Le foreste pluviali della Nuova Caledonia sono un'ecoregione terrestre della ecozona australasiana appartenente al bioma delle foreste pluviali di latifoglie tropicali e subtropicali (codice ecoregione: AA0113), che si estende per circa 14.500 km² nella Nuova Caledonia, nel Pacifico meridionale.

Lo stato di conservazione è considerato in pericolo critico.

La regione è inclusa nella lista Global 200 con il nome di foreste umide della Nuova Caledonia (New Caledonia Moist Forests).

La regione ricade interamente nell'hotspot di biodiversità denominato New Caledonia Biodiversity Hotspot..

Territorio

La Nuova Caledonia è un arcipelago che fa parte dei territori francesi d'oltremare, situato nel Pacifico sud-occidentale, appena sopra il Tropico del Capricorno, a circa 1.500 km a est dell'Australia e 2.000 km a nord della Nuova Zelanda.

L'ecoregione delle foreste pluviali della Nuova Caledonia si estende su quasi tutte le isole dell'arcipelago: isole Belep (isola Art e isola Pott), isola Baaba, isola Yandé, isola Neba e isola Balabio a nord; isola Grande Terre al centro; isola dei Pini e contigua isola Kotomo a sud; Isole della Lealtà a est.

Grande Terre è l'isola di gran lunga più estesa dell'arcipelago: con oltre 16.000 km² di superficie rappresenta circa il 90% del territorio. È l'unica isola montuosa della Nuova Caledonia, con una catena che corre al centro e cinque cime che superano i 1.500 m. Le vette principali sono il monte Panié (1.628 m.), la più alta dell'isola, e il monte Humboldt (1.618 m), situato a sud. Numerose catene montuose e valli minori interrompono l'orientamento nord-sud dell'isola.

Le foreste pluviali di Grande Terre si trovano soprattutto sul versante nord-orientale, mentre nelle altre isole, molto più pianeggianti, ricoprono l'intero territorio. Ciò è dovuto al clima e all'orografia: le zone nord-orientali di Grande Terre ricevono infatti molte più precipitazioni di quelle sud-occidentali. In generale le piogge in Nuova Caledonia sono fortemente stagionali. Gli alisei portano precipitazioni prevalentemente da est. La piovosità media annua è di circa 1.500 mm per le Isole della Lealtà, 2.000 mm per le basse quote della zona orientale di Grande Terre e 2.000-4.000 mm alle quote più elevate. Il versante occidentale dell'isola riceve invece circa 1.200 mm di pioggia l'anno, ma in alcuni anni le precipitazioni possono scendere fino a 250 mm. Per questa ragione l'ecoregione copre soltanto il versante orientale, mentre le foreste della zona occidentale appartengono all'ecoregione delle foreste secche della Nuova Caledonia (AA0202).

La storia geologica della regione è particolarmente interessante ed è alla base della composizione del suo ambiente naturale. Essa inizia circa 250 milioni di anni fa, quando il supercontinente Gondwana, formato da diverse placche tettoniche continentali, iniziò a frammentarsi, provocando l'allontanamento reciproco dei vari blocchi. Frammenti allungati si staccarono dalla parte orientale delle placche antartica e australiana, formando dorsali continentali separate da bacini oceanici in formazione. La dorsale orientale, nota come dorsale di Norfolk e comprendente i futuri territori della Nuova Caledonia e della Nuova Zelanda, si spostò verso est e, alla fine del Cretaceo (circa 65 milioni di anni fa), si trovava già a oltre 1.000 km dal margine australiano. Circa 50 milioni di anni fa la placca indo-australiana che trasportava la dorsale di Norfolk iniziò a subdurre sotto la placca pacifica. Poco meno di 40 milioni di anni fa il processo si arrestò: la placca discendente si ruppe a circa 60 km di profondità e la parte superiore, liberata dalle tensioni che la spingevano verso il basso, cominciò a risalire (obduzione). La Nuova Caledonia emerse circa 34 milioni di anni fa, con una forma grossomodo simile all'attuale ma leggermente più occidentale. Le rocce del mantello superiore, solitamente profonde, affiorarono in superficie formando la famosa falda peridotitica della Nuova Caledonia. Il nuovo ambiente terrestre, gradualmente colonizzato da piante e animali, continuò a evolversi nei millenni fino a configurare l'attuale paesaggio naturale. La diversità del substrato geologico, l'isolamento geografico e i fattori climatici hanno favorito lo sviluppo di ecosistemi peculiari.

