Fu uno dei condottieri della crociata del 1101 e, anche se le sue imprese politiche e militari hanno una certa importanza storica, è meglio conosciuto come il primo dei trovatori - un poeta lirico in lingua volgare occitana - di cui ci resta l'opera.

Origine Secondo il Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou, era il figlio primogenito del duca di Aquitania, duca di Guascogna e conte di Poitiers, Guglielmo VIII o Guido Goffredo e della sua terza moglie, Hildegarda di Borgogna (1050-1104), figlia del duca di Borgogna Roberto I(1011-1076) e di Ermengarda d'Angiò, detta Bianca, figlia di Folco III Nerra, e di Ildegarda di Lotaringia (sorella quindi di Goffredo II Martello I, patrigno di Guido Goffredo); Hildegarda di Borgogna era nipote del re di Francia, Enrico I; la genealogia materna di Hildegarda è illustrata a pagina 247 delle Chroniques des Comtes d´Anjou et des Seigneurs d´Amboise.Secondo il Chronico Sancti Maxentii, Guglielmo VIII o Guido Goffredo, era il figlio secondogenito del duca d'Aquitania e conte di Poitiers, Guglielmo Grande e della sua terza moglie Agnese di Borgogna (995-1067), che, secondo il monaco cluniacense e cronista medievale, Rodolfo il Glabro, era figlia del conte di Borgogna e duca di Borgogna Ottone I Guglielmo di Borgogna (962–1026) e della contessa di Mâcon, Ermentrude di Roucy (circa 950– circa 1003), figlia di Ragenoldo Conte de Roucy e, secondo il continuatore del cronista Flodoardo, di Alberada di Lotaringia, che a sua volta era figlia di Gerberga di Sassonia.

Biografia La sua nascita fu motivo di grande festa alla corte d'Aquitania, ma la Chiesa in un primo momento additò Guglielmo come figlio illegittimo a causa dei precedenti divorzi di suo padre e della consanguineità dei genitori (Hildegarda di Borgogna era cugina di quarto grado di Guido Goffredo). Ciò obbligò il padre ad andare in pellegrinaggio a Roma, subito dopo la sua nascita, per cercare di ottenere dal Papa Alessandro II la legittimazione di suo figlio. In un primo momento Papa Alessandro II si era opposto alla loro unione e esigeva la loro separazione, ma dopo l'avvio della costruzione dell'abbazia Saint-Jean de Montierneuf di Poitiers, nel 1070, fu trovato un accordo: il papa concesse una dispensa, a patto che Hildegarda non apparisse nella vita pubblica di Guido Goffredo.

Guglielmo viene citato nel documento nº 18 del Cartulaire de l'abbaye de Saint-Cyprien de Poitiers di una donazione fatta da suo padre, Guido Goffredo, all'abbazia stessa.

Tra il 1078 ed il 1079, Guglielmo viene citato nel documento n° XCI del cartolario di Saint-Hilaire de Poitiers, in cui suo padre, Guido Goffredo, impose una regola per l'ammissione dei canonici all'abbazia di Sant'Ilario.

Suo padre, Guido Goffredo morì, nel castello di Chizé. il 25 settembre 1086, secondo il Breve Chronicon sancti Florentii Salmurensis, Chroniques des Eglises d'Anjou. Il Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou conferma l'anno della morte di Guido Goffredo e ci informa che gli succedette il figlio Guglielmo, di circa quindici anni, come Guglielmo IX duca d'Aquitania, Guglielmo II, duca di Guascogna e Guglielmo VII, conte di Poitiers; la giovane età gli valse il soprannome di Guglielmo il Giovane.

Guglielmo, arcivescovo di Tiro, nell'odierno Libano, nel suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum afferma che nel 1089 Guglielmo IX avrebbe sposato Ermengarda d'Angiò (circa 1070-1156), che sempre secondo Guglielmo di Tiro e anche secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium, era figlia del Conte di Angiò e conte di Tours, Folco IV e, secondo la Chronica de Gesta Consulum Andegavorum, Chroniques d'Anjou, dalla sua prima moglie Hildegarde di Beaugency (figlia del signore di Beaugency, Lancillotto II). Sempre secondo Guglielmo di Tiro, poco dopo nel 1090, Ermengarda fu ripudiata da Guglielmo (spreta et contra matrimonii leges abiecta). Tuttavia, come provato da Ruth Harvey, la notizia di un matrimonio tra Guglielmo IX e Ermengarda è in realtà priva di fondamento.

