Inquilab Zindabad (; ; ) è una frase indostana, traducibile come «Lunga vita alla rivoluzione!». Nacque come motto degli attivisti per il movimento indipendentista indiano dall'allora India britannica, ma trova ancora oggi impiego in Bangladesh, India e Pachistan come slogan nelle proteste della società civile e nei comizi di varî colori politici.
Funzione e impiego Lo slogan fu coniato nel 1921 da Maulana Hasrat Mohani, intellettuale islamico e poeta urdu, indipendentista, leader di spicco del Congresso Nazionale Indiano e tra i fondatori del partito comunista indiano. Divenne poi noto grazie all'opera di Bhagat Singh (1907–1931) al tramonto degli anni '20 che lo rese popolare attraverso i suoi discorsi e scritti. Servì anche da slogan ufficiale dell'Hindustan Socialist Republican Association, del Kamyunisṭa Samekana ("consolidamento comunista"), e fu uno dei motti adottati dalla All India Azad Muslim Conference. Nell'aprile 1929 lo slogan fu lanciato da Bhagat Singh e dal suo collaboratore Batukeshwar Dutt, che lo gridarono dopo aver bombardato l'Assemblea legislativa centrale a Delhi. Venne poi pronunciato per la prima volta in un tribunale aperto nel giugno 1929, nel contesto della dichiarazione congiuntaPer il testo inglese, vedasi: presentata presso l'Alta Corte di Delhi. Da allora divenne uno dei motti del movimento indipendentista indiano, col quale la frase è stata spesso associata.
Lo slogan è stato reso assai popolare anche durante la Rivoluzione di luglio in Bangladesh.
Nella cultura di massa Nei romanzi politici indiani che raccontano il movimento per l'indipendenza, i personaggi con sentimenti pro-indipendenza sono sovente caratterizzati dal gridare Inquilab Zindabad.
Note
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