È considerato una delle figure centrali della cultura europea del XIV secolo e uno dei principali iniziatori dell'Umanesimo italiano. Contribuì alla riscoperta e allo studio dei classici latini, promuovendo un nuovo rapporto con la cultura antica attraverso gli studia humanitatis.

Autore di opere sia in lingua latina sia in volgare, è noto soprattutto per il Canzoniere, raccolta poetica dedicata principalmente all'amore per Laura, che ebbe una vasta influenza sulla lirica europea e diede origine al fenomeno del petrarchismo. Nel 1341 ottenne a Roma la laurea poetica.

Biografia

Giovinezza e formazione La famiglia Francesco Petrarca nacque il 20 luglio 1304 ad Arezzo da ser Petracco, notaio, ed Eletta Cangiani (o Canigiani), entrambi fiorentini.. Petracco, originario d'Incisa, apparteneva alla fazione dei guelfi bianchi e fu amico di Dante Alighieri, esiliato da Firenze nel 1302 per l'arrivo di Carlo di Valois, apparentemente entrato nella città toscana quale paciere di papa Bonifacio VIII, ma in realtà inviato per sostenere i guelfi neri contro quelli bianchi. La sentenza del 10 marzo 1302 emanata da Cante Gabrielli da Gubbio, podestà di Firenze, esiliava tutti i guelfi bianchi, compreso ser Petracco, che, oltre all'oltraggio dell'esilio, fu condannato al taglio della mano destra. Più specificamente : «Il 20 ottobre , dopo essere stato accusato di aver falsificato un istrumento notarile, fu così condannato al pagamento di 1000 lire e al taglio della mano destra».. Dopo Francesco, nacque prima un figlio naturale di ser Petracco di nome Giovanni, di cui Petrarca tacerà sempre nei suoi scritti e che diverrà monaco olivetano e morì nel 1384.; poi, nel 1307, l'amato fratello Gherardo, futuro monaco certosino.

L'infanzia raminga e l'incontro con Dante A causa dell'esilio paterno, il giovane Francesco trascorse l'infanzia in diversi luoghi della Toscana – prima ad Arezzo (dove la famiglia si era rifugiata in un primo tempo), poi a Incisa e Pisa – dove il padre era solito spostarsi per ragioni politico-economiche. In questa città il padre, che non aveva perso la speranza di rientrare in patria, si era riunito ai guelfi bianchi e ai ghibellini nel 1311 per accogliere l'imperatore Arrigo VII. Secondo quanto affermato dallo stesso Petrarca nella Familiares, XXI, 15 indirizzata all'amico Boccaccio, in questa città avvenne, probabilmente, il suo unico e fugace incontro con l'amico del padre, DanteL'epistola, scritta in risposta a una missiva in cui l'amico Giovanni Boccaccio gli chiedeva se fosse vera l'invidia che Petrarca nutriva per Dante, contiene l'accenno all'incontro, in età giovanile, con il più maturo poeta: La critica, se l'incontro sia da attribuirsi a Pisa o ad altre località, è divisa: e propendono per la città toscana, mentre pensano a un incontro avvenuto a Genova sul finire del 1311, quando la famiglia di ser Petracco si stava dirigendo in Francia. opera un'interpretazione intermedia tra le due città, benché ritenga che sia più probabile Pisa come luogo effettivo dell'incontro. Dello stesso parere, infine, anche ..

Tra Francia e Italia (1312-1326) Il soggiorno a Carpentras Tuttavia, già nel 1312 la famiglia si trasferì a Carpentras, vicino ad Avignone (Francia), dove Petracco ottenne incarichi presso la Corte pontificia grazie all'intercessione del cardinale Niccolò da Prato e .. Nel frattempo, il piccolo Francesco studiò a Carpentras sotto la guida del letterato Convenevole da Prato (1270/75-1338)Per informazioni biografiche, si veda la voce a cura di ., amico del padre che verrà ricordato dal Petrarca con toni d'affetto nella Seniles, XVI, 1Il ricordo di Petrarca al riguardo è riportato in Lettere Senili, XVI, 1, traduzione di .. Alla scuola di Convenevole, presso la quale studiò dal 1312 al 1316: «Quanto al Petrarca, il magistero di C[onvenevole] si colloca indubbiamente fra il 1312 e il '16»., conobbe uno dei suoi più cari amici, Guido Sette, arcivescovo di Genova dal 1358, al quale Petrarca indirizzò la Seniles, X, 2Si legga il brano dell'epistola, in cui Petrarca ricorda il loro primo incontro e il piacevolissimo periodo trascorso nella località francese:.

