San Sebastiano è un dipinto a olio su tela () realizzato dal Guercino nel 1652 e conservato alla Galleria Palatina di Firenze.
Storia La prima menzione di questo dipinto si trova nel Libro dei conti redatto dal fratello minore del Guercino, Paolo Antonio Barbieri, che registra tutti i pagamenti ricevuti dal 1629 al 1666 dalla bottega del pittore centese. Alla data 29 ottobre 1652 è annotato: «Dal Eme.mo Sig.r Cardinale Malchiauelo si è riceuto per Saldo et intiero pagamento ducatoni 150, per il quadro fattoli del San Sebastiano con il puttino sopra.» Il cardinale in questione è Francesco Maria Machiavelli, vescovo di Ferrara.
Carlo Cesare Malvasia, nella Felsina pittrice, sotto l'anno 1652 riporta «un S. Sebastiano per il Card. Macchiavelli [sic.]» Una lettera del 30 agosto 1653 attesta che il dipinto venne commissionato a Guercino dal Macchiavelli per conto del principe degli Angeli di Pesaro Il quale a sua volta lo donò al cardinale Giovan Carlo de' Medici, che lo collocò nella sua dimora fiorentina. Dopo la morte di Giovan Carlo de' Medici (1663) il dipinto passò a Palazzo Pitti nella collezione del Gran Principe Ferdinando e dal 1928 si trova nella Galleria Palatina. L'identificazione del dipinto citato da Malvasia con la tela a Palazzo Pitti si deve e Luigi Salerno. Il pessimo stato di conservazione del dipinto ha indotto Evelina Borea a esporre nella mostra di Firenze del 1975 la stampa in controparte di Antonio Lorenzini.
Descrizione e stile Il marcato offuscamento del dipinto, causato da un incendio, non permette né una descrizione accurata né una valutazione stilistica attendibile dell’opera. La ricostruzione iconografica si basa pertanto sulla copia eseguita dal diciannovenne Benedetto Gennari jr., conservata nella Parrocchiale di San Sebastiano di Renazzo, frazione di Cento. Questa copia è stata restaurata nel 1988 ed è stata esposta nella mostra di Bologna del 1991. Lo stile originario del dipinto può essere verosimilmente rapportato al linguaggio adottato dal Guercino negli anni tardi.
La composizione mostra san Sebastiano legato a un tronco, raffigurato a figura intera e leggermente ruotato verso sinistra. Il martire è colto nell’atto di sollevare il braccio destro, con lo sguardo rivolto verso l’alto. Due frecce gli trafiggono il fianco e la coscia destra. Ai fianchi porta un panno bianco annodato, reso con pieghe ampie e luminose. Nella parte superiore sinistra un angelo poggiato su una nube osserva la scena, mentre sullo sfondo si apre un paesaggio con edifici fortificati e un ampio cielo attraversato da nuvole e zone di sereno. Il tronco scortecciato dell’albero, posto al centro della scena, funge da asse verticale e struttura l’intera composizione. L’illuminazione mette in risalto il corpo del santo e crea contrasti morbidi tra le parti in luce e quelle in ombra, secondo un’impostazione tipica delle opere tardo-seicentesche dell’artista.
Note
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