Il Peloponnèso (; Morèa è il toponimo veneziano medievale)Balazs Trencsenyi; Michal Kopecek, National Romanticism: The Formation of National Movements, Central European University Press, 2006, ISBN 978-96-37-32660-8, p. 138. è una regione storico-geografica () della Grecia meridionale, formata da una penisola separata artificialmente dalla terraferma dalla costruzione del canale di CorintoAnne Midgette; Wolfgang Josing, Peloponnese, Hunter Publishing, Inc, 2000, ISBN 978-38-86-18473-6, p. 27..
Per circa i due terzi del suo territorio è compresa nella regione amministrativa omonima,Andrew Bostock; Philip Briggs, Greece: The Peloponnese, Bradt Travel Guides, 2019, ISBN 978-17-84-77633-6, pp. 19-20. mentre la parte rimanente è amministrata dalla regione della Grecia occidentale (prefetture di Acaia ed Elide) e per una piccola parte dalla regione dell'Attica (parte della prefettura del Pireo). Le città principali sono Argo-Micene, Corinto, Calamata, Patrasso, Pirgo, Sparta, Tripoli.
Geografia
Il Peloponneso è una penisola che copre un'area di e costituisce la parte più meridionale della Grecia continentale. Tuttavia, tecnicamente andrebbe considerata alla stregua di un'isola dopo la costruzione del canale di Corinto, nel 1893,Platon Alexiades, Target Corinth Canal, Pen and Sword, 2015, ISBN 978-14-73-85955-5.. Il canale artificiale, largo e lungo ,Rough Guides, The Rough Guide to Greece, RG UK, 2015, ISBN 978-02-41-21679-8. ha separato il Peloponneso dal resto dello Stato ellenico. Comunemente, il Peloponneso è indicato come una penisola.Katerina Grammatikou, Alternative Wine Tourism and Agrotourism Travel Guide for Peloponnese, Lulu.com, ISBN 978-13-87-09423-3, p. 21. I collegamenti terrestri con il resto della Grecia sono due: quello nei pressi dell'istmo di Corinto, di cui si è appena detto, e il ponte Rion Antirion, i cui lavori per la realizzazione sono terminati nel 2004: con i suoi metri, è il ponte strallato più lungo del mondo.Demeter G. Fertis, Nonlinear Structural Engineering, Springer Science & Business Media, 2007, ISBN 978-35-40-32976-3, p. 253.International Federation for Structural Concrete, Concrete Structures in the 21st Century (vol. 1), FIB - Féd. Int. du Béton, 2002, p. 109.Massimo Zizza, L'anello afghano, Aletti Editore, 2015, ISBN 978-88-59-12808-3.
La penisola ha un interno montuoso e coste profondamente frastagliateEnrico Thovez, Il viandante e le sue orme, R. Ricciardi, 1923, p. 182.Vesna Maric; Korina Miller; Zora O'Neill; Michael Stamatios Clark; Kate Armstrong, Grecia continentale, EDT srl, 2017, ISBN 978-88-59-24788-3. con tre penisole rivolte a sud a forma di indice, medio ed anulare rovesciati: la Messenia, quella più ad ovest,Korina Miller, Grecia continentale, EDT srl, 2010, ISBN 978-88-60-40560-9, p. 222. la Maina al centroRick Steves, Greece (ed. 4), Hackette UK, 2016, ISBN 978-16-31-21308-3. e Capo Malea.Vincenzo di Benedetto, Odissea, Bur, ISBN 978-88-58-64904-6, p. 38. A nord-est vi è una quarta penisola, quella dell'Argolide.Friedrich Hölderlin, Iperione, Feltrinelli Editore, ISBN 978-88-58-83550-0. La catena montuosa del Taigeto, situata a sud nei pressi della valle di Sparta, è la più elevata del Peloponneso:Daniela Galli, Valerii Flacci Argonautica I, Walter de Gruyter, 2012, ISBN 978-31-10-92638-5, p. 237. la cima più alta è costituita dal Profitis Ilias, alto Andrew Bostock; Philip Briggs, Greece: The Peloponnese, Bradt Travel Guides, 2019, ISBN 978-17-84-77633-6, p. 144. Altri monti importanti sono il Monte Cillene nel nord-est (),Roderich König; Gerhard Winkler, Geographie (ed. 2), Walter de Gruyter, 2013, ISBN 978-30-50-06181-8, p. 355. l'Aroania nel nord (),Richard Maisch, Griechische Alterstumskunde, Jazzybee Verlag, 2012, ISBN 978-38-49-631178. l'Erimanto (),Giulio Emanuele Rizzo, Storia Dell'arte Classica (vol. 1), Taylor & Francis, 1921, p. 21. la catena montuosa del Panachaiko nel nord-ovest, il Menalo al centro () e il Parnone nel sud-est ().Tim Salmon; Michael Cullen, Trekking in Greece (ed. 3), Cicerone Press Limited, 2018, ISBN 978-17-83-62582-6. L'intera penisola è soggetta a terremoti, così come la Grecia intera e l'Europa meridionale.
