Con monumenti di Messina si intende un insieme di beni culturali che caratterizzano il capoluogo peloritano. La città dello stretto subì diverse calamità che ne hanno mutilato l'antico splendore: terremoto del 1783, bombardamenti del 1848, terremoto del 1908, bombardamenti del 1943 e la speculazione edilizia della seconda metà del '900. Nonostante ciò vanta un considerevole patrimonio culturale.
Opere scultoree esterne Nel corso della sua storia, Messina è stata protagonista di una vasta produzione artistica. Tra le numerose opere d'arte risaltano particolarmente quelle scultoree, visibili soprattutto nel centro storico della città.
Fontana di Orione
La Fontana di Orione fu voluta dal senato messinese nel 1547, anno in cui fu ultimato il principale acquedotto cittadino dell'epoca. È stata ritenuta "la fontana più bella del cinquecento europeo" da Bernard Berenson, storico d'arte lituano naturalizzato statunitense, specializzato nel rinascimento. La realizzazione si deve al celebre scultore fiorentino Giovanni Angelo Montorsoli (stretto collaboratore di Michelangelo). La fontana presenta numerose figure ed incisioni: in cima Orione, fondatore leggendario di Messina, con il suo cane Sirio. Al di sotto quattro infanti in groppa a dei delfini. Seguono 4 Naiadi e 4 Tritoni, ed una grande vasca con statue raffiguranti delle divintà fluviali da identificare nei grossi corsi d'acqua Nilo, Tevere ed Ebro, che rappresentano i principali fiumi che attraversano il territorio di due grandi imperi del passato, l'impero egizio e l'impero romano, e di un impero contemporaneo alla realizzazione fontana, ovvero l'impero spagnolo, mentre la quarta statua rappresenta il Camaro, il più grande torrente della città di Messina. Tale accostamento simboleggia l'ambizione e la potenza della Messina cinquecentesca. Alla base sono presenti bassorilievi ispirati alle Metamorfosi di Ovidio. L’iconografia fu probabilmente ideata con l’aiuto di Francesco Maurolico, illustre erudito, scienziato e matematico messinese (da cui prende il nome uno dei crateri lunari), autore anche dei distici latini incisi sulla fontana. Si conclude con quattro vasche minori e otto mostri marini.
Fontana del Nettuno
La Fontana del Nettuno è la seconda fontana realizzata a Messina da Giovanni Angelo Montosoli. Venne completata nel 1557 e collocata nella cortina del porto. Simboleggia il dio dei mari Nettuno che brandisce il suo tridente e stende la mano sulla sponda messinese. Ai lati del Dio sono presenti le figure mitologiche Scilla e Cariddi, legate allo Stretto di Messina ed al mito di Ulisse. Subì danneggiamenti in seguito ai bombardamenti borbonici durante la rivoluzione siciliana del 1848. Si tratta in particolare della statua di Scilla, che fu distrutta dalle cannonate, e venne quindi ricostruita dall'artista messinese Letterio Subba nel 1858. L'originale attualmente è custodita nel Museo di Messina, e sostituita dall'impeccabile riproduzione dello scultore messinese Gregorio Zappalà. Attualmente la statua si trova di fronte la prefettura di Messina, ed è visibile dalle navi che transitano nel porto.
Guglia dell'Immacolata Concezione
La statua, scolpita nel 1757 dal messinese Giuseppe Buceti in marmo bianco, fu inaugurata l’8 dicembre dello stesso anno, mentre il monumento nel suo complesso venne completato nel 1758. L’opera fu eretta come gesto di riconoscenza da parte della città, alla Madonna, dopo che alcuni partecipanti alla tradizionale processione del 15 agosto precipitarono dall'alto carro della 'Vara' senza riportare miracolosamente alcuna conseguenza. Presenta elementi del barocco e del rococò. È situata in prossimità del lato destro del duomo, alle spalle della torre dell'orologio astronomico.
