Secondo diverse organizzazioni internazionali, durante il conflitto tra Israele e Hamas iniziato il 7 ottobre 2023 sono avvenuti innumerevoli crimini internazionali, tra cui crimini di guerra e crimini contro l'umanità.
La Corte penale internazionale nel novembre 2024 ha emesso mandati di arresto per tali crimini contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il ministro della difesa Yoav Gallant e il leader dell'ala militare di Hamas Mohammed Deif. In precedenza, il procuratore capo aveva chiesto mandati di cattura anche nei confronti degli esponenti di Hamas Yahya Sinwar e Ismail Haniyeh, ma non sono stati emessi a causa della loro uccisione da parte di Israele.
L'estesa campagna di bombardamenti sulla Striscia di Gaza, la negazione dell'accesso agli aiuti umanitari e le evacuazioni forzate di civili, hanno inoltre portato molti osservatori ad accusare Israele di condurre un genocidio contro gli abitanti della Striscia di Gaza. Il Sudafrica ha intentato una causa contro Israele per violazione della Convenzione sul genocidio davanti alla Corte internazionale di giustizia.
Crimini da parte di Hamas Lancio di missili contro Israele In occasione dell'attacco del 7 ottobre, secondo i dati forniti dall'esercito israeliano, Hamas avrebbe lanciato 4300 razzi contro Israele, che, nonostante la presenza del sistema di difesa antimissilistico Iron Dome, hanno causato 16 vittime. Nei primi mesi di guerra, sempre secondo i dati militari israeliani, ne sarebbero stati lanciati altri 8000, che hanno causato due vittime. Tra i 18 morti, 4 erano donne e 7 bambini. Secondo l'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (OHCHR) si tratta di una modalità di per sé contraria al principio di distinzione previsto dal diritto internazionale. Nel 2024 diversi attacchi con razzi contro aree civili in Israele, sono stati compiuti dall’organizzazione libanese denominata Hezbollah, causando morti e feriti tra la popolazione.
Presa di ostaggi In occasione dell'attacco del 7 ottobre vari gruppi armati palestinesi hanno catturato 251 israeliani, sia civili (tra i quali 36 bambini) che militari, portandoli successivamente come ostaggi nella Striscia. Al 22 giugno 2025, 148 di essi sono stati rilasciati in scambi di prigionieri o altre trattative (tra cui 8 morti), l'esercito israeliano ha recuperato 49 ostaggi uccisi (tra cui tre uccisi per errore dalla stessa IDF) e ne ha liberati 8. Cinquanta ostaggi sono ancora a Gaza, tra i quali le forze armate israeliane stimano che 27 siano morti. Secondo quanto riferito dagli ostaggi liberati o rilasciati, le condizioni di prigionia sarebbero state particolarmente dure, con casi di pestaggi, operazioni chirurgiche senza anestesia e violenze sessuali. Gli ostaggi sono stati tenuti in case private (esposte agli attacchi israeliani) o in tunnel sotterranei (con scarsa areazione e scarso se non nullo accesso alla luce solare), ricevendo scarse razioni di cibo e acqua e rimanendo in cattive condizioni igieniche.
Uso di scudi umani Gli attacchi a scuole e ospedali sono stati in varie occasioni giustificati da Israele come dovuti all'uso da parte di Hamas di tali infrastrutture come "scudi umani", in particolare a seguito dell'attacco all'ospedale Al-Shifa nel novembre 2023. Accuse di questo tipo sono state ripetute sia da parte di governi esteri alleati di Israele, come il governo britannico, quello statunitense e dalla Commissione Europea che da parte del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. Secondo OHCHR nella maggior parte dei casi Israele non avrebbe fornito prove sufficienti per dimostrare tali accuse, quando invece Israele ha sempre dimostrato, con materiale video consultabile, come Hamas usasse regolarmente sia gli ospedali che gli edifici scolastici per asserragliarsi al loro interno. Inoltre, gli stessi membri di Hamas, durante gli interrogatori, hanno ammesso di nascondersi all’interno degli ospedali ed infatti l’esempio più lampante è proprio il seguente: il 13 maggio 2025, un attacco israeliano colpì un centro di comando sotterraneo dove si nascondeva Mohammed Sinwar ed il tunnel si trovava sotto l’area dell’European Hospital di Khan Yunis.