L'isola di Grande Terre presenta un substrato pedologico estremamente vario, con una notevole presenza di terreni ultramafici che costituiscono circa un terzo della sua superficie.

Flora

Le foreste pluviali tropicali umide di questa ecoregione sono suddivise in: foreste pluviali di pianura delle Isole della Lealtà e di Grande Terre; foreste montane di Grande Terre; foreste di macchia umida di Grande Terre.

Le foreste pluviali tropicali di pianura presentano una composizione mista, con prevalenza di gimnosperme come Agathis lanceolata, Agathis ovata, Araucaria columnaris, Araucaria bernieri, Dacrydium araucarioides, Dacrycarpus vieillardii e Falcatifolium taxoides. Le principali angiosperme comprendono Montrouziera cauliflora, Calophyllum caledonicum, diverse specie di Dysoxylum, Neoguillauminia cleopatra, Hernandia cordigera e specie dei generi Kermadecia, Macadamia e Sleumerodendron. In alcuni luoghi si trovano boschi monospecifici dominati da Araucaria, Callistemon e Nothofagus.

Le specie montane delle foreste pluviali includono Araucaria, Agathis, Podocarpus, Dacrydium, Libocedrus, Acmopyle, Metrosideros, Weinmannia, Quintinia e Nothofagus.

Le foreste di macchia umida di Grande Terre, uniche nel loro genere, sono dominate da specie di Araucaria. La loro struttura a cespuglio ricorda quella delle foreste a clima mediterraneo. Queste formazioni vegetali ricoprono naturalmente gran parte dei substrati ultramafici, ricchi di nichel, ferro, magnesio, olivina e cromo, costituendo una risposta ecologica alla particolare composizione del suolo più che al clima.

La Nuova Caledonia ospita cinque famiglie di piante endemiche (Amborellaceae, Oncothecaceae, Paracryphiaceae, Phellinaceae e Strasburgeriaceae) su un totale di 196 famiglie presenti nelle isole. Quasi il 14% dei generi vegetali e il 79,5% delle specie sono endemici. La percentuale di specie endemiche è superiore a quella di tutti gli altri gruppi insulari del Pacifico, ad eccezione delle Hawaii (89%) e della Nuova Zelanda (81,9%), ed è paragonabile ai livelli continentali di endemismo. Tuttavia le Hawaii contano solo 956 specie, contro le 2.973 della Nuova Caledonia. La Nuova Zelanda, pur condividendo con la Nuova Caledonia la storia geologica gondwaniana, possiede un numero inferiore sia di specie totali sia di endemismi, benché la sola Isola del Nord sia sette volte più grande della Nuova Caledonia. I valori più bassi registrati in Nuova Zelanda sono probabilmente dovuti a un substrato meno diversificato e alla posizione al di fuori dei tropici.

Una caratteristica che rende unica la biodiversità della Nuova Caledonia è la presenza di numerosi antichi lignaggi vegetali. L'antichità della flora è esemplificata da Amborella trichopoda, unica specie della famiglia Amborellaceae, considerata una delle più prossime parenti viventi delle prime angiosperme (piante con fiore), e dall'elevato numero di specie legnose prive di vasi, una caratteristica tipica delle famiglie più primitive. La Nuova Caledonia vanta inoltre una notevole diversità di gimnosperme (piante senza fiori, comprese le conifere), con 44 specie – 43 delle quali endemiche – appartenenti a 15 generi, almeno tre dei quali endemici.

L'isola di Grande Terre è stata identificata come centro di diversità vegetale (CDP) della regione.

