'utilizzo del farmaco anche nell'Unione europea.

Nel 2022, negli Stati Uniti, la dose standard di 75 mg di tremelimumab costava circa dollari.

Farmacologia Il suo impiego viene spesso associato alla somministrazione del durvalumab, altro anticorpo monoclonale. Il tremelilumab è un inibitore dei punti di controllo della risposta immunitaria, dal momento che blocca il CTLA-4, ossia un antigene espresso sulla membrana cellulare dei linfociti T citotossici (i cosiddetti linfociti T-CD8+).

Effetti collaterali Circa il 41% dei pazienti che assumono il tremelimumab sviluppa effetti collaterali anche seri; tra di essi si annoverano rash cutaneo, astenia, prurito generalizzato, mialgie, diarrea e problemi più gravi riguardanti le reazioni autoimmuni date dall'iperattivazione del sistema immunitario, come le polmoniti, le coliti e le epatiti autoimmuni. Circa l'8% di chi si sottopone al trattamento con tremelimumab muore a causa degli effetti avversi del farmaco, tra cui l'arresto cardiaco (che colpisce lo 0,5% di chi riceve questa terapia anticorpale).

Note

Voci correlate Carcinoma del polmone Carcinoma epatocellulare Durvalumab Terapia con anticorpi monoclonali

Categoria:Anticorpi monoclonali Categoria:Chemioterapici