Gli studi giuridici a Montpellier e a Bologna L'idillio di Carpentras durò fino all'autunno del 1316, allorché Francesco, il fratello Gherardo e l'amico Guido Sette furono inviati dalle rispettive famiglie a studiare diritto a Montpellier, città della Linguadoca., ricordata anch'essa come luogo pieno di pace e di gioiaSi legga il brano della Lettere Senili, X, 2 nella traduzione di . Il brano è ricordato anche da .. Nonostante ciò, oltre al disinteresse e al fastidio provati nei confronti della giurisprudenzaPetrarca mostrò, nei confronti di tale scienza, sempre un'avversione innata, come è esposto nella Familiares, XX, 4, in cui il futuro autore del Canzoniere scrive a Marco Genovese che a Montpellier prima e a Bologna poi , il soggiorno a Montpellier fu funestato dal primo dei vari lutti che Petrarca dovette affrontare nel corso della sua vita: la morte, a soli 38 anni, della madre Eletta nel 1318 o 1319.. Il figlio, ancora adolescente, compose il Breve pangerycum defuncte matris (poi rielaborato nell'epistola metrica 1, 7), in cui vengono sottolineate le virtù della madre scomparsa, riassunte nella parola latina electa..

Il padre, poco dopo la scomparsa della moglie, decise di cambiare sede per gli studi dei figli inviandoli, nel 1320, nella ben più prestigiosa Bologna, anche questa volta accompagnati da Guido Sette e da un precettore che seguisse la vita quotidiana dei figli: «Nell'autunno 1320 si recò a studiare a Bologna, seguito da un maestro privato...»; e , in cui si ritiene che questo maestro avesse «l'incarico, almeno per Francesco e Gherardo, di fungere in loco parentis».. In questi anni Petrarca, sempre più insofferente verso gli studi di diritto, si legò ai circoli letterari felsinei, divenendo studente e amico dei latinisti Giovanni del Virgilio e Bartolino Benincasa., coltivando così i primi studi letterari e iniziando quella bibliofilia che lo accompagnò per tutta la vita.. Gli anni bolognesi, al contrario di quelli trascorsi in Provenza, non furono tranquilli: nel 1321 scoppiarono violenti tumulti in seno allo Studium in seguito alla decapitazione di uno studente, fatto che spinse Francesco, Gherardo e Guido a ritornare momentaneamente ad Avignone.. I tre rientrarono a Bologna per riprendervi gli studi dal 1322 al 1325, anno in cui Petrarca ritornò ad Avignone per «prendere a prestito una grossa somma di denaro», vale a dire 200 lire bolognesi spese presso il libraio bolognese Bonfigliolo Zambeccari..

Il periodo avignonese (1326-1341) La morte del padre e il servizio presso la famiglia Colonna

Nel 1326 ser Petracco, che in una data imprecisa dopo la morte della moglie si era risposato con una tale Nicolosa «filia olim Vannis Cini Sigoli», morì., e ciò permise a Petrarca di lasciare finalmente la facoltà di diritto a Bologna e di dedicarsi agli studi classici che sempre più lo appassionavano. Per dedicarsi a tempo pieno a quest'occupazione egli doveva trovare una fonte di sostentamento che gli permettesse di ottenere un qualche guadagno remunerativo: lo trovò quale membro del seguito prima di Giacomo Colonna, arcivescovo di Lombez.; poi del fratello di Giacomo, il cardinale Giovanni, dal 1330.. L'essere entrato a far parte della famiglia, tra le più influenti e potenti dell'aristocrazia romana, permise a Francesco di ottenere non soltanto quella sicurezza di cui aveva bisogno per iniziare i propri studi, ma anche di estendere le sue conoscenze in seno allélite culturale e politica europea.

