Biografia Non si conoscono dati certi né sulla sua nascita né sulla sua morte. Si presume sia nato attorno alla metà del XV secolo, verosimilmente in quella che oggi è la frazione di Retegno nel comune di Schignano, nella provincia di ComoSergio Abbiati, Appunti sul domenicano Bernardo Rategno in Atti del Convegno: Como e Aquileia. Per una storia della società comasca (612-1751), Società storica comese, Como, 1991, p. 201. .
La sua formazione giuridica e canonica è nota solo per accenni. Nel 1470 fu mandato a studiare a Pavia dai suoi superiori. Nel 1474 fu lettore di sententiae presso il Sacro Palazzo a Roma.
Nel 1479 era nell’Ordine dei Frati domenicani presso il convento di San Domenico a Bologna per poi passare pochi anni dopo a Como in quello di San Giovanni PedemonteAbbiati, Appunti, p. 202. . Si spostò poi tra i conventi di Modena, Faenza e Cremona, occupando varie cariche di governo, per poi fare ritorno a Como nel 1505, dove fu nominato inquisitore. Il 30 agosto 1506 il Consiglio generale di Chiavenna chiese il suo intervento per combattere l’eresiaGiovanni Giorgetta, I processi dell'Inquisizione in Valtellina e Valchiavenna nel XV secolo: dalla "buona società" alla stregoneria in F. Cardini, G. Invernizzi (cura di), Streghe, diavoli e sibille: atti del convegno, Como 2001/2003, p. 28. . Rategno operò anche a Berbenno e Ponte in Valtellina. Rategno si mostrò all’altezza dell’efficienza e spesso efferatezza dei suoi predecessori. Nel 1513 nel territorio di Como furono bruciate più di 60 personeAdriano Prosperi, Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, Torino 1996, p. 388. Marina Montesano, Maleficia. Storie di streghe dall’Antichità al Rinascimento, Carocci, Roma, 2023, pp. 168-169. . L’anno seguente il numero salì a 300. Diffusa era la credenza che le streghe spiccassero il volo assieme al Diavolo per poi riunirsi assieme a lui in un sabba in mezzo al bosco.
Al Rategno sono attribuite diverse opere, due delle quali sicuramente scritte da lui: il trattato giuridico Lucerna inquisitorum haereticae pravitatis e il trattato De strigibus (in altre fonti De strigiis), in appendice alla Lucerna. Quest’ultimo, più breve e semplice rispetto alla Lucerna, è un trattato, redatto verosimilmente nel 1508, in cui Rategno cerca di confutare le tesi di coloro sono scettici riguardo alla veridicità dei voli notturni delle streghe, nonché contiene alcuni elementi utili al fine del riconoscimento di una stregaAbbiati, Appunti, pp. 207-208. . L’opera riscosse un certo successo, venendo ristampata più volte, tanto da diventare testo di riferimento tra i più radicali demoniologi europei.
Morì probabilmente a Como tra il 1511 e il 1515, in quanto quest’ultima data è riportata da Leandro Alberti nella sua opera De viris illustribus ordinis PraedicatorumLeandro Alberti, De viris illustribus ordinis Praedicatorum, Bologna, 1517, p. 149..
Note
Bibliografia Sergio Abbiati, Appunti sul domenicano Bernardo Rategno in Atti del Convegno: Como e Aquileia. Per una storia della società comasca (612-1751), Società storica comese, Como, 1991. Vincenzo Lavenia, Bernardo Rategno, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 86, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2016. Giovanni Giorgetta, I processi dell'Inquisizione in Valtellina e Valchiavenna nel XV secolo: dalla "buona società" alla stregoneria in F. Cardini, G. Invernizzi (cura di), Streghe, diavoli e sibille: atti del convegno, Como 2001/2003. Adriano Prosperi, Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari, Torino 1996. Leandro Alberti, De viris illustribus ordinis Praedicatorum, Bologna, 1517. Marina Montesano, Maleficia. Storie di streghe dall’Antichità al Rinascimento, Carocci, Roma, 2023.
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