Le città di pianura è un film del 2025 co-scritto e diretto da Francesco Sossai.

Trama Carlobianchi e Doriano sono due cinquantenni spiantati ossessionati dalla continua ricerca del bicchiere della staffa o dell'ultima birra (che in Veneto vengono chiamati "l'ultimo" oppure "l'ultima"), mentre aspettano l'arrivo previsto per il giorno dopo del loro amico Eugenio, detto Genio, di ritorno in Italia dopo essere fuggito in Argentina prima della crisi del 2008. Ancora in cerca dell'ultimo bicchiere, decidono di mettersi in viaggio verso Venezia durante la notte per bere direttamente là.

Durante il cammino incontrano Giulio, timido studente di architettura, che sta festeggiando con altri la laurea della sua amica Giulia, di cui è segretamente innamorato. Carlobianchi e Doriano si uniscono al gruppo e Giulio li segue controvoglia. Successivamente Giulio decide di separarsi dal gruppo e i due lo seguono, proponendogli di riaccompagnarlo in auto a Mestre.

La mattina successiva Giulio si sveglia e si ritrova a Treviso, e si scopre che Carlobianchi ha sbagliato aeroporto e che Genio è atterrato a Venezia. Rassegnato, Giulio decide di seguirli alla ricerca del ristorante dove i due si recavano spesso insieme a Genio. Arrivati sul posto, ormai abbandonato, Carlobianchi e Doriano rivelano perché Genio sia fuggito: i tre, da sempre legati indissolubilmente, negli anni 2000 lavoravano in una fabbrica di occhiali, dove avevano iniziato a vendere illegalmente gli scarti di produzione, arrivando ad avere un giro di affari di centinaia di migliaia di euro. Una volta scoperti, Genio era fuggito in Argentina, seppellendo la sua parte di soldi in una località segreta di campagna, mentre Carlobianchi e Doriano hanno sperperato la loro parte negli anni (per esempio, Carlobianchi ha comprato la sua Jaguar S-Type), durante i quali inoltre la fabbrica aveva chiuso e Carlobianchi si era separato dalla moglie, tornando a vivere dai genitori.

Man mano che il viaggio per le campagne venete continua, Giulio, inizialmente insofferente, inizia a sbloccarsi ed è sempre più in sintonia con Carlobianchi e Doriano, seguendoli nelle loro continue bevute. Nel pomeriggio arrivano di fronte a un'antica villa, e il proprietario li scambia per dei geometri che stava aspettando e li accoglie dentro. Grazie alle conoscenza di Giulio nel campo dell'architettura i tre riescono a reggere il gioco, facendosi offrire sia l'alcol sia il rimborso delle spese per il viaggio, che Carlobianchi ottiene seducendo il proprietario.

La sera, i tre incontrano casualmente Genio: Carlobianchi e Doriano lo accolgono con entusiasmo, ma l'uomo li tratta con indifferenza e se ne va. Dopo un'altra bevuta, i tre decidono di andare a casa di Genio per bere insieme a lui come ai vecchi tempi. Giunti lì, trovano sul tavolo della cucina una scatola di vecchie foto e una cartina sulla quale Genio aveva segnato il luogo in cui aveva sepolto la sua parte dei soldi. Arrivati sul posto, trovano Genio intento a scavare per recuperare il denaro, ma inutilmente, perché, nel corso degli anni, in quel luogo è stato aperto un cantiere poi interrotto e i soldi sono quindi andati persi. Il trio torna a ubriacarsi per poi andare a dormire a casa dei genitori di Carlobianchi.

La mattina seguente Giulio decide di chiamare Giulia per proporle di raggiungerla a Verona. La ragazza accetta e Carlobianchi e Doriano si offrono di accompagnarlo alla stazione ferroviaria più vicina, ma prima esaudiscono il desiderio di Giulio visitando il memoriale Brion. Arrivati alla stazione, Giulio saluta con affetto i suoi compagni; mentre il treno parte, Carlobianchi e Doriano lo seguono con la macchina salutandolo euforicamente.

Produzione

Le riprese si sono svolte in Veneto, principalmente tra l'area montana della Valbelluna, tra Sedico, Cesiomaggiore, Feltre e il Fadalto, nella pianura padana tra Venezia e Chioggia, nel Padovano (Cadoneghe, Brugine e Torreglia) e nel Trevigiano (memoriale Brion e Aeroporto di Treviso-Sant'Angelo). La scena in cui i personaggi giocano a biliardo e la seguente tra Giulio e Giulia nei bagni, sono state girate al Gasoline Pub di Padova.

