Biografia Asclepiade è storicamente attestato da due fonti antiche, il Chronicon di san Girolamo e la Historia Ecclesiastica di Eusebio di Cesarea. Questi autori raccontano che Asclepiade succedette a Serapione sulla cattedra di Antiochia attorno al 211 o 212 e morì nel 218 o 220; a lui seguì il vescovo Fileto. In occasione della sua elezione all'episcopato, Alessandro di Gerusalemme scrisse una lettera di congratulazioni alla Chiesa di Antiochia per la scelta di un uomo meritevole e virtuoso. G. Bardy, v. 9. Asclépiade, neuvième éveque d'Antioche, Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastique, IV, col. 906.

Culto Nella Chiesa latina il nome di Asclepiade compare per la prima volta nel martirologio di Adone di Vienne, poi in tutti i martirologi medievaliCf. per esempio il martirologio di Usuardo: Jacques Dubois, Le martyrologe d'Usuard. Texte et commentaire, (Subsidia hagiographica, N°40), Bruxelles, Société des bollandistes, 1965, p. 324. e infine fu inserito da Cesare Baronio al 18 ottobre nel Martirologio Romano, dove il santo è ricordato come martire all'epoca dell'imperatore Macrino.

L'odierno Martirologio Romano, riformato a norma dei decreti del Concilio Vaticano II, ricorda sant'Asclepiade con queste parole:

Note

Bibliografia

Categoria:Santi per nome Categoria:Santi del III secolo Categoria:Vescovi del III secolo Categoria:Santi della Chiesa ortodossa