Il Diritto Internazionale è molto esplicito in merito ed infatti gli edifici sopracitati perdono legalmente lo status di protezione quando un’organizzazione terroristica li sfrutta per utilizzarli come propria base di guerra.
Crimini da parte di Israele Crimini nella Striscia di Gaza Le azioni delle forze armate israeliane (IDF) durante le operazioni militari all'interno della Striscia di Gaza sono state da più parti accusate di costituire crimini di guerra e contro l'umanità. Tra le azioni imputate vi sono attacchi indiscriminati sui civili (attraverso massicci bombardamenti su aree densamente popolate, ospedali, scuole, campi profughi e servizi pubblici), torture e violenze sessuali nei confronti dei prigionieri palestinesi ed esecuzioni di civili, l'evacuazione forzata di quasi tutta la popolazione di Gaza e la pulizia etnica di alcune aree, la distruzione del patrimonio culturale di Gaza, attacchi deliberati contro medici, operatori umanitari e giornalisti, fino all'uso deliberato della fame come tattica di guerra. Tali azioni costituirebbero secondo diversi osservatori una punizione collettiva nei confronti dei Palestinesi.
Uccisioni indiscriminate di civili In totale all'aprile 2025 i morti palestinesi nel conflitto, secondo i dati del Ministero della Salute controllato da Hamas e citati da diverse organizzazioni internazionali, sarebbero più di , la maggior parte dei quali civili. Tra di essi, vi sarebbero più di bambini, più di 8000 donne e più di 3000 anziani. Secondo OHCHR, la maggior parte delle vittime civili palestinesi sono state causate dall'uso da parte israeliana di missili e bombe su aree densamente abitate (anche se si ritiene possibile che vi possa essere stato qualche caso di missile di Hamas malfunzionante che abbia colpito la popolazione). Israele avrebbe quindi violato principi del diritto umanitario quali la proporzionalità, la distinzione e la precauzione nell'effettuare gli attacchi, nonostante sin dai primi raid fosse chiara l'estensione della distruzione e dei danni causati alla popolazione. L'IDF (che al settembre 2024 aveva riconosciuto l'uccisione di soli 75 civili palestinesi) ha dichiarato che l'obiettivo di tali attacchi era la distruzione della "capacità di governo di Hamas". Secondo OHCHR quindi gli attacchi contro obiettivi civili, come le strutture e le istituzioni amministrative nella Striscia e i loro membri, potrebbero essere intenzionali.
Secondo quanto riportato dal periodico israeliano +972 Magazine e da Human Rights Watch, Israele avrebbe fatto uso di un programma di intelligenza artificiale chiamato Lavender. Il programma sarebbe stato usato per identificare le persone da colpire in quanto sospettati di essere membri dell'ala militare di Hamas o dello Jihad islamico palestinese. Un intervento umano per controllare l'accuratezza dei risultati del programma sarebbe avvenuto soltanto per identificare se l'obiettivo fosse di sesso maschile o femminile, nonostante fosse noto che il 10% degli obiettivi identificati dal programma fossero errati. Tale pratica secondo OHCHR indicherebbe che i militari israeliani considerano di fatto come obiettivi legittimi tutti i palestinesi di sesso maschile. Le forze armate israeliane hanno smentito tale pratica, sostenendo che programmi di intelligenza artificiale vengano usati solo per aiutare l'intelligence a incrociare informazioni. Tali affermazioni secondo OHCHR sarebbero però smentite dalla velocità con cui Israele avrebbe identificato obiettivi da colpire (secondo quanto dichiarato dall'aviazione israeliana sarebbero stati solo tra il 7 ottobre 2023 e il 19 febbraio 2024). Inoltre gli obiettivi sarebbero stati colpiti di preferenza nelle proprie case, con un programma apposito denominato "Where is Daddy" usato per capire quando la persona presa di mira fosse rientrata nella propria abitazione, comportando quindi la morte anche dei familiari e dei vicini. A tale proposito una modifica alle regole d'ingaggio israeliane avrebbe permesso di uccidere come "effetto collaterale" fino a 20 vittime civili per ogni membro di Hamas anche in attacchi contro obiettivi di scarsa importanza. Proprio in tali attacchi sarebbero inoltre stati usati missili tradizionali e dunque meno precisi dei missili teleguidati usati per i leader delle organizzazioni terroristiche islamiste (per colpire i quali però le attuali regole d'ingaggio prevederebbero di poter uccidere sino a 100 civili).
