Biografia Lavorò come attrice al Teatro Aleksandrinskij dal 1898 al 1924. Dal 1901 al 1916 pubblicò circa ottanta libri, molti dei quali divennero bestseller.
La reputazione di Čarskaja iniziò a deteriorarsi nel 1912, dopo che il critico Korney Chukovsky pubblicò un articolo in cui affermò che i suoi libri erano stereotipati, ripetitivi ed eccessivi rispetto alle emozioni femminili. Smise di pubblicare nel 1916 e nel 1920 le sue opere furono proibite. Dal 1924 fino alla sua morte, avvenuta nel 1938, visse in povertà, sostenuta principalmente dagli amici. Durante l’intero periodo sovietico, l’opera di Čarskaja fu poco valorizzata, benché non manchino testimonianze del fatto che le ragazze continuassero a leggerla di nascosto, almeno fino agli anni Trenta. Tra la fine degli anni Ottanta e gli anni Novanta, in Russia si assistette a una riscoperta delle sue opere, alcune delle quali vennero ripubblicate in nuove edizioni.
Negli anni '40, quando Boris Pasternak stava scrivendo Il dottor Zivago, disse che stava "scrivendo quasi come Čarskaja", perché voleva essere accessibile e sognava che la sua prosa potesse essere apprezzata "anche da una sarta e da una lavapiatti".
Attività letteraria Nel corso di soli vent’anni di attività letteraria scrisse 80 racconti lunghi, 20 fiabe e 200 poesie. La maggior parte delle sue opere fu pubblicata dalle case editrici “Tovarishčestvo M. O. Vol’f” e “I. Knebel’”. Ciononostante, la carriera letteraria non rese Čarskaja una donna ricca: riceveva compensi solo per le primissime edizioni, benché i suoi libri godessero di una tale popolarità da essere ristampati numerose volte.
Memorie di una ragazza del collegio (Zapiski institutki, 1901) e La principessa Džavača (Kniažna Džavača, 1903) sono due romanzi pubblicati a breve distanza l’uno dall’altro e fortemente legati tra loro per ambientazione e personaggi. Il primo, di ispirazione autobiografica, è ambientato nel severo Collegio femminile Pavlovskij, dove l’autrice stessa studiò per sette anni: vi si racconta, in forma di diario, la vita quotidiana di una giovane allieva tra regole rigide, legami affettivi e tensioni interiori. Il secondo romanzo, che ne rappresenta una sorta di seguito ideale, è incentrato sulla figura della principessa georgiana Nina Džavača, una delle compagne più carismatiche e amate dalla protagonista, ritratta con toni quasi mitici. Entrambi i libri conobbero un enorme successo tra le lettrici adolescenti dell’epoca e furono ristampati più volte.
I suoi romanzi rientrano in quattro categorie generali: storie ambientate in collegi per ragazze d'élite (In particolare il collegio Pavlovskij frequentato dalla stessa autrice); romanzi storici sulle donne; romanzi autobiografici che seguono l'eroina dal collegio alla carriera; e romanzi polizieschi e d'avventura. Il tema principale della maggior parte dei suoi romanzi è l'amicizia tra ragazze. I critici ritengono che queste caratteristiche spieghino in gran parte l'ampia popolarità delle opere di Čarskaja tra le giovani ragazze nella Russia dei primi anni del XX secolo.
Opere Memorie di una ragazza del collegio, traduzione di Erica Caimi, Roma, Elliot Edizioni, 2025 Nina, storia di una principessa, traduzione di Erica Caimi, Roma, Elliot Edizioni, 2026
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