La famiglia Gabrieli (Gabriel) è una famiglia patrizia di Venezia. Si tratta del ramo veneziano della casata dei Gabrielli, originaria di Gubbio, che venne integrata nella nobiltà, tra le Case Nuove, al momento della chiusura (serrata) del Maggior Consiglio (1297), e che rimase nel patriziato fino alla fine della Repubblica di Venezia nel 1797. È conosciuta anche e indifferentemente sotto i nomi Gabrielli (in italiano letterario) o Gabriel (in dialetto veneziano).
Nel 1506 la famiglia ereditò i feudi dei Mauruzi da Tolentino nei Domini di Terraferma, venendo riconosciuta dal Senato veneto con i titoli di Conte di Aviano, San Polo e San Giorgio.
Esponenti illustri Gabriele Gabrieli (1398-1471), vescovo di Modone (1432-1448) Lorenzo Gabrieli (1445-1512), vescovo di Bergamo (1484-1512) Marco Gabriel (1465-1501), figlio di Girolamo e di Lucia Mocenigo, rettore della fortezza di Modone in Grecia durante l'assedio del 1500, fu ritratto da Vittore Carpaccio in un celebre dipinto Angelo Gabriel, (1470-1533), figlio di Silvestro e di Agnese Pesaro, fu senatore; Pietro Bembo gli dedicò il De Aetna; nel 1503 sposò Vittoria Mauruzi da Tolentino, nipote di Niccolò da Tolentino, celebre condottiero rinascimentale Trifone Gabriel (1470-1519), umanista e vescovo Andrea Gabrieli (1533-1585), compositore Giovanni Gabrieli (1557-1612), compositore Giacomo Gabrieli (1619-1686) comandò una galea nella Battaglia dei Dardanelli (1656) e successivamente fu Luogotenente Generale della Patria del Friuli Giannantonio Gabrieli (1722-1803), segretario d'ambasciata a Londra e a Roma, poi ambasciatore a Torino, Milano e Napoli, fu l'ultimo Cancelliere Grande della Serenissima Alvise Maria Gabrieli (1727-1785), vescovo di Famagosta (1758-1761) e di Vicenza (1779-1785) Angelo Maria Gabrieli (1732-1805), fece parte del Consiglio dei Dieci ed era uno dei Tre Inquisitori di Stato in carica alla caduta della Repubblica; fu arrestato per ordine di Napoleone per aver resistito all'invasore francese; fu l'ultimo della sua famiglia.
Nel corso dei secoli, diversi membri della famiglia ricoprirono cariche pubbliche nello Stato da Màr: Angelo e Andrea furono duchi di Candia rispettivamente nel 1280-1282 e nel 1496-1498; Bertuccio, Andrea, Anzolo, Alvise e Pietro furono conti e rettori di Cattaro nel 1469-1472, 1586-1588, 1640-1641, 1648-1650 e 1659-1660; Zaccaria, Angelo e Lancillotto Maria furono baili di Corfù nel 1602-1604, 1612-1614 e 1624-1626.
Arma D'oro, alla fascia scaccata d'azzurro (o di nero) e d'oro di tre file.
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Note
Bibliografia
Nouvelle relation de la Ville et République de Venise, Casimir Freschot, Utrecht, 1709, éd. Guillaume Van Poolsum. Dizionario storico-portatile di tutte le venete patrizie famiglie, G. Bettinelli, Venezia, 1780. Saggio sulla Storia Civile, Politica, Ecclesiastica e sulla Corografia e Topografia degli Stati della Reppublica di Venezia ad uso della Nobile e Civile Gioventù, Ab. D. Cristoforo Tentori Spagnuolo, Venise, Éd. Giacomo Storti, 1785. Repertorio Genealogico delle Famiglie confermate nobili e dei titolati nobili esistenti nelle provincie Venete, Francesco Schröder, Venise, 1830, typografia Alvisopoli. A History of Painting in North Italy: Venice, Padua, Vicenza, Verona, Ferrara, Milan, Friuli, Brescia, from the Fourteenth to the Sixteenth Century, Joseph Archer Crowe, Giovanni Battista Cavalcaselle, London, 1912, John Murray. Linee di politica matrimoniale nella nobiltà veneziana fino al XV secolo. Alcune note genealogiche e l'esempio della famiglia Mocenigo, Bianca Betto, Archivio Storico Italiano, Vol. 139, No. 1 (507) (1981), pp. 3-64.
Gabrieli