Alla conquista della Luna è un racconto fantascientifico di Emilio Salgari, pubblicato nel 1904 sotto lo pseudonimo di Guido Altieri, appartenente alla meno nota produzione fantascientifica di Salgari. Il racconto ruota attorno a una macchina volante alimentata dall'energia solare, costruita per tentare di raggiungere la Luna.
Storia editoriale Nel 1904 il racconto fu pubblicato, sotto lo pseudonimo di Guido Altieri, nella collana "Bibliotechina Aurea Illustrata" dell'editore Salvatore Biondo di Palermo. Biondo lo ripubblicò con un acquerello di Corrado Sarri. Nel 1936 fu pubblicato a Milano da Sonzogno nella serie "I racconti di avventure di Emilio Salgari", illustrata da Silvio Talman.
Nel 2016 Cliquot lo ha pubblicato all'interno di Alla conquista della Luna, raccolta di racconti fantastici e fantascientifici di Salgari con prefazione di Felice Pozzo.
Trama Sull'isolotto di Allegranza, nelle Canarie, approda un piroscafo battente bandiera brasiliana. L'equipaggio sbarca casse e legname, costruisce un recinto e riparte durante la notte, lasciando sull'isola due uomini che si presentano come scienziati brasiliani. José Faja, il più vecchio e rispettato pescatore dell'isola, già marinaio e alcalde nominato dal governo spagnolo, li interroga e apprende che intendono tentare la conquista della Luna.
I due scienziati costruiscono nel recinto una macchina a forma di cupola, con la parte superiore chiusa da lastre e quella inferiore munita di grandi specchi e doppie eliche. Dieci giorni dopo la partenza del piroscafo abbattono il recinto e spiegano a Faja che gli specchi, chiamati "insolatori", concentrano il calore solare necessario a mettere in funzione gli apparecchi e le eliche. Prima di partire consegnano allalcalde un tubo metallico contenente i documenti sulla loro invenzione.
La macchina si solleva rapidamente davanti agli abitanti dell'isola e scompare nella luce solare. Tre mesi dopo giunge ad Allegranza una nave da guerra spagnola: il comandante mostra a Faja un cilindro recuperato un mese prima da una nave francese, a circa quattrocento miglia dalle coste del Portogallo. Nel messaggio, lanciato verso terra a novemilacinquecento metri, Carvalho e Souza riferiscono che la macchina continua a funzionare e invitano chi voglia conoscere la loro identità e i particolari dell'invenzione a rivolgersi allalcalde di Allegranza.
Faja consegna allora al comandante il tubo lasciatogli dai due scienziati. All'interno vi sono quattro fogli di pergamena e un quinto foglio con il disegno della macchina. I documenti spiegano che Carvalho e Souza, membri dell'Accademia Scientifica di Rio de Janeiro, avevano costruito una macchina volante azionata dal calore solare mediante insolatori, dotata di eliche, di una cupola di cristallo chiusa e di cilindri d'ossigeno per rinnovare l'aria interna. Il loro scopo era raggiungere la Luna o almeno superare la zona dell'aria respirabile.
Il governo spagnolo e diversi scienziati europei avviano ricerche sui due brasiliani. Nel frattempo altri due documenti simili al primo vengono recuperati nell'Atlantico meridionale e nell'Oceano Pacifico, a duecentocinquanta miglia dalle coste del Cile. Le ricerche non hanno esito.
Quattordici mesi dopo una nave inglese raccoglie, su un isolotto disabitato delle isole Condor a sud della penisola indomalese, un uomo di oltre sessant'anni. Dice di essere brasiliano, di chiamarsi Souza e di essere caduto dal cielo dopo una lunga corsa negli spazi celesti. Condotto prima a Calcutta e poi a Rio de Janeiro, l'uomo non fornisce spiegazioni chiare e la sua identità non viene accertata: alcuni vecchi amici dichiarano di riconoscerlo, altri lo negano, mentre il suo volto è segnato da cicatrici attribuite a profonde bruciature. Viene infine ricoverato in una casa di salute, dove continua a ripetere di essere caduto dal cielo. Della macchina decollata da Allegranza non si hanno più notizie.
Personaggi José Faja È il più vecchio e rispettato pescatore di Allegranza ed è un ex marinaio che ha viaggiato a lungo; il governo spagnolo lo ha nominato alcalde dell'isola. I due scienziati gli affidano un tubo metallico contenente i documenti sulla loro invenzione.
Carvalho È uno dei due scienziati brasiliani che tentano il viaggio con la macchina volante. Nei documenti letti dal comandante è indicato, insieme a Souza, come membro dell'Accademia Scientifica di Rio de Janeiro e autore della macchina.
Souza È il secondo scienziato brasiliano e, insieme a Carvalho, membro dell'Accademia Scientifica di Rio de Janeiro. Quattordici mesi dopo la partenza un uomo raccolto su un'isola delle Condor dichiara di essere Souza, ma la sua identità non viene accertata.
Accoglienza e critica Mario Carini inserisce Alla conquista della Luna nella produzione fantascientifica "minore e poco nota" di Salgari. Secondo Carini, gli scritti fantascientifici di Salgari presentano dettagli tecnico-scientifici scarsi e ingenui, ma conservano la vivacità narrativa e il tono epico-avventuroso dei suoi capolavori. Riferendosi specificamente al racconto, Carini osserva che Salgari è avaro di dettagli e giudica ingenui quelli forniti, soffermandosi in particolare sul funzionamento degli "insolatori" e delle eliche. Carini interpreta inoltre il fallimento del tentativo di raggiungere la Luna, in contrasto con i romanzi di Jules Verne e H. G. Wells, come riflesso del pessimismo di Salgari sul futuro dell'uomo, pur in presenza delle possibilità offerte dal progresso scientifico.
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