Contro-passato prossimo. Un'ipotesi retrospettiva è un romanzo ucronico di Guido Morselli, scritto nel 1969-1970 e pubblicato postumo nel 1975. È ambientato in un'Europa alternativa del primo Novecento, nella quale la prima guerra mondiale si conclude con la vittoria degli Imperi centrali.

Storia editoriale Morselli scrisse Contro-passato prossimo fra il 1969 e il 1970 e continuò a rivederlo negli anni seguenti. Nel Fondo Guido Morselli dell'Università di Pavia sono conservate più redazioni dell'opera; una copia carbone presenta correzioni, rifacimenti delle pagine 114 e seguenti e 147 e seguenti, mentre l'"Intermezzo critico" vi compare ancora in una versione non dialogata.

Il romanzo ebbe una lunga trattativa editoriale con Vittorio Sereni e Alcide Paolini della Mondadori; l'"Intermezzo critico", costruito come dialogo fra autore ed editore, nacque dalle conversazioni sul progetto avvenute durante quella trattativa. La trattativa non portò alla pubblicazione in vita dell'autore: Carlo Fruttero giudicò "sfolgorante" l'inizio del romanzo e positiva la prima parte, ma la seconda non convinse gli interlocutori editoriali.

Il romanzo uscì postumo nel 1975 per Adelphi. La pubblicazione seguì quella di Roma senza papa, apparso postumo nel 1974.

Nel 1987 Adelphi ne pubblicò una nuova edizione e nel 2016 anche un'edizione elettronica.

Il romanzo fu tradotto in tedesco nel 1977, in inglese nel 1989 e in francese nel 1991.

Trama Nel 1910 il maggiore asburgico Walter von Allmen viene a conoscenza di un vecchio progetto ferroviario, risalente al 1876-1878, che avrebbe dovuto collegare il Tirolo occidentale alla Valtellina mediante una galleria alpina poi abbandonata; intuendone le possibilità militari, elabora il "Piano E.E." (Edelweiss Expedition), destinato a permettere all'esercito austro-ungarico di aggirare il fronte italiano attraversando le Alpi.

Allo scoppio della prima guerra mondiale il piano viene attuato: le forze austro-ungariche penetrano in Italia attraverso la galleria, sorprendono alle spalle l'esercito italiano e occupano rapidamente l'Italia settentrionale; Giovanni Giolitti conduce quindi le trattative per l'armistizio, mentre gli Imperi centrali proseguono con successo la guerra contro Francia e Regno Unito, giungendo infine alla vittoria.

Dopo la guerra nasce un nuovo assetto europeo, promosso soprattutto dalla Germania e da Walther Rathenau; nasce dapprima la UNOS (Union des Nations Occidentales Socialistes), fondata su basi socialiste, mentre negli anni immediatamente successivi si forma la UNOD, Comunità Europea Democratica di carattere federale.

Il diverso esito della guerra cambia anche il destino di diversi personaggi storici: Lenin, invece di rientrare in Russia, viene indirizzato verso gli Stati Uniti e dichiara di voler raggiungere New York; nel dopoguerra ucronico la rifondazione dell'Europa procede sotto l'influenza di Rathenau, mentre ondate reazionarie e tentativi di colpo di Stato falliscono senza impedire il consolidamento della federazione democratica. Nel nuovo corso compaiono anche Guglielmo II, Francesco Saverio Nitti, Albert Einstein, Filippo Tommaso Marinetti, Sigmund Freud e Gabriele D'Annunzio; Adolf Hitler, invece, resta ai margini della vita politica e continua a dedicarsi alla pittura.

Al centro dell'opera si trova l'"Intermezzo critico", un intermezzo metaletterario nel quale il dialogo fra l'autore e il suo editore interrompe la narrazione e discute apertamente il senso della contro-storia; la sezione giustifica l'operazione narrativa e rivendica la possibilità di sottoporre a critica l'accaduto, rappresentando il passato come una possibilità fra altre possibili.

Accoglienza e critica Gli studi sul romanzo hanno affrontato soprattutto tre questioni: il modo in cui l'ucronia riscrive la Storia, l'impiego delle fonti storiche e la voce narrante.

Edoardo Crisci colloca il romanzo fra i rarissimi esempi italiani di ucronia, genere sviluppato soprattutto in ambito anglosassone; secondo lo studioso, alterando l'esito della prima guerra mondiale Morselli contesta la "logica delle cose" e mostra come il paradosso possa trovarsi dalla parte di ciò che è realmente accaduto. Nell'"Intermezzo critico" la riflessione diventa anche metaletteraria: Crisci vi individua la volontà di sottoporre la Storia a giudizio, contestando l'intangibilità dell'accaduto e opponendosi al determinismo e allo storicismo.

Luigi Weber individua fra le fonti del romanzo le memorie del giovane ufficiale tedesco Erwin Rommel; mostra inoltre che l'invenzione ucronica riprende alcuni fatti minori realmente avvenuti durante la battaglia di Caporetto, spostati e modificati nel romanzo per riflettere sul possibile contrapposto al reale.

Lorenzo Blasi esamina il narratore onnisciente e l'"Intermezzo critico". In termini di narratologia, osserva che il narratore non si limita a raccontare gli eventi ma interviene nel testo fino a oltrepassare il confine fra chi racconta e ciò che viene raccontato; Blasi interpreta questo procedimento, definito metalessi, anche alla luce dell'influenza del pensiero di Giuseppe Rensi su Morselli.

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