Il mondo della Luna è un poema eroicomico in ottave di Saverio Bettinelli, pubblicato anonimo nel 1754. Nella riscrittura in due canti del 1767 il poemetto assume un'ispirazione scientifico-utopistica: il viaggio lunare integra elementi scientifici e la descrizione di una società lunare agricola. Nel 1800 Bettinelli tornò ancora sul testo, mantenendo il primo canto e sostituendo il secondo con I popoli lunari, incentrato sulle violenze rivoluzionarie e sulle truppe francesi in Italia.

Storia editoriale Bettinelli compose la prima redazione de Il mondo della Luna durante gli anni trascorsi a Brescia; il testo uscì anonimo nel 1754 a Venezia presso la stamperia Remondini, con il sottotitolo Poema eroico-comico, articolandosi in dodici canti. La prefazione passa in rassegna precedenti trattazioni del tema lunare, dagli autori antichi a Keplero, Newton, Cartesio e Fontenelle.

Nel 1767 Bettinelli pubblicò a Padova, nei Sei poemetti in ottava rima di Diodoro Delfico P. A., una riscrittura completa in due canti. Rispetto al poema del 1754, questa seconda redazione conserva soltanto il titolo e il tema generale del viaggio lunare: il primo canto descrive un viaggio sulla Luna mediante una macchina volante ispirata al progetto di Francesco Lana de Terzi, mentre il secondo presenta una società lunare agricola. Il testo del 1767 ricomparve senza modifiche nel tomo quinto dell'edizione Zatta delle Opere, pubblicato nel 1781.

Nella seconda edizione complessiva delle opere, pubblicata da Adolfo Cesare fra il 1799 e il 1801 e riveduta, ampliata e corretta dall'autore, Bettinelli tornò sul poemetto. Nel tomo XVII del 1800 Bettinelli mantenne il primo canto della redazione del 1767, dedicato al viaggio lunare; il secondo lasciò invece posto a I popoli lunari, nuova composizione incentrata sulla violenza politica e militare.

Trama Nel primo canto, intitolato Il viaggio lunare, il narratore decide di raggiungere la Luna insieme ai propri compagni. Per il viaggio utilizza una nave volante modellata sul progetto di Francesco Lana de Terzi: quattro grandi sfere di rame, private dell'aria, sostengono il velivolo. Illustrato il principio fisico della macchina, i viaggiatori si sollevano sopra i tetti e le montagne, raggiungendo gli strati atmosferici fra nubi e fenomeni meteorologici.

Durante l'ascesa il narratore osserva la Terra da una distanza crescente, sviluppando considerazioni astronomiche sul rapporto fra il pianeta e la Luna. Giunti sul satellite, i viaggiatori scoprono un paesaggio diverso dalle aspettative fantastiche del narratore: la Luna e la Terra gli appaiono simili "come due gemelli".

Nel secondo canto, I popoli lunari, i viaggiatori attraversano una regione fertile e coltivata, con campi, pascoli e greggi. Incontrano donne, bambini e anziani. Uno dei vecchi, parlando una lingua comprensibile ai visitatori, spiega che gli uomini adulti combattono contro una popolazione ostile proveniente dalle regioni interne della Luna.

Il vecchio racconta la propria prigionia presso quel popolo, descrivendone i rivolgimenti politici. La violenza ha abbattuto i sovrani, un tempo venerati quasi come idoli; alle lotte civili sono seguiti disordine, ignoranza e rovesciamento delle gerarchie e delle leggi. Nel racconto compaiono anche figure allegoriche e fantastiche, fra cui maghi e una personificazione della guerra, accompagnata da stragi, incendi, saccheggi e dalla ricerca dell'oro.

Gli abitanti delle regioni interne hanno infine attraversato i monti e attaccato le comunità pastorali delle zone esterne. Il vecchio critica i capi che permettono l'ingresso delle armi straniere, così come la passività di chi subisce l'invasione. Infine invita i viaggiatori a ripartire finché il tempo resta favorevole, qualora non intendano intervenire o stabilirsi fra loro. Dopo aver ricevuto provviste, il narratore e i compagni lasciano la Luna e tornano sulla Terra nello stesso giorno.

Critica La prima redazione unisce l'intento didattico a un gioco intertestuale di citazioni e calchi riconoscibili, vicino alla pratica dell'esercitazione scolastica. Nella riscrittura in due canti resta evidente il modello ariostesco; il viaggio lunare riprende inoltre il progetto aeronautico di Francesco Lana de Terzi. La stessa redazione è stata definita di ispirazione "scientifico-utopistica", richiamando la consuetudine gesuitica del giovare dilettando e la propensione fantastica di Bettinelli.

Nella società lunare, elementi scientifici e utopici convergono nella descrizione dell'organizzazione agricola, collegata ai dibattiti settecenteschi sull'agricoltura e a idee che avrebbero poi caratterizzato la fisiocrazia. Le tre redazioni mostrano anche il mutare dei rapporti fra letteratura, scienza e immaginazione, sullo sfondo dell'esperienza educativa di Bettinelli.

Nell'ultima redazione il tono del secondo canto cambia profondamente: Bettinelli conserva il viaggio scientifico-didascalico del primo, mentre I popoli lunari rappresenta le violenze rivoluzionarie e le truppe francesi in Italia. Salvarani osserva che, tornando al poemetto della giovinezza, Bettinelli abbandona il tono scherzoso della prima stesura e cambia radicalmente il secondo canto.

Edizioni

Note

Bibliografia

Voci correlate Luna nella fantascienza Storia della fantascienza italiana Utopia Viaggio immaginario

Collegamenti esterni

Categoria:Fantascienza in Italia Categoria:Letteratura utopica Categoria:Luna nella fantascienza