Molti dei posti che si vedono e vengono nominati dai protagonisti durante il film esistono veramente, come per esempio la birreria Km 19 lungo la Strada statale 51 di Alemagna in Val Lapisina in località "Nove", il bacaro "da Lele" e il bar "Ai Biliardi" a Venezia, ora chiuso.

Altre location sono verosimili e si rifanno a luoghi reali presenti nel territorio veneto, come la fabbrica di occhiali in cui hanno lavorato i protagonisti (probabile riferimento agli stabilimenti Luxottica di Agordo o Sedico).

Il Comune di Cornia dove abita e ha lavorato Carlobianchi non esiste nella realtà, ma si rifà a una immaginaria città descritta dalla leggenda locale bellunese. La magica strada usata all'inizio e alla fine del film è il tratto della SS51 a Sella di Fadalto in Val Lapisina.

Distribuzione Il film è stato presentato in anteprima al Festival di Cannes 2025 nella sezione Un Certain Regard il 21 maggio 2025 e distribuito nelle sale da Lucky Red dal 25 settembre 2025 nel Triveneto e dal 2 ottobre a livello nazionale.

Accoglienza Incassi Il film ha incassato .

Critica Il film ha ricevuto recensioni generalmente favorevoli dalla critica cinematografica italiana ed è stato inserito da diversi critici fra i migliori film del 2025, tra cui al nono posto in generale per Comingsoon.it, e al primo tra i film italiani per movieplayer.it.

Il critico Alberto Crespi su La Repubblica scrive che "tra vitelloni, notti brave e un tesoro sepolto, il regista bellunese firma un film profondamente locale e sorprendentemente universale", mentre su Sentieri selvaggi Aldo Spiniello commenta che "il viaggio alcolico dei protagonisti ha un andamento sgangherato, proprio come il film, che sembra venire dagli anni ’90 eppure sa raccontare un mondo".

In un lungo saggio dedicato al film, lo scrittore Wu Ming 1 ha definito quello di Sossai «un cinema working class [...] con il "pallino" del territorio» e Le città di pianura un film «sui rapporti di genere, più precisamente sui rapporti interni a un genere», quello maschile, e una «macchina per elaborare il lutto» (definizione usata da Giulio per la Tomba Brion), cioè il lutto del «modello dominante, quello dello sviluppo per lo sviluppo, delle cifre senza senso del PIL, della pretesa demente di una crescita infinita su un pianeta finito.»

Sulla rivista Vogue Italia la scrittrice Alessandra Castellazzi ha inserito il film in un più generale movimento di riscoperta della pianura padano-veneta, che «oggi è una creatura strana, ferita», tornata al centro dell'immaginario forse per «la sensazione di navigare a vista in un presente che fatichiamo a comprendere, lo spaesamento di non trovare strade maestre o appigli evidenti.»

Riconoscimenti 2026 – David di Donatello Miglior film Miglior regia a Francesco Sossai Miglior attore protagonista a Sergio Romano Migliore sceneggiatura originale a Francesco Sossai e Adriano Candiago Migliore canzone originale (Ti) a Krano Miglior montaggio a Paolo Cottignola Migliore produttore a Marta Donzelli e Gregorio Paonessa (Vivo Film e Rai Cinema), Philipp Kreuzer (Maze Pictures) e Cecilia Trautvetter Miglior casting a Adriano Candiago Candidatura al miglior attore protagonista a Pierpaolo Capovilla Candidatura al miglior attore non protagonista a Roberto Citran Candidatura al miglior attore non protagonista a Andrea Pennacchi Candidatura al migliore autore della fotografia a Massimiliano Kuveiller Candidatura al miglior compositore a Krano Candidatura alla migliore scenografia a Paula Meuthen e Emilia Bonsembiante Candidatura al miglior suono a Marco Zambrano, Francesco Mauro, Sebastian Pablo Poloni e Francesco Tumminello Candidatura al David giovani a Francesco Sossai

2026 – Nastri d'argento Candidatura al miglior film Candidatura alla miglior sceneggiatura a Francesco Sossai, Adriano Candiago Candidatura al migliore attore protagonista a Sergio Romano Candidatura al migliore attore non protagonista a Pierpaolo Capovilla Candidatura al migliore montaggio a Paolo Cottignola Candidatura alla migliore canzone originale per Ti di Marco Spigariol, Krano.

2026 – La pellicola d'oro Migliore attore protagonista a Sergio Romano Candidatura al migliore attrezzista di scena a Ermanno Kerstich

2025 – Festival del cinema di Porretta Terme Premio della critica SNCCI/AFIC - Concorso fuori dal giro 2025 – Cinematografo Awards Premio navicella cinema italiano

Note

Collegamenti esterni

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