La rivincita di Roma (Revenge of Rome) è un romanzo storico di Simon Scarrow ambientato nel 61 d.C., pubblicato in Italia nel maggio del 2025 dalla casa editrice Newton Compton.

È il ventitreesimo romanzo della Eagles of the Empire Series con protagonisti Macrone e Catone.

Trama

È il 61 d.C., ottavo anno di regno dell'Imperatore Nerone. L'orda dei ribelli è stata sconfittaEventi narrati nel romanzo precedente Rivolta per l'impero. dai legionari di Gaio Svetonio PaolinoNella battaglia che passerà alla storia come Battaglia della strada Watling., ma Boudicca, con le figlie, Bardea e Merida, il consigliere Sifodubno ed il grosso della sua Guardia del Corpo è riuscita a fuggire dirigendosi verso i territori degli Iceni. Svetonio ha inviato Catone e Macrone, con gli uomini disponibili dell'Ottava coorte Illirica, a rastrellare gli insorti fuggiaschi nel territorio dei Trinovanti ed eliminare i capi rivoltosi, oltre che catturare viva o morta Boudicca. Come primo compito pianificano la ricostruzione delle mura di CamulodunumL'odierna Colchester nel Regno Unito., la colonia ormai ridotta in macerieLa distruzione di Camulodunum viene descritta nel romanzo Nel nome di Roma., e nel frattempo con un drappello si recano a nord nel villaggio di Combretovium, per verificare se i residenti sono ancora ostili ai romani. Tasciovano, il capo villaggio, che ha partecipato alla rivolta di Boudicca, è morente, ed il figlio Vellocato ne sta facendo le veci. Catone fa curare Tasciovano da Frigeno, il chirurgo della sua coorte, ed il figlio per riconoscenza stringe un patto con Catone inteso a rispettare l'alleanza con i romani in cambio di non considerare gli uomini del suo villaggio come alleati di Boudicca.<br/ > Catone decide di esplorare la costa fin nel territorio Iceno per verificare dove poter costruire dei fortini. Utilizza la nave mercantile Minerva comandata da Tito Besodio e dopo alcune scaramucce con i nativi durante delle soste, giunge nei pressi del villaggio di Branodunum, in territorio Iceno, qui incontrano il capo del villaggio, Garamagno, vecchio amico di Besodio, e dal quale, in cambio di una bevuta di vino a bordo della nave, riesce a sapere che Boudicca sta riorganizzando la ribellione contattando tutti i capi per riformare un esercito. Inoltre viene a sapere che la regina si trova nella località di Lyngomara, di cui non riesce a sapere l'ubicazione ma che vagamente si trova nelle vaste paludi che corrono lungo la costa.

Frattanto Macrone con delle pattuglie sta continuando a perlustrare i territori a confine con quelli degli Iceni, e avvistata una colonna di guerrieri che entra in un piccolo villaggio, comanda la carica con la speranza di annientare facilmente i nemici. Ma appena i romani raggiungono al galoppo le prime capanne del villaggio, scatta un'imboscata con oltre duecento guerrieri guidati da Varibagno, il comandante della guardia del corpo di Boudicca. La stessa Boudicca partecipa all'assalto e quasi tutti i romani vengono uccisi, con il centurione Tubero ucciso personalmente da Boudicca, e solo Macrone con pochi altri che riesce a fuggire.

Catone e Macrone avendo completato la loro missione a Combretovium, rientrano a Camulodunum, anche perché avendo subito delle perdite devono riorganizzarsi. Appena giunti scoprono che finalmente sono arrivati i rinforzi, guidati dal Tribuno Gneo Giulio Agricola, e provenienti dalla Seconda Legione, ma poiché non sono sufficienti ed in gran parte reclute che devono terminare il periodo di addestramento, Catone assegna il comando a Macrone, con il compito di continuare la ricostruzione di Camulodunum ed addestrare le reclute mentre lui parte per Londinium per recarsi da Svetonio. Catone giunto a LondiniumL'odierna Londra nel Regno Unito. incontra il governatore Svetonio a cui chiede rinforzi e con cui pianifica come portare avanti la campagna contro Boudicca. Mentre è a Londinium, che è in gran parte ancora devastataGli eventi che portano alla distruzione di Londinium sono narrati nel romanzo precedente Rivolta per l'impero. e solo parzialmente in ricostruzione, scopre e riabbraccia suo figlio Lucio, la sua compagna Claudia e la moglie di Macrone Petronella, che sono da circa dieci giorni a Londinium essendo ritornati dalla Gallia dopo aver saputo della sconfitta di Boudicca e dei rivoltosiGli eventi relativi alla fuga di Claudia, Lucio e Petronella in Gallia sono narrati nel romanzo precedente Rivolta per l'impero..

