La chiesa di San Pietro è una chiesa cattolica situata a Piacenza e dedicata a san Pietro Apostolo che, secondo la tradizione, è considerato il primo Papa della Chiesa.

Storia La chiesa venne costruita sul sito dell'antica chiesa di San Pietro in Foro andata distrutta a causa di un incendio nel 1174. L'antica struttura includeva l'antico foro romano dall'809.

Tra il 1582 e il 1583 la Compagnia di Gesù arrivò a Piacenza su invito del duca di Parma e Piacenza Ranuccio I Farnese, ottenendo nel 1584 il complesso di San Pietro in Foro, ceduto da parte di don Antonio Via. I gesuiti rasero l'antica struttura e la sostituirono con un nuovo edificio tra il 1585 e il 1587: la costruzione iniziò nel luglio 1585 su progetto dell’architetto gesuita Giorgio Soldati, con la consacrazione che avvenne il 3 dicembre 1587. Il vicino palazzo del collegio dei gesuiti, che avvolge in parte la chiesa, fu completato verso il 1593.. Nel 1607 i gesuiti vi fondarono un seminario.

Tra il 1613 e il 1620 la Compagnia di Gesù decise di ampliare l’area presbiteriale e la sacrestia, facendo anche costruire l’attuale torre campanaria nell’area di un palazzo della famiglia Scotti acquisito dalla congregazione. La costruzione della torre risulta conclusa prima del 1673.

Nel febbraio 1768 il duca di Parma e Piacenza Ferdinando I di Parma, consigliato da du Tillot, cacciò dai suoi stati i i gesuiti, i quali, di conseguenza, dovettero abbandonare la chiesa di San Pietro.. Successivamente, il 21 luglio 1773 papa Clemente XIV, con breve Dominus ac Redemptor, soppresse la Compagnia..

Dall’anno seguente alla soppressione dell'ordine da parte del duca Ferdinando, il collegio ospitò le scuole pubbliche e dal 1774 la biblioteca con volumi dei Gesuiti e copie di volumi dalla Palatina di Parma. La biblioteca accoglie, tra tante preziose opere, il più antico codice datato della Divina Commedia, risalente al 1336 e copiato da un amanuense, e il Salterio di Angilberga.

I gesuiti tornarono alcuni decenni dopo le guerre napoleoniche, rimanendovi fino al 1848, quando se ne andarono definitivamente dalla città con l'edificio che venne usato come palestra fino al 1893 quando il comune lo passò nuovamente alla diocesi. Nello stesso anno fu ristabilita la sede parrocchiale dal vescovo Giovanni Battista Scalabrini.

Nei primi decenni del 1900 la chiesa subì ulteriori lavori di restauro, tra cui il rinnovo dell'intonaco interno decorato con affreschi effettuati dal pittore Luigi Morgari con decorazioni opera di Secchi, mentre la facciata fu ricostruita tra il 1935 e il 1936 in materiale lapideo da parte di Giovanni Gazzola.

Descrizione Esterno La facciata, preceduta da un sagrato di modeste dimensioni, è di gusto neoclassico, a vento, con una singola cuspide e un generoso frontone, decorato tramite una cornice in aggetto, e che presenta un'apertura di forma circolare posta nel mezzo del timpano. La parte bassa della facciata presenta delle lesene poggiate su piedistalli a loro volta posti al di sopra di uno zoccolo. Sono presenti capitelli di ordine corinzio che sorreggono una trabeazione aggettante sulla quale si poggia il secondo ordine di lesene, dotate in questo caso di capitelli di ordine ionico a supporto di una trabeazione spezzata.

Sono presenti una serie di statue, raffiguranti san Michele, la Madonna dei Pagani, san Martino e san Giuliano, situate all'interno di nicchie coronate da specchi di forma rettangolare poste tra il primo ordine di lesene. Due ulteriori sculture, rappresentanti i santi Pietro e Paolo sono situate, sempre all'interno di nicchie dedicate, tra le lesene del secondo ordine. L'unico accesso è situato in posizione centrale, ha forma rettangolare ed è sormontato da un frontone di forma semicircolare su mensole. Sopra al portale di accesso, all'altezza delle lesene superiori si apre una grande finestra di forma rettangolare, dotata di una balaustra formata da piccoli pilastri e sormontata anch'essa da un frontone su mensole.

Il collegamento tra il frontone posto in cima alla facciata e l'ordine sottostante è svolto tramite una coppia di rampanti di forma curvilinea che culminano in volute; sopra al frontone si trovano, in posizione centrale un'ulteriore statua raffigurante san Pietro e, ai lati, due guglie bugnate a forma di piramide.

La torre campanaria, posta sul lato destro del presbiterio, è invece esempio di architettura barocca.

Interno L'edificio presenta una struttura basilicale a navata singola. Lateralmente rispetto ad essa si apre tramite archi a tutto sesto una coppia di cappelle di forma rettangolare coperte con cupolette. Nello spazio che intercorre tra le cappelle sono presenti quattro vani di forma rettangolare, utilizzati come confessionali.

La navata presenta una volta a botte a cinque campate le quali presentano tra loro diversa profondità, delimitate da archi trasversali basati su una trabeazione aggettante su mensole che poggia su una serie di parasta dotate di capitelli di ordine corinzio. Ciascuna delle paraste è dotata di specchi affrescati, mentre tra una parasta e la successiva sono presenti decorazioni rappresentanti figure vegetali, nonché dei festoni in stucco. A livello delle campate più grandi sono presenti sulla volta le unghie di alcune grandi finestre.

Presentano volte a botte anche i bracci del transetto, che sono caratterizzati dalle stesse dimensioni delle cappelle laterali; la campata centrale presenta una volta a schifo che va a poggiare su quattro pilastri sui quali si appoggia la trabeazione della navata, elemento che trova continuità anche verso il presbiterio, il quale si presenta più alto del resto dell'edificio, si raggiunge tramite una serie di cinque gradini realizzati in marmo rosso di Verona; esso è delimitato per mezzo di una balaustra e anticipato da una campata dotata di volta a botte.

L'altare maggiore, risalente al 1654 e realizzato da Giovan Battista Carrà da Bissone, è di stile barocco ed era originariamento collocato all'interno della cappella della Madonna del Popolo nel duomo cittadino. Sia le volte che il presbiterio sono decorate con affreschi opera del pittore fiammingo Robert De Longe.

Note

Bibliografia

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Collegamenti esterni

Pietro Categoria:Architetture rinascimentali di Piacenza Categoria:Chiese gesuitiche d'Italia Pietro Piacenza