Porta Grazia
È una delle porte che consentivano l'accesso alla Real Cittadella di Messina, costruita nel 1686 in seguito alla fallita rivoluzione messinese contro l'Impero Spagnolo nel 1678. Porta Grazia è costituita da un monumentale arco, arricchito da mascheroni in marmo. Ai lati presenta pilastri con capitelli decorati da ghirlande, festoni e testine, oltre a due finestre ottagonali. Sopra l’arco era collocata una targa del 1681, caduta nel terremoto del 1894. Originariamente si trovava presso il convento di S. Maria della Grazia, dal 1961 si trova in piazza Casa Pia.
Fontana Falconieri
Il nome deriva dall’architetto Carlo Falconieri che la progettò nel 1842, su incarico del Senato di Messina, in occasione del 1800º anniversario dell’arrivo in città della Lettera che la Madonna consegnò agli ambasciatori messinesi, secondo la leggenda. Sopravvissuta al devastante terremoto del 1908, fu smontatia e conservata a singoli pezzi nel Museo Regionale fino al 1957, quando venne ricollocata nell’attuale sede di piazza Basicò.
"Quattro Fontane"
Le Quattro Fontane di Messina un tempo erano collocate agli angoli tra Via Cardines e l'attuale Via I settembre (prima via d'Austria). Vennero realizzate tra il XVII secolo ed il XVIII secolo: quella di Innocenzo Mangani risale al 1666, quella di Ignazio Buceti al 1717, mentre le altre due risalgono al 1742. Dopo il terremoto del 1908 vennero danneggiate lievemente le prime due, che risultano ancora oggi collocate nella stessa zona. Le altre due risalenti al 1742 subirono danni ingenti ma sono state ricomposte, e ad oggi si trovano al Museo di Messina. Sono stati avviati negli anni degli studi di fattibilità sulla ricollocazione in un punto della città di tutte e quattro le fontane restaurate, ma non hanno avuto nessun riscontro.
Statua di Don Giovanni D'Austria
Fu commissionata dal Senato di Messina nel 1572 e realizzata nello stesso anno dallo scultore Andrea Calamech, in occasione della vittoria della flotta della Lega Santa guidata da Don Giovanni D'Austria nel corso della battaglia di Lepanto nell'autunno 1571. Tale flotta si riunì proprio nel porto di Messina, all'epoca uno dei più ricchi e sicuri al mondo. In quella battaglia che cambiò la storia d'Europa, circa 200 furono le navi provenienti da tutto il continente, di cui 10 siciliane, e 2 di queste messinesi, con al comando il Conte messinese Don Vincenzo Marullo. Fu danneggiata da una cannonata spagnola durante la rivolta antispagnola di Messina che durò dal 1674 al 1678. Fu ulteriormente danneggiata dal terremoto del 1783, mentre non subì particolari danni a causa del terremoto del 1908. Ad oggi, risulta perfettamente integra. Nel 1978, in occasione del 400º anno dalla morte di don Giovanni d'Austria, una fedele copia della statuta è stata eretta a Ratisbona, città di nascita del condottiero.
Fontana Senatoria
La Fontana Senatoria fu realizzata nel 1615 per volere del Senato di Messina. La prima collocazione fu nella non più esistente piazza della Giudecca, e nel corso dei secoli fu spostata in vari punti del centro storico della città. Dal 1937 è stata collocata sul fianco destro di Palazzo Zanca (Municipio). Su di essa sono incisi i nomi dei senatori che ne decretarono la costruzione e l'anno in cui fu realizzata: “Senatores 1615”.
Fontana di Gennaro
La Fontana di Gennaro raffigura un giovane Acquario seduto su un globo circondato dalla fascia dello Zodiaco. Realizzata nel 1602, probabilmente da Rinaldo Bonanno, fu commissionata dal Senato di Messina in onore del re Filippo III. Danneggiata dal terremoto del 1908, fu trasferita al Museo di Messina, e dopo il restauro, ricollocata nel 1932 nell'incrocio tra via Tommaso Cannizzaro e Corso Cavour. Su di essa furono eseguiti ulteriori lavori di restauro conclusi nel 2015.