Catone rientra a Camulodunum dove cominciano ad arrivare i rinforzi promessi da Svetonio, tra cui le coorti guidate dal Prefetto Quadrillo, e gli uomini a disposizione di Catone e Macrone superano ormai le quattromila unità. Viene completata la costruzione di un grosso accampamento fortificato appena fuori Camulodunum, che supera in dimensioni l'area occupata dai resti della città, e Macrone continua incessantemente la formazione delle reclute. Giungono a rinforzo anche Vellocato con un contingente di Trinovanti, tra cui anche il cacciatore e guida esperta PernocatoPernocato aveva conosciuto Macrone e Catone prima dello scoppio della rivolta, nelle vicende narrate nel romanzo Nel nome di Roma., che vengono inquadrati in una nuova unità di cavalleria ausiliaria che prende come simbolo un cinghiale e viene nominata Prima coorte di esploratori Trinovanti. Vellocato però porta anche cattive notizie in quanto Boudicca ha fatto assassinare Tasciovano e tutti i membri del villaggio che non la volevano seguire, ed ha quindi portato con se tutto il resto degli abitanti che, anche per timore, hanno nuovamente aderito alla sua ribellione.

Siamo al gennaio del 62 d.C., Catone sta attendendo che finisca l'inverno per poter cominciare le operazioni in territorio Iceno, quando giunge in visita a Camulodunum Svetonio che gli ordina di cominciare il prima possibile le operazioni e la conquista della capitale degli Iceni Venta IcenorumL'odierno villaggio di Caistor St Edmund in Inghilterra., compresa la cattura viva di Boudicca che dovrà essere portata a Roma. Sono giunti infatti da Roma il nuovo procuratore della Britannia, Giulio Classiciano, ed il liberto di Nerone Policlito, entrambi con il compito di verificare la situazione della provincia ed assicurarsi un veloce ripristino della normalità. Anche se inizialmente contrariato, viste le difficoltà logistiche dovute al periodo ancora invernale, Catone organizza subito il suo esercito e lo fa marciare verso la capitale Icena, che raggiunge ed occupa, anche se ormai ridotta ad un cumulo di cenere da Boudicca durante la ritirata, la stessa regina si pone sempre alla guida dei diversi assalti perpetrati alla colonna romana ed alle pattuglie che cominciano a fare la spola con i rifornimenti da Camulodunum a Venta Icenorum. Catone si rende quindi conto che la strategia di Boudicca è, oltre a quella di mantenere viva la disputa mediante azioni di guerriglia, la tattica della terra bruciata, infatti ai romani non vengono fatti trovare villaggi intatti e riserve di cibo neanche da raccogliere nei campi abbandonati.

Catone e Macrone, sempre bersagliati dalle azioni di guerriglia dei ribelli di Boudicca, riescono a penetrare nel territorio iceno fino al limitare dell'inizio delle grandi paludi. Decidono quindi di tornare a Branodunum per convincere Garamagno ad indicargli la posizione della fortezza di Lyngomara, dove si è asserragliata Boudicca. Garamagno inizialmente è restio ma viene convinto da Catone ed accompagna lui e Macrone, assieme al nipote Hardrin, attraverso i canali che percorrono le paludi fino a Lyngomara. Scoperta quindi l'ubicazione della fortezza e valutate le sue dimensioni, uccidono due guerrieri iceni senza farsi scoprire e ritornano all'accampamento romano. La colonna romana attraversa quindi le paludi, superando numerosi trabocchetti ed ostacoli preparati dai ribelli, e giunti in vista della fortezza costruiscono un accampamento. Frattanto Boudicca si prepara allo scontro finale e confessa a Bardea, la sua figlia superstite, essendo Merida deceduta poche settimane prima, che il suo vero padre non è il defunto Prasutago ma il centurione Macrone, invitandola nell'ipotesi della disfatta finale di chiedere ai romani di Macrone per tentare di avere salva la vita.

