La chiesa di San Silvestro è un luogo di culto cattolico di Tivoli, in provincia di Roma, diocesi di Tivoli Terza Vicaria.
Storia La chiesa ha una storia molto antica, si vorrebbe sia stata edificata da papa Simplicio tra il 450 e il 500.La struttura originale aveva le caratteristiche dell'antica chiesa di San Pietro alla Carità con tre navate divise da dodici colonne in marmo cipollino. Nel XVII secolo le navate laterali furono demolite, lasciando soltanto quella centrale. Il rifacimento fu attuato per necessità urbanistiche. L'abbattimento della navata sinistra permise l'allargamento della via del Colle mentre la demolizione della navata destra consentì la creazione della casa parrocchiale. Le colonne furono poi alienate per necessità economiche della chiesa nel 1767 e nel medesimo periodo fu rifatta la pavimentazione, che venne sopraelevata, lasciando quella originale in stile cosmatesco solo in prossimità del presbiterio.
Nella seconda metà del XVI secolo, per volontà del cardinale Ippolito II d'Este, il campanile quadrato, simile a quello della chiesa di San Pietro, fu "dimezzato" e ridotto a vela.
Nel Novecento la chiesa fu oggetto di un importante restauro a opera della Soprintendenza nel decennio 1909-1919, seguito da un altro nella seconda metà del secolo. I restauri dei primi del Novecento hanno riportato alla luce l'antica architettura romanica e anche gran parte della decorazione pittorica..
Descrizione Esterno Il fronte principale testimonia le varie fasi di demolizione e rifacimento che si sono succedute nel corso del tempo. La facciata romanica in mattoni ospita l'ingresso principale con stipiti e architrave in marmo e nella parte superiore tre monofore e il timpano triangolare aggettante sorretto da mensoline marmoree e mattoni dentati.
Interno L'interno si presenta a unica navata con copertura a capriate lignee, terminante con cinque gradini che conducono al presbiterio . La zona presbiteriale è conclusa dall'abside semicircolare interamente affrescata.
Sotto la zona presbiteriale vi è la cripta con una grande colonna centrale di sostegno e con l'abside circolare di piccole dimensioni. Una “fenestella confessionis”, che divide le due rampe di scale, la rende visibile dalla navata.
Decorazioni dell'abside L'abside si presenta completamente decorata con gli affreschi risalenti probabilmente all'inizio del XIII secolo, che furono rinvenuti durante i restauri del 1911 e che hanno un'altezza di 10 metri. Sono un importante documento di quanto fosse importante sul territorio il potere che si contendevano l'impero e il papato. Nel catino absidale vi è la “Traditio Legis” composta da Cristo con i santi Paolo e Pietro, al quale Cristo consegna il rotolo della nuova legge. Il cartiglio riporta la scritta Dominus legem dat.
Il dipinto rappresenta la teofania con Cristo sul cui capo Dio padre pone una corona. Gesù alza la mano destra verso l'apostolo Paolo e la sinistra verso Pietro che regge il rotolo della legge nonché le chiavi e il pastorale. Il tutto lungo la riva del fiume Giordano tra due palme, su una delle quali è presente come simbolo di resurrezione una fenice..
Seguono nella parte inferiore i dodici agnelli che rappresentano gli apostoli volti verso l'agnello centrale sanguinante, simbolo del sacrificio di Cristo.
Seguono poi la Madonna col Bambino, affiancata dai santi Giovanni Battista ed Evangelista, dai re Davide e Salomone e da dieci profeti con cartigli che riportano brani dell'Antico Testamento. La chiesa si trovava nel XII secolo in una zona che vedeva un nuovo sviluppo urbano e doveva quindi esprimere un preciso significato politico e anche religioso, sottolineando la supremazia del Papato sull'impero.
Le storie di Costantino raccontano più scene: la prima raffigura l'imperatore lebbroso che ebbe compassione vedendo le madri piangere la morte dei figli sacrificati, per cui rinunciò al rito pagano di bagnarsi nel loro sangue per ottenere la guarigione. Papa Silvestro lo convinse così a ricevere il battesimo che lo portò alla guarigione miracolosa dal morbo. Una ulteriore scena raffigura l'imperatore che interviene nella disputa tra ebrei e cristiani per stabilire quale fosse la vera fede. Nell'ultima scena San Silvestro lega le fauci di un drago, la cui sconfitta simboleggia la vittoria del cristianesimo sul paganesimo.
L'arco trionfale presenta la raffigurazione di Cristo Pantocratore con i quattro evangelisti, i sette candelabri, i ventiquattro seniori dell