Nel 1094 Guglielmo, secondo il Chronicon sancti Maxentii Pictavensis, Chroniques des Eglises d'Anjou, sposò Filippa di Tolosa, l'unica figlia del conte di Tolosa, conte d'Albi e marchese di Provenza, Guglielmo IV e di Emma di Mortain († circa 1126), figlia del conte di Mortain e Cornovaglia, Roberto di Mortain e di Matilde di Montgommery, figlia di Ruggero Signore di Montgommery, Visconte d'Hiémois e futuro conte di Shrewsbury e di Mabel d'Alençon. Il matrimonio viene confermato anche dal cronista Robert de Torigni, nel suo Chronique de Robert de Torigni, abbé de Mont-Saint-Michel.

In quello stesso anno, il padre di Filippa era stato ucciso in Terra santa, e lo zio Raimondo, conte di Saint-Gilles, interpretando come abdicazione la rinuncia che suo fratello Guglielmo IV aveva fatto sei anni prima (1088), si appropriò di tutti i titoli del fratello, spodestando sua moglie Filippa, legittima erede di Guglielmo IV, in quanto era l'unica figlia di Guglielmo rimasta in vita.Sua moglie Filippa, col nome di Matilda, viene citata in una donazione del 22 marzo 1096, fatta da Guglielmo all'abbatiale Sainte-Croix di Bordeaux.

Nel 1097, approfittando che lo zio di Filippa, Raimondo di Saint Gilles era partito per la prima crociata, rivendicando i diritti di Filippa nei confronti dello zio, Raimondo di Saint Gilles, nonostante i possedimenti dei crociati fossero sotto la tutela della chiesa e considerati sacri, Guglielmo IX il Trovatore, invase e occupòPer l'occupazione della contea di Tolosa, il duca Guglielmo IX e la moglie Filippa furono minacciati di scomunica da papa Urbano II la contea di TolosaLouis Alphen, La Francia nell'XI secolo, pag. 802.Infatti la donazione nº 291 del Cartulaire de l'Abbaye de Saint-Sernin de Toulouse, del luglio 1098, fatta sempre da Guglielmo alla Basilica di Saint-Sernin di Tolosa, in cui la moglie viene citata col nome di Filippa (Willelmus comes et uxor mea Philippia, filia Willelmi comitis Tolosæ), dimostra che Filippa ed il marito si trovavano a Tolosa.

Sembra che nello stesso anno, dopo che Roberto II di Normandia (Roberto Cosciacorta), nel 1096, partendo per la prima crociata, aveva affidato la salvaguardia e il governo del ducato di Normandia al fratello, il re d'Inghilterra Guglielmo II d'Inghilterra (Guglielmo il Rosso), quest'ultimo invase il Vexin e, alleatosi con Guglielmo IX e convinti molti baroni del Vexin a seguirli in una coalizione contro il re di Francia Filippo I, si diressero verso ParigiLouis Alphen, La Francia nell'XI secolo, pag. 786, che, difesa dai baroni rimasti fedeli al re di Francia, fu raggiunta e assediata diverse volte, ma non cadde e, nel 1099, si ritirarono dall'impresa.

Nel 1099 era nato il primogenito di Guglielmo e Filippa, Guglielmo il Tolosano e, dopo la caduta di Gerusalemme, il 15 luglio 1099, Guglielmo IX, decise di partire per la Terra santaProbabilmente Guglielmo IX partì per la Palestina, oltre che per ottemperare alle richieste del papa Urbano II, che da quattro anni lo pressava affinché si attivasse per la liberazione del Santo Sepolcro anche per non incorrere nella minacciata scomunica. e, in cambio del finanziamento della spedizione, nel dicembre di quello stesso anno, restituì la contea di Tolosa al cugino di Filippa, il reggente Bertrando, ed il 6 dicembre partì per la Palestina.

Il cambio di governo nella contea di Tolosa ci viene confermato dal documento nº 435 del Cartulaire de l'Abbaye de Saint-Sernin de Toulouse, dove, in data successiva al 1100, Bertrando II di Tolosa, che si definisce conte di Tolosa di Rouergue e d'Albì, conferma la donazione fatta da sua cugina, Filippa, figlia di Guglielmo IV (Philippa, filia Willelmi comitis) alla Basilica di Saint-Sernin di Tolosa.

