La detenzione di Alberto Trentini (nato a Venezia il 10 agosto 1979), operatore umanitario italiano, è iniziata il 15 novembre 2024 in Venezuela mentre lavorava per l'organizzazione non governativa Humanity & Inclusion. Trentini è stato arrestato mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito. La sua detenzione è stata confermata in via ufficiale solo due mesi dopo l'arresto. È stato scarcerato il 12 gennaio 2026 dalle autorità venezuelane.

Sparizione

Dopo la laurea in Storia moderna e contemporanea conseguita all'Università Ca' Foscari di Venezia, Alberto Trentini ha avuto una decennale esperienza nel settore dello sviluppo e della cooperazione internazionale. Dal 17 ottobre 2024 era in Venezuela per l'organizzazione non governativa Humanity & Inclusion, che si occupa di aiutare le persone con disabilità. Il 15 novembre 2024 è stato fermato a un posto di blocco da funzionari del Servizio amministrativo per l'identificazione, la migrazione e gli stranieri (SAIME) mentre viaggiava da Caracas a Guasdualito, nello Stato di Apure. Successivamente è stato trasferito alla Direzione generale del controspionaggio militare (DGCIM) di Caracas. Humanity & Inclusion ha tentato di presentare una petizione di habeas corpus alle autorità, che però si sono rifiutate di riceverla e di fornire informazioni sulla sua sorte. Il 13 dicembre, il governo italiano ha convocato l'incaricato d'affari venezuelano a Roma per chiedere un intervento urgente e risolutivo sul caso, che non si è concretizzato.

Il 7 gennaio 2025 la Commissione interamericana per i diritti umani (CIDH) ha concesso misure cautelari in suo favore, concludendo che si trovava “in una situazione grave e urgente, poiché i suoi diritti alla vita e all'integrità personale rischiano di essere danneggiati in modo irreparabile in Venezuela”. A quella data, la CIDH non aveva ricevuto alcuna risposta dal Venezuela. La CIDH ha chiesto alle autorità di adottare “le misure necessarie per proteggere i diritti alla vita e all'integrità personale” e di informare ufficialmente se fosse detenuto. Nel gennaio 2025 la famiglia ha rilasciato un comunicato in cui denunciava che a quella data, quasi due mesi dopo il suo arresto, nessuno era riuscito a vederlo o a contattarlo, non avevano informazioni ufficiali dalle autorità venezuelane o italiane e in generale non erano a conoscenza di Alberto e della sua situazione. I suoi parenti hanno chiesto al governo italiano di “compiere tutti gli sforzi diplomatici possibili e necessari” per ottenere il suo rilascio e il suo ritorno in Italia. Il principale partito di opposizione italiano, il Partito Democratico, ha chiesto al ministro degli esteri Antonio Tajani di intervenire.

Il 15 gennaio Antonio Tajani ha convocato nuovamente l'incaricato d'affari venezuelano per “protestare energicamente” per la mancanza di informazioni sulla detenzione di Trentini, oltre che per l'espulsione dal Venezuela di tre diplomatici italiani. Il giorno successivo, Tajani ha dichiarato che il governo italiano era stato informato della detenzione di Alberto, al quale è stato comunicato che sarebbe stato trattato con rispetto e che gli sarebbe stata concessa una visita consolare. Antonio Tajani ha dichiarato che si sta lavorando per ottenere la sua liberazione e quella di altri otto italo-venezuelani detenuti. Il 17 gennaio il governo italiano ha tenuto una riunione a Palazzo Chigi, sede del governo, con l'obiettivo di trovare una soluzione alla situazione. Il 31 gennaio in Piazza San Marco a Venezia, si è svolto un flash mob per chiedere la liberazione di Alberto.

Note

Bibliografia

Voci correlate Relazioni bilaterali tra Italia e Venezuela Organizzazione degli Stati Americani

Collegamenti esterni

Categoria:Operatori umanitari Categoria:Studenti dell'Università Ca' Foscari Venezia