Il fiume più lungo è l'Alfeo a ovest (),Andrew Bostock; Philip Briggs, Greece: The Peloponnese, Bradt Travel Guides, 2019, ISBN 978-17-84-77633-6, p. 108. seguito dall'Eurota a sud ()Jerry Pournelle; S. M. Stirling, Go Tell the Spartans, Bean Books, 1991, ISBN 978-06-71-72061-2. e il Peneo, anche a ovest (). Il Peloponneso ospita numerose spiagge incontaminate che attraggono turisti nei mesi estivi.
Al largo delle sue coste, si trovano due gruppi di isole: le isole Saroniche a est e le Ionie meridionali a ovest.Hervé Basset; Thierry Théault, Atene, Cicladi e Sporadi, Touring Editore, 2005, ISBN 978-88-36-53140-0, p. 162. L'isola di Citera, la più grande attorno al Peloponneso, è situata al largo della penisola dell'Epidauro Limera a sud.Krzysztof Nowicki, Final Neolithic Crete and the Southeast Aegean, Walter de Gruyter GmbH & Co KG, 2014, ISBN 978-16-14-51037-6, p. 19. L'isola di Cervi faceva parte della penisola, ma fu "separata" in seguito al terremoto di Creta del 365.Marc Dubin; John Fisher; Nick Edwards; Geoff Garvey, The Rough Guide to Greece, RG UK, 2008, ISBN 978-18-48-36804-0.
Nell'antichità, il Peloponneso era diviso in sette regioni principali: Acaia (nord), Corinzia (nord-est), Argolide (est), Arcadia (centro), Laconia (sud-est), Messenia (sud-ovest), e l'Elide (ovest). Ognuna di queste regioni vedeva un centro abitato principale.
Storia Abitato fin dal Neolitico,Autori Vari, The Neolithic Pottery from Lerna, ASCSA, 1969, ISBN 978-08-76-61305-4, p. 91. il Peloponneso prende il nome dal leggendario Pelope, figlio del re di Lidia Tantalo, che avrebbe conquistato la regione.Giovanni Becatti, Kosmos, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 1987, ISBN 978-88-70-62610-0, p. 84. Qui si stabilì la civiltà micenea (XV – XI secolo a.C.),Gruppo di ricerca Tredieci, Passo dopo passo, editore Casa Editrice Tredieci Srl, ISBN 978-88-83-88454-2, p. 141. che in seguito cancellò e sostituì quella minoica, originaria di Creta. Vide l'invasione di popolazioni elleniche (2000 a.C.) e successivamente dei Dori, all'incirca nel XII secolo a.C. Il predominio di Sparta si impose tra il X secolo a.C. e l'VIII secolo a.C. e resistette fino all'invasione dei Macedoni (366 a.C. circa).Andrea Giardina, Passione Storia, Gius.Laterza & Figli Spa, ISBN 978-88-42-11504-5.Terry Buckley, Aspects of Greek History, Routledge, 2006, ISBN 978-11-34-85733-3, p. 338. I Romani presero possesso della regione nel 140 a.C.
Il principato di Morea
A partire dal XII secolo, il Peloponneso fu chiamato Morea dai Crociati e dai Veneziani a causa della forma della penisola, somigliante a una foglia di gelso, anche a causa dell'importanza che aveva quell'albero nella penisola.
Nella spartizione dell'Impero bizantino, seguita alla conquista di Costantinopoli del 1204 al termine della quarta crociata, il Peloponneso fu assegnato al marchese Bonifacio I del Monferrato, designato re di Tessalonica (Salonicco).Adriano Villata; Mario Villata, Villata, Verso l'Arte Edizioni, 2008, ISBN 978-88-95-89400-3, p. 22. Il compito di conquistare la penisola fu dato da Bonifacio a Guglielmo di Champlitte, al quale si unì quale vassallo Goffredo I di Villehardouin, nipote del cronista che, alla notizia della caduta di Costantinopoli, si era precipitato dalla Siria nel Peloponneso per cercare di ritagliarsi un dominio personale.Steven Runciman, Storia delle Crociate, Bur, ISBN 978-88-58-66672-2.