Oltre agli attacchi missilistici dal cielo, secondo quanto riportato dalle organizzazioni internazionali anche l'esercito israeliano impegnato nelle operazioni sul terreno avrebbe ucciso volontariamente civili, con alcuni casi di esecuzioni sommarie. Tra gli esempi verificati in modo indipendente da organizzazioni internazionali vi sono: l'uccisione di 11 uomini palestinesi il 19 ottobre 2023 nel quartiere di El-Remal della città di Gaza; l'uccisione di tre ostaggi israeliani che stavano fuggendo dalla prigionia e agitavano un fazzoletto bianco il 15 dicembre 2023 nel quartiere di Ash Shujai’yeh; l'uccisione di due donne nella Chiesa della Sacra Famiglia, sempre a Gaza, il 16 dicembre 2023.
Uso di fosforo bianco sui civili Al febbraio 2024 si erano registrati a Gaza già venti attacchi israeliani con fosforo bianco su città e campi profughi, tra cui Gaza, Khan Younis e Jabalya. Le bombe al fosforo bianco sono ordigni incendiari non ammessi in aree con forte presenza di civili, in quanto causano ferite particolarmente profonde e gravi e possono portare a morti lente e dolorose. Inoltre tali munizioni hanno un forte impatto ambientale, inquinando suolo e false acquifere e aggravando quindi la crisi umanitaria esistente nella Striscia. Il 23 gennaio 2024 OHCR ha formalmente protestato contro la rappresentanza permanente israeliana a Ginevra, senza ottenere risposta.
Attacchi a ospedali e medici
Dall'inizio del conflitto Israele, secondo quanto riportato da OHCR, ha colpito in modo sistematico le strutture sanitarie della Striscia, con attacchi missilistici, raid sia terra all'interno delle strutture, assedi, e l'uso di cecchini. I primi a essere colpiti (tra novembre e dicembre 2023) sono stati l'ospedale Al Shifa nella città di Gaza e gli ospedali Al Awda, Kamal Adwan e l'ospedale indonesiano nel nord della Striscia. Ad essi è seguito l'ospedale martiri di Al Aqsa, nella parte centrale della Striscia e poi, nel marzo 2024, gli ospedali Nasser e Al Amal a Khan Younis.
In occasione degli assalti agli ospedali sarebbero inoltre stati uccisi molti medici e infermieri: secondo quanto dichiarato dal Ministero della Sanità di Gaza, controllato da Hamas, al dicembre 2024 erano stati uccisi più di 1060 medici e infermieri, tra cui anche membri di organizzazioni internazionali, come 42 tra membri e volontari della Mezzaluna Rossa Palestinese. Particolare risalto anche a livello internazionale ha avuto l'uccisione da parte delle forze armate israeliane di 15 paramedici palestinesi la notte del 23 marzo 2025 a un posto di blocco a Rafah, poi sepolti in una fossa comune. Molti altri membri del personale medico sono stati detenuti (sempre secondo le dichiarazioni del Ministero della Sanità di Gaza all'aprile 2024 sarebbero stati 310), come il direttore dell'ospedale Kamal Adwan, Hussam Abu Safiya, così come molti pazienti e persone rifugiatesi negli ospedali.