Fauna La fauna terrestre dell'ecoregione è caratterizzata da specie uniche e da antichi lignaggi, ma molti gruppi faunistici risultano assenti. Non sono presenti anfibi autoctoni; i serpenti sono soltanto tre specie (nessuna delle quali vive a Grande Terre); e i mammiferi si riducono a nove specie di pipistrelli, sei delle quali endemiche o quasi endemiche. Tutte le 68 specie di lucertole della Nuova Caledonia (60 delle quali endemiche) appartengono a sole tre famiglie: gechi (Gekkonidae e Diplodactylidae) e scinchi (Scincidae). Sia i gechi sia gli scinchi comprendono specie di recente arrivo e antichi lignaggi risalenti al Gondwana.

Mammalia

Le specie di mammiferi endemiche o quasi endemiche della regione comprendono: Notopteris macdonaldi - pipistrello dei fiori delle Figi; Pteropus ornatus - volpe volante ornata; Pteropus vetulus - volpe volante della Nuova Caledonia; Pteropus tonganus - volpe volante del Pacifico; Chalinolobus neocaledonicus - pipistrello caruncolato della Nuova Caledonia; Miniopterus robustior - miniottero delle Isole della Lealtà; Miniopterus australis - miniottero dell'Australia; Miniopterus macrocneme - miniottero macrocneme; Nyctophilus nebulosus - pipistrello a orecchie lunghe della Nuova Caledonia.

Aves

La regione coincide con l'Endemic Bird Area (EBA) di New Caledonia (201).

Sono presenti 22 specie di uccelli endemiche, che fanno di questa ecoregione una delle principali EBA del Pacifico per numero di specie a distribuzione ristretta. La maggior parte vive nelle foreste di pianura e di media altitudine, sebbene manchino dati dettagliati sulle specifiche preferenze altitudinali e di habitat.

Alcune specie endemiche di rilievo sono:

Gallirallus lafresnayanus - rallo della Nuova Caledonia (in pericolo critico); Rhynochetos jubatus - kagu (in pericolo); Drepanoptila holosericea - tortora piumosa; Charmosyna diadema - lorichetto della Nuova Caledonia; Zosterops inornatus - occhialino grosso di Lifu; Zosterops minutus - occhialino piccolo di Lifu; Gymnomyza aubryana - succiamiele corvino.

Il kagu è l'unico rappresentante vivente del genere Rhynochetos e della famiglia Rhynochetidae, poiché l'unica altra specie nota, il kagu delle pianure (Rhynochetos orarius), è estinta. Simbolo nazionale della Nuova Caledonia, è classificato dall'IUCN come specie in pericolo.

Il rallo della Nuova Caledonia (Gallirallus lafresnayanus) è considerato in pericolo critico secondo l'IUCN.

Popolazione

Conservazione

Le foreste pluviali della Nuova Caledonia hanno subito ingenti perdite di habitat naturale. Un tempo coprivano circa il 70% della superficie terrestre dell'arcipelago, mentre oggi ne occupano solo il 21,5%. Il disboscamento e l'attività mineraria, pur costituendo tuttora una minaccia, sono in diminuzione rispetto al passato: le operazioni di disboscamento sono oggi più localizzate e l'estrazione mineraria è stata ridimensionata rispetto al boom degli anni Sessanta e Settanta. Altre pressioni derivano dalla caccia alla fauna selvatica e dall'introduzione di specie aliene. Maiali, capre, gatti, cani e ratti rappresentano infatti un serio problema per le specie autoctone, come avviene in molte altre isole del mondo.

Lo stato di conservazione della regione è pertanto considerato in pericolo critico.

Secondo uno studio derl 2017, circa il 56% dell'ecoregione è coperto da aree protette.Eric Dinerstein, David Olson, et al. (2017). An Ecoregion-Based Approach to Protecting Half the Terrestrial Realm, BioScience, Volume 67, Issue 6, June 2017, Pages 534–545; Supplemental material 2 table S1a.

Le principali aree protette della regione comprendono:

Parco della Rivière Bleue, Yaté, Provincia Sud; Parco della Côte Oubliée, Thio, Provincia Sud; Parco della Haute Dumbéa, Dumbéa, Provincia Sud; Parco delle Grandes Fougères, Farino, Provincia Sud; Parco della Zone Côtière Ouest, Bourail, Provincia Sud; Riserva di Mont Panié, Hienghène, Provincia Nord.