L'armata della contea d'Aquitania, secondo il cronista della Prima Crociata, Alberto di Aquisgrana, attraversò l'Ungheria pacificamente in compagnia di Guelfo I di Baviera e della margravia d'Austria, Ida di Cham, mentre, Guzh, un capo dei Bulgari rifiutò il passaggio ai Crociati, che furono costretti a combattere.Arrivato a Costantinopoli, Guglielmo fu omaggiato di doni da parte dell'imperatore, Alessio I Comneno.

Guglielmo IX, Guelfo II e Ida si trovarono a combattere contro i Turchi in Anatolia e, il 5 settembre 1101, furono duramente sconfitti e decimati da un esercito di Selgiuchidi sui monti Tauri e nella fuga Guelfo riuscì a stento a sfuggire alla morte, mentre Ida, fatta prigioniera, fu uccisa, mentre Guglielmo IX, continuò a combattere, sino a che fu accolto da Tancredi di Galilea ad Antiochia, dove si ritrovò con Guelfo II e altri crociati.Quindi, nel 1102, il duca Guglielmo IX, col suo esercito, fece ritorno in Aquitania.

Secondo Guglielmo, arcivescovo di Tiro, nel suo Historia rerum in partibus transmarinis gestarum, il figlio del Conte d'Angiò, Folco IV detto il Rissoso, Folco il Giovane, si trovava alla corte di Poitiers, con la qualifica di coppiere, quando Guglielmo IX venne a sapere della morte, nel 1106, del fratellastro maggiore di Folco, Goffredo IV detto Martello; il duca d'Aquitania mise Folco in prigione avanzando pretese sul feudo di cui Folco il Giovane era erede, in quanto era stato il primo marito della sorellastra di Folco, Ermengarda, figlia della prima moglie di Folco IV, Ildegarda di Baugency (figlia di Lancellino II, signore di Baugency). Folco il Giovane fu poi liberato, per l'intervento di sua madre, Bertrada di Montfort, regina consorte di Francia, che tramite il marito il re di Francia, Filippo I, ne ottenne la liberazione da parte di Guglielmo IX.

Nel 1107, secondo lo storico francese Alfred Richard, confermò ai monaci del monastero di Montierneuf di Poitiers il diritto di approvvigionarsi di legna nei boschi dei dintorni, già concesso da suo padre Guido Goffredo.

Nel 1112, alla morte del conte di Tolosa e marchese di Provenza, Bertrando, che dal 1105 era anche conte di Tripoli, sempre in nome del diritto ereditario di Filippa, Guglielmo IX organizzò una spedizione per occupare nuovamente la contea di Tolosa; per finanziare la spedizione per compiere l'impresa tolosana, Guglielmo aveva dovuto spogliare diverse comunità ecclesiastiche, per cui, tra il 1113 ed il 1114, venne scomunicato per la prima volta. Si narra che Guglielmo IX chiedesse l'assoluzione al vescovo di Poitiers, Pietro ma, non concessagli, brandendo la spada lo minacciò: «Dammi l'assoluzione o ti ucciderò!» «Colpisci», rispose il vescovo, porgendo il collo. Al che Guglielmo replicò «No, non ti amo abbastanza per mandarti dritto in Paradiso» e si limitò a esiliarlo.

Guglielmo e Filippa, nel 1114, s'insediarono sul trono della contea, spodestando il conte Alfonso GiordanoAlfonso Giordano, fratellastro di Bertrando, aveva ereditato la contea di Tolosa ed il marchesato di Provenza, mentre la contea di Tripoli era stata ereditata dal figlio di Bertrando, Ponzio, che si ritirò nel marchesato di Provenza; il documento n° XXVII dell'Histoire Générale de Languedoc, Tome IV, Preuves, datato 1114, ci conferma che Filippa, in tale data, era la contessa di Tolosa che stipulò un accordo con il Visconte di Béziers.Per circa dieci anni, pur avendo divorziato, nel 1115, da Filippa, il duca d'Aquitania e conte di Poitiers fu l'effettivo conte di Tolosa; infatti il conte Alfonso Giordano, solo dopo dieci anni di dura lotta riuscì a rientrare in possesso della contea di Tolosa.

Nel 1115, Guglielmo aveva incontrato la Maubergeon (moglie del visconte di Châtellerault), l'aveva fatta rapire e, senza tante cerimonie, l'aveva sposata, pur essendo vivi sia la legittima consorte, Filippa e lo stesso visconte di Châtellerault. Per questo motivo ricevette la seconda scomunica dal papa Pasquale II.