Altre opere
Fontana dei Cavallucci (1739) di Ignazio Brugnani, originariamente situata nel Monastero di San Gregorio (oggi scomparso poiché distrutto dal terremoto del 1908), si trova oggi all'interno della fiera. Fontana della Pigna (XVIII secolo), oggi nel largo Seguenza. Fontana "in ghisa" della Fiera (XIX secolo), si trova oggi all'interno della fiera. Statua della personificazione di Messina di Giuseppe Prinzi (1857), oggi di fronte a Palazzo Zanca. Statua di Ferdinando II di Borbone di Pietro Tenerani (1845), oggi in via Garibaldi nei pressi della Prefettura. Statua di Carlo III di Borbone di Saro Zagari (1859), oggi di fronte la Camera di Commercio. Statua di Gaetano Martino (politico messinese, presidente del Parlamento Europeo) di Gualberto Rocchi (2000), oggi nei pressi di Palazzo Zanca. Monumento Batteria Masotto di Salvatore Buemi (1899), oggi alla "Passeggiata a Mare". Fu realizzata in onore della Batteria Masotto. Un reparto di artiglieria di montagna composto da siciliani, in gran parte di Messina e provincia, che combatterono sacrificandosi nel corso della Battaglia di Adua (1896). Tra questi era presente il tenente messinese Emilio Ainis. Monumento alla Marina Russa di Pietro Kufferle (1911), oggi in Via Garibaldi. Fu realizzata in onore della Marina Imperiale Russa, che fu la prima a prestare soccorsi dopo il tragico terremoto del 1908. Monumento ai Caduti di Giovanni Nicolini (1936), in Piazza Unione Europea. Fontana del Seminario (1611), oggi nel cortile del Seminario San Pio X. Fontana del Lauro (XIV secolo), oggi sul Viale della Libertà. Fontana dell'Abbondanza di Ignazio Buceti (XVIII secolo), oggi nel Palazzo del Monte di Pietà. Fontana della Calispera (XVIII secolo), oggi nel quartiere Contesse. Fontana del Mercato (1870), oggi situata in una rotonda nei pressi dei laghi di Ganzirri e Faro, precedentemente era situata nei pressi del mercato rionale di Piazza del Popolo.
Architetture religiose del centro Messina è storicamente legata al culto di numerose figure connesse alla religione cattolica, alcune di queste messinesi di nascita o di origini, altre transitate da Messina o legate alla città in altro modo. Tra tali figure è necessario annoverare: la Madonna della Lettera, la Madonna Assunta, San Placido, Sant'Alberto degli Abati, Sant'Annibale Maria di Francia, Santa Eustochia, San Francesco di Paola, Sant'Ignazio di Loyola, San Luca di Messina, San Nicandro Anacoreta, Leone II (forse l'unico Papa messinese), e la Madonna del Tindari. La città ha sempre goduto della presenza di numerosi luoghi di culto, alcuni dei quali distrutti dal terremoto del 1783 o dal terremoto del 1908, ma altri sopravvissuti o ricostruiti in seguito. Si ricordano a questo proposito gli Arcivescovi Letterio D'Arrigo Ramondini e Angelo Paino, ai quali si deve un grosso contributo alla ricostruzione della città terremotata. Oltre ai luoghi di culto, a Messina ebbero origine anche istituti religiosi di importanza internazionale, come le "Figlie del Divino Zelo" fondate da Sant'Annibale e le "Ancelle Riparatrici" fondate dal Venerabile Antonino Celona.
Monumento alla Madonna della Lettera
Eretto sul cinquecentesco forte San Salvatore, è situato all'ingresso del porto di Messina. L'altezza di tale monumento è più che notevole; esso infatti svetta 53,5 metri. Alla sommità del pilastro è presente un globo di circa 2,70 cm di diametro su cui si poggia la statua in bronzo dorato della Madonna della Lettera, lunga circa 7 metri. Sul bastione sottostante è presente la scritta «VOS ET IPSAM CIVITATEM BENEDICIMUS», rivolta a tutti i viaggiatori che transitano nel porto e ai cittadini stessi. La realizzazione della statua fu curata da Tore Edmondo Calabrò, artista dell'hinterland messinese (autore di diverse opere tra Argentina e Uruguay). Papa Pio XI, la inauguro in collegamento da Castel Gandolfo il 12 agosto 1934, grazie ad un sistema radio creato appositamente da Guglielmo Marconi.
Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta (Duomo di Messina)