Le elezioni legislative nei Paesi Bassi del 2025 si sono tenute il 29 ottobre per il rinnovo della Tweede Kamer, la camera bassa del Parlamento del paese.

Esse sono state indette in anticipo rispetto alla naturale scadenza della legislatura, prevista per il 2027, a causa di una crisi formatasi nel governo in carica sul tema dell’immigrazione, cosa che ha, in seguito, portato al suo crollo e all’indizione di quest'ultime.

Le elezioni hanno visto, a differenza di quanto previsto dai sondaggi (che avevano comunque rilevato una tendenza in tal senso), la vittoria relativa a sorpresa dei Democratici 66 (D66), precedentemente alle frange dell’emiciclo che, seppur in un quadro politico estremamente frammentato già intravisto dagli exit-poll ed avente come esito un sostanziale pareggio tra le principali ideologie politiche, hanno così visto una consistente espansione a ben 26 seggi, principalmente a discapito del Partito per la Libertà (PVV) che, vittima di un’importante emorragia di consensi, è conseguentemente giunto secondo, sebbene a pari merito, con 26 seggi. D’altro canto, nonostante un po’ in secondo piano, altresì rilevanti sono stati, su entrambe le sponde dell’arco parlamentare, i leggeri cali delle formazioni più classiche del Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia (VVD), rimasta terza con 22 seggi, e di Sinistra Verde - Partito del Lavoro (GL/PvdA), giunta invece inaspettatamente quarta con 20 seggi, il crollo totale del partito politico di recente formazione Nuovo Contratto Sociale (NSC), estromesso completamente dall’assemblea a discapito di una sostanziosa crescita di Appello Cristiano Democratico (CDA) — da cui si era scisso —, risalito invece a ben 18 seggi (per quanto un po’ sotto le aspettative) ed il ridimensionamento del Movimento Civico-Contadino (BBB), giunto a soli 4 seggi. Infine, eventi altresì rilevanti della tornata sono stati la crescita di varie formazioni minoritarie di estrema destra, tra cui segnatamente JA21, giunto a 9 seggi, e Forum per la Democrazia (FvD), giunto a 7 seggi, nonché alcuni movimenti minori.

Sistema elettorale

Per l’elezione della Tweede Kamer, l’unica delle due camere che compongono gli Stati generali dei Paesi Bassi ad essere direttamente espressione del voto dei cittadini, la legge elettorale neerlandese prevede l’applicazione di un sistema proporzionale a lista aperta, con la possibilità di esprimere voti di preferenza.

In seguito, i seggi sono ripartiti tramite il metodo D'Hondt. In più, per poter partecipare alla ripartizione, una lista deve ricevere un numero di voti pari o superiore al cosiddetto “quoziente di Hare” del Metodo del quoziente e dei più alti resti, che, essendo di un seggio, nei Paesi Bassi equivale ad una soglia di sbarramento molto bassa (~0,67%).

Secondo la procedura poi, i seggi ottenuti da una lista sono assegnati in primo luogo ai candidati che, nelle preferenze, abbiano ottenuto almeno il 25% del quoziente di Hare (di fatto lo 0,17% del totale dei voti), indipendentemente dalla loro collocazione nella lista elettorale, poi, se più candidati di una lista superano tale soglia, il loro ordinamento è determinato in base al numero di voti ottenuti. Gli eventuali seggi rimanenti sono assegnati ai candidati in base alla loro posizione nella lista elettorale.

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