I due conquistarono Patrasso e quindi procedettero sistematicamente alla conquista, senza incontrare resistenza da parte delle autorità bizantine. I pochi oppositori furono alcuni potenti nobili (arconti) dell'interno dell'Arcadia e della Laconia, timorosi di perdere le loro terre. La sconfitta dei greci a Kondura pose però fine ad ogni resistenza, così che Guglielmo poté sottomettere l'intera Arcadia, mentre Villehardouin, ottenuto in feudo l'importante porto di Calamata, si impadronì della Messenia.Kenneth M. Setton; Robert Lee Wolff; Harry W. Hazard, A History of the Crusades, Univ of Wisconsin Press, 1969, ISBN 978-02-99-04844-0, p. 237.Kevin Andrews, Castles of the Morea, ASCSA, 2006, ISBN 978-08-76-61406-8, p. 258.
Al termine del 1205, Champlitte assunse il titolo di principe d'Acaia con il consenso di Bonifacio di Monferrato. Per consolidare il proprio potere egli cercò di accordarsi con la nobiltà greca, alla quale lasciò il possesso dei loro vasti latifondi, mantenendo una ferrea disciplina all'interno del suo esiguo numero di cavalieri franchi, così da evitare disordini e violenze. La sua correttezza e il suo alto senso della giustizia gli permisero così di consolidare il proprio potere su tutto il Peloponneso, sebbene nel 1206 avesse dovuto accettare che i Veneziani occupassero le due piazzeforti di Modone e Korōnī, in quella parte della penisola che era stata loro assegnata nella spartizione del 1204.Gino Luzzatto, An Economic History of Italy, Routledge, 2013, ISBN 978-11-36-59231-7. p. 86.
Per compensare la perdita di queste due terre, Champlitte cedette a Villehardouin l'Arcadia, facendone così il più potente barone del principato. Fu pertanto naturale che, quando nel 1208 Champlitte fu costretto a fare ritorno in Borgogna per recuperare l'eredità del proprio fratello maggiore, lasciò Villehardouin come balivo per governare il principato in sua assenza. Champlitte morì nel corso del viaggio verso la Francia e di lì a poco la stessa sorte toccò al nipote Ugo, da lui designato quale suo luogotenente. L'intera eredità degli Champlitte ricadde così su un bambino di neppure un anno.
Villehardouin, con il consenso dei baroni franchi, si proclamò allora principe e la sua auto-elezione fu ratificata dal Papa e dall'imperatore latino di Costantinopoli.
Il Despotato bizantino di Morea
Nel 1259, Guglielmo II di Villehardouin perse la Battaglia di Pelagonia contro l'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo e fu costretto ad abbandonare la maggior parte della zona orientale della Morea, che tornò così all'impero. Per una migliore gestione amministrativa, i governanti dell'Impero bizantino frammentarono i propri possedimenti in una serie di province: tra di esse, figurava la Morea.
L'imperatore Giovanni VI Cantacuzeno, riorganizzò il territorio nella metà del XIV secolo, cedendolo in appannaggio per il figlio Manuele e nominandolo despota (ovvero signore) della Morea nel 1349, per evitare ulteriori tumulti in un impero che era sull'orlo di una nuova guerra civile dopo pochi anni.John Hutchins Rosser, Historical Dictionary of Byzantium, Scarecrow Press, 2012, ISBN 978-08-10-87567-8, p. 335.John Middleton, World Monarchies and Dynasties, Routledge, 2015, ISBN 978-13-17-45157-0.
A seguito della presa di potere dei Paleologi, la Morea riuscì ad acquisire una certa autonomia gestionale. La particolare posizione geografica della penisola faceva gola agli Ottomani e ai Veneziani: fu da queste potenze che il despotato di Morea, con capitale a Mistra, dovette difendersi, riuscendo a sopravvivere fino al 1461, quando l'ultimo possedimento del despotato e quindi dell'impero romano, Salmenìkon, venne ceduto ai veneziani dal generale romano Graziano Paleologo.
La dominazione veneziana (1685 - 1715)
Dopo il 1460, la Morea fu divisa tra veneziani e turchi e tale situazione politica, tra alterne vicende, si mantenne in siffatta maniera per circa due secoli.