Saggiata la resistenza dei ribelli Catone decide di far costruire un grosso ariete per sfondare le porte che chiudono l'unico sentiero che porta a Lyngomara. Frattanto sulla costa sono giunte le unità della flotta romana, Catone decide di utilizzare le liburne, con le loro artiglierie, costituite da baliste e catapulte, per eliminare le difese di Lyngomara giungendo da nord. Poiché però il pescaggio delle liburne non permette di avanzare troppo nelle paludi, Catone escogita uno stratagemma per sollevarle permettendo loro di giungere a poche centinaia di metri dalla fortezza ribelle. Gli uomini di Boudicca vengono quindi colti di sorpresa da due fronti, con le macchine d'assedio che martellano da nord e Macrone e Agricola che, da sud, grazie all'ariete irrompono nel bosco sacro antistante a Lyngomara. Nello scontro finale che segue all'irruzione dei romani a Lyngomara vengono uccisi tutti i ribelli. Boudicca prima di essere catturata si suicida e Catone e Macrone in ricordo della vecchia amicizia ne bruciano il corpo e comunicano ufficialmente che non si è trovato e che dei testimoni asseriscono che i ribelli lo hanno fatto affondare nella palude. Macrone trova ancora in vita Bardea, la figlia di Boudicca, e la porta con se riferendo si tratti di un ancella.

Terminata quindi la missione Catone e Macrone ricevono i complimenti da Classiciano che nel frattempo è divenuto il nuovo governatore, essendo Svetonio rientrato a Roma con l'accusa di non aver gestito bene la rivolta, e nonostante questi li voglia promuovere ad alte cariche amministrative, rinunciano chiedendo solo di essere congedati dall'esercito e di poter rientrare a Roma. Catone comunica a Macrone che gli darà in disponibilità la sua casa a Roma per poterci vivere con Petronella e Bardea, mentre lui con Lucio e Claudia si ritirerà nella sua tenuta di campagna poco fuori la capitale.

Personaggi Nel romanzo vi sono quarantasette personaggi.

Lucio Cornelio Macrone: Centurione veterano, secondo in comando del prefetto Catone. Quinto Licinio Catone: Prefetto dell'esercito romano. Comandante dell'Ottava coorte ausiliaria Illirica. Nerone: Imperatore Romano dal 54 d.C. Boudicca: Regina degli Iceni. Bardea: Figlia maggiore di Boudicca. Merida: Figlia minore di Boudicca. Sifodubno: Nobile degli Iceni, cugino e consigliere di Boudicca. Cartimandua: Regina dei Briganti. Poppea Sabina: Amante di Nerone. Otone: Marito di Poppea, che però è stato allontanato da Roma venendo nominato governatore della Lusitania. Lucio Anneo Seneca: Senatore. Sesto Afranio Burro: Comandante della Guardia Pretoriana. Gaio Svetonio Paolino: Governatore della Britannia. Licinia Petronella: Moglie di Macrone. Lucio Licinio: Figlio di Catone e della defunta Giulia, che da poco ha compiuto undici anni. Claudia Atte: Compagna del prefetto Catone ed ex concubina di Nerone. Galerio: Centurione anziano della fanteria dell'Ottava coorte Illirica. Tubero: Centurione, comandante del contingente di cavalleria dell'Ottava coorte Illirica. Vellocato: Figlio di Tasciovano. Tasciovano: Capo dell'insediamento dei Trinovanti di Combretovium. Tito Besodio: Commerciante, capitano della nave Minerva. Bladoco: Capo dei druidi di Boudicca. Prasutago: Defunto re degli Iceni. Ganomeno: Capo dell'insediamento Iceno di Branodunum.

Frigeno: Chirurgo dell'Ottava coorte Illirica. Minucio: Fratello minore di Besodio. Garamagno: Brigante Iceno. Sagito: Marinaio della Minerva. Penotago: Figlio di Ganomeno. Varibagno: Comandante della guardia del corpo di Boudicca. Gneo Giulio Agricola: Tribuno al seguito del governatore Svetonio. Trebonio: Servo del prefetto Catone. Elvio: Tribuno, capo degli ufficiali del governatore. Caio Bullo: Legionario.