Labbazia di Bursfelde è un ex monastero benedettino, punto di partenza di un movimento di riforma e centro di una congregazione a cui nel Trecento aderirono altre abbazie tedesche.Paulus Volk, DIP, vol. I (1974), col. 1680.

Storia L'abbazia, dedicata ai santi Tommaso e Nicola, fu fondata nel 1093 da Enrico il Grasso, conte di Northeim, e fu affidata ai monaci benedettini di Corvey, la cui comunità aveva aderito alla riforma di Hirsau. Il fondatore, ucciso dai Frisoni nel 1102, fu sepolto nella chiesa abbaziale.Paulus Volk, DIP, vol. I (1974), col. 1679.

La fondazione fu riconosciuta da Rutardo, arcivescovo di Magonza, e l'imperatore Enrico IV di Franconia concesse all'abbazia l'immunità e il diritto di battere moneta. Le proprietà e i privilegi dell'abbazia furono riconosciti e confermati anche dai papi Eugenio III nel 1152 e Bonifacio VIII nel 1295.

La disciplina monastica iniziò a rilassarsi all'inizio del Trecento, sotto gli abati Enrico II e Giovanni II, che non seppe amministrarne i beni.

Il monastero, spopolato e ridotto in povertà, nel 1433 fu affidato dal duca Ottone di Braunschweig a Giovanni Dederoth, abate di Klus, che in occasione di un viaggio a Roma aveva avuto modo di conoscere i movimenti riformatori che si stavano sviluppando tra i benedettini in Italia.

Con l'aiuto di alcuni monaci inviati da Giovanni Rode, abate di San Mattia a Treviri, Giovanni Dederoth rinnovò la vita monastica a Klus e Bursfelde. Sotto l'abate Giovanni Hagen, i monasteri di Bursfelde, Klus, Reinhausen e Huysburg, che condividevano con l'ordinamento liturgico e della vita monastica, si accordarono per costituire una unione con capitoli generali, dando inizio alla congregazione di Bursfelde.

Dal 1542 Bursfelde ebbe sempre abati protestanti, a eccezione del periodo tra il 1654 e il 1670. Il titolo abbaziale fu poi sempre assegnato al decano della facoltà teologica protestante dell'Università di Gottinga.

La chiesa abbaziale è un edificio a impianto basilicale senza transetto, eretta sul modello di Hirsau; fu restaurata nel 1433 e nuovamente nel 1589 (dopo un grave incendio che nel 1574 aveva distrutto completamente il monastero), uscendone completamente trasformata. Fu rinnovata nel 1846.

Note

Bibliografia Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.

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