La sua ricerca artistica si è sviluppata tra la Sicilia e Milano, dove entrò in contatto con figure della cultura come Elio Vittorini e Salvatore Quasimodo, frequentazioni che influenzarono la sua riflessione etico-spirituale sull'arte.https://www.ruggerofalanga.it/taormina-1986-la-possibile-storia-di-un-intellettuale-siciliano-a-milano/https://www.ruggerofalanga.it/biografia/ Biografia Falanga nasce a Taormina nel 1914. Si trasferisce a Torino nel secondo dopoguerra, dove espone alla Galleria Gissi (1947, 1950, 1952) con presentazioni di Angelo Dragone e al Circolo degli Artisti. È documentato alla 105ª Esposizione Nazionale d’Arte – Promotrice torinese del 1949, tenutasi a Palazzo Chiablese. Nel 1958 torna alla Galleria Gissi con una mostra personale.Marco Valsecchi, Umbro Apollonio, Panorama dell'arte italiana 1951.

A Milano stringe rapporti con il critico Giorgio Kaisserlian e viene sostenuto da Padre Arcangelo Favaro, direttore della Galleria San Fedele, dove espone nel 1960, 1963 e 1969. Nel 1961 tiene una personale alla Galleria Il Milione, con testo critico di Raffaele De Grada.AA.VV., Dizionario E.S.A. Gli anni '60 e '80 dell'arte italiana, Vol. IX. Negli anni milanesi Falanga entrò in rapporto con il pittore sardo Giovanni Nonnis, con il quale sviluppò un intenso sodalizio artistico. Secondo il critico Placido Cherchi, il rapporto tra Falanga e Nonnis costituì uno snodo importante nella ricerca di entrambi gli artisti, caratterizzato da influenze reciproche e da una comune attenzione alla dimensione simbolica e mitica dell’immagine. Cherchi individua inoltre nella pittura di Paul Klee un riferimento centrale per entrambi gli artisti, sottolineando in particolare la precoce comprensione da parte di Falanga della componente simbolica e “kleeiana” della ricerca di Nonnis.Placido Cherchi, Pittura e mito in Giovanni Nonnis, Alfa Editrice, 1990, pp. 57-62.

Nel 1978 Carlo Ludovico Ragghianti gli dedica una mostra monografica a Palazzo Strozzi a Firenze, riconoscendone l’alto valore intellettuale e artistico.Catalogo mostra, Firenze, Palazzo Strozzi, 1978. Seguiranno due importanti retrospettive: nel 1986 all’ex chiesa di Sant’Agostino a Taormina e nel 1988 alla Galleria Comunale d’Arte di Cagliari, entrambe con testi di De Grada.

Nel 1971, un nucleo di opere fu donato alla Provincia di Torino e destinato alla Biblioteca di Storia e Cultura del Piemonte “Giuseppe Grosso”. Un autoritratto di Falanga è incluso nella collezione di autoritratti raccolta da Raimondo Rezzonico ed entrata a far parte della collezione degli Uffizi nel 2005 tramite donazione.I modelli di Narciso. La collezione d'autoritratto di Raimondo Rezzonico agli Uffizi, 2006.

Le sue opere sono inoltre documentate nel Catalogo Generale dei Beni Culturali, con sede a Torino presso Palazzo Cisterna. Altre opere sono presenti nella collezione permanente del Museo MAN di Nuoro.

Poetica e critica Celebre la frase che l’artista scrisse sul muro della sua casa in via Solferino a Milano: «Io cerco qualcosa che è come la luce di Dio».https://www.ruggerofalanga.it/palazzo-strozzi-1978-io-cerco-qualcosa-che-e-come-la-luce-di-dio/

Critici come Carlo Ludovico Ragghianti, Raffaele De Grada, Geoffrey Hinton e Padre Arcangelo Favaro hanno riconosciuto nella sua pittura un'esigenza espressiva di ordine etico, esistenziale e spirituale.Catalogo mostra, Firenze, Palazzo Strozzi, 1978 – introduzione di C.L. Ragghianti: https://www.ruggerofalanga.it/palazzo-strozzi-1978-introduzione-a-r-falanga/https://www.ruggerofalanga.it/palazzo-strozzi-1978-conflitto-e-paradosso/

Tra le poche testimonianze dirette dell’artista si conserva un'affermazione giovanile, dove Falanga dichiara: «Io non credo nell’istinto come generatore assoluto di un fatto d’arte ma solo come primo movente (voglia o desiderio). Poi subentra il pensamento […] e l’opera, quasi a sentire odor di terra».

La critica ha spesso rilevato come la sua ricerca si muova ai margini dei movimenti artistici italiani del secondo dopoguerra. Pur formatosi nella Torino di Casorati e dei Sei, Falanga non aderisce a quella cultura visiva, preferendo attingere a suggestioni arcaiche – dall’arte vascolare siculo-greca fino a riferimenti precolombiani – e a un’espressività segnata da elementi infantili, onirici e simbolici. In questo senso è stato accostato a figure come Dubuffet, Fautrier, Wols o Hundertwasser, ma senza derivazioni dirette.Ragghianti Collobi, Artisti misconosciuti – Ruggero Falanga, 2018

Raffaele De Grada, che conobbe personalmente Falanga a Milano nel 1968 su segnalazione di Elio Vittorini, ne sottolineò l’originalità assoluta e l’indipendenza dalle correnti del tempo. Descrisse il suo studio come “un sacrario barbarico primordiale”, e definì l’artista un esempio di arte «non realista», viscerale e radicale, capace di evocare un primitivismo magico nel cuore della modernità.Raffaele De Grada, Perché credo nell’arte di Ruggero Falanga, mostra di Cagliari, 1988

Mostre principali Galleria Gissi, Torino, 1947 – Mostra personale (Angelo Dragone) Galleria Gissi, Torino, 1950 – Mostra personale (Angelo Dragone) Galleria Gissi, Torino, 1952 – Mostra personale (Angelo Dragone) Circolo degli Artisti, Torino, 1954 – Mostra personale (Bartolomeo Gallo) Galleria San Fedele, Milano, 1960 – Mostra personale (Padre Favaro) Galleria Il Milione, Milano, 1961 – Mostra personale (Raffaele De Grada) Galleria San Fedele, Milano, 1963 – Mostra collettiva Galleria San Fedele, Milano, 1969 – Mostra personale Palazzo Strozzi, Firenze, 1978 – Mostra personale (Carlo Ludovico Ragghianti) Ex Chiesa Sant'Agostino, Taormina, 1986 – Mostra personale (Raffaele De Grada) Galleria Comunale d'Arte, Cagliari, 1988 – Mostra personale (Raffaele De Grada) Casa Chironi, Nuoro, 2007 – Mostra retrospettiva

Presenze in collezioni pubbliche Galleria degli Uffizi, Firenze – autoritratto (Collezione Rezzonico, 2005, donazione) Provincia di Torino – opere donate nel 1971 Catalogo generale dei Beni Culturali, Torino – Palazzo Cisterna Alcune delle sue opere sono oggi conservate nel Palazzo del Pozzo della Cisterna a Torino. Una delle sue opere è inoltre conservata presso il [Museo MAN di Nuoro](https://www.museoman.it/) ed è catalogata ufficialmente nel [Catalogo Generale dei Beni Culturali](https://catalogo.beniculturali.it/) del Ministero della Cultura italiano (scheda n. [0100210723](https://dati.beniculturali.it/lodview-arco/resource/HistoricOrArtisticProperty/0100210723.html)).

Note

Bibliografia Marco Valsecchi, Umbro Apollonio, Panorama dell'arte italiana 1951 Torino, città viva. Da capitale a metropoli, 1880-1980, Volume 2, Seat, Torino, 1980 Giorgio Falossi, Pittori e scultori italiani del '900, Volume 2, 1988 AA.VV., Dizionario E.S.A. Gli anni '60 e '80 dell'arte italiana, Vol. IX A.M. Comanducci, Luigi Servolini, Dizionario Comanducci, Volume 2 I modelli di Narciso. La collezione d'autoritratto di Raimondo Rezzonico agli Uffizi, 2006 Placido Cherchi, Pittura e mito in Giovanni Nonnis, Alfa Editrice, 1990.

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