Difatti, in veste di rappresentante degli interessi dei Colonna, Petrarca compì, tra la primavera e l'estate del 1333, un lungo viaggio nell'Europa del Nord, spinto dall'irrequieto e risorgente desiderio di conoscenza umana e culturale che contrassegnò l'intera sua agitata biografia: fu a Parigi, Gand, Liegi, Aquisgrana, Colonia, Lione; ; .. Particolarmente importante fu la primavera/estate del 1330 allorché, nella città di Lombez, Petrarca conobbe Angelo Tosetti e il musico e cantore fiammingo Ludwig Van Kempen, il Socrate cui verrà dedicata la raccolta epistolare delle Familiares; : .

Poco dopo essere entrato a far parte del seguito del vescovo Giovanni, Petrarca prese gli ordini sacri, divenendo canonico, col fine di ottenere i benefici connessi all'ente ecclesiastico di cui era investitoCome però ricorda , la scelta di Petrarca di entrare a far parte della Chiesa non fu soltanto dettata dalla cinica necessità di ottenere i proventi necessari per vivere. Nonostante non avesse mai avuto la vocazione per la cura delle anime, Petrarca ebbe sempre una profonda fede religiosa.. Nonostante la sua condizione di membro del clero (è attestato che dal 1330 il Petrarca è nella condizione di chierico.), ebbe comunque dei figli nati con donne ignote, figli tra cui spiccano per importanza, nella successiva vita del poeta, Giovanni (nato nel 1337), e Francesca (nata nel 1343)..

L'incontro con Laura

Secondo quanto afferma nel Secretum, Petrarca incontrò Laura per la prima volta, nella chiesa di Santa Chiara ad Avignone, il 6 aprile del 1327 (che cadde di lunedì. Pasqua fu il 12 aprile, e il Venerdì santo il 10 aprile in quell'anno), la donna (domina) che sarà l'amore della sua vita e che sarà immortalata nel Canzoniere. La figura di Laura ha suscitato, da parte dei critici letterari, le opinioni più diverse: identificata da alcuni con una Laura de Noves coniugata de SadeA sviluppare la tesi dell'identificazione di Laura con tale Laura de Sade è la stessa testimonianza di Petrarca nella Familiares, II, 9 a Giacomo Colonna, il quale cominciò a mostrarsi dubbioso sull'esistenza di questa donna (si veda Delle cose familiari, II, 9, traduzione di ). Più precisamente, nella Nota a p. 379, Fracassetti fa riemergere la vita della presunta amata del Petrarca: (morta nel 1348 a causa della peste, come la stessa Laura petrarchesca), altri invece tendono a vedere in tale figura un senhal dietro cui nascondere la figura dell'alloro poetico (pianta che, per gioco etimologico, si associa al nome femminile), suprema ambizione del letterato PetrarcaLa distinzione tra le due scuole di pensiero emerge in . ricorda che il primo sostenitore del filone allegorico-letterario fu il giovane Giovanni Boccaccio nel suo De vita et moribus domini Francisci Petrarche..

L'attività filologica La scoperta dei classici e la spiritualità patristica Come accennato prima, Petrarca manifestò già durante il soggiorno bolognese una spiccata sensibilità letteraria, professando una grandissima ammirazione per l'antichità classica. Oltre agli incontri con Giovanni del Virgilio e Cino da Pistoia, importante per la nascita della sensibilità letteraria del poeta fu il padre stesso, fervente ammiratore di Cicerone e della letteratura latina. Cino da Pistoia, inoltre, è considerabile il padre, dal punto di vista stilistico, insieme allo Stilnovismo della poesia in volgare di Petrarca. Difatti ser Petracco, come racconta Petrarca nella Seniles, XVI, 1, donò al figlio un manoscritto contenente le opere di Virgilio e la Rhetorica di CiceroneSi legga l'episodio di come fossero stati dati alle fiamme dei libri di Virgilio e Cicerone, cosa che suscitò il pianto nel giovane Petrarca. Al che il padre, vedendolo così affranto e, nel 1325, un codice delle Etymologiae di Isidoro di Siviglia e uno contenente le lettere di san Paolo. specifica che questo san Paolo fu acquistato per procura a Roma e che il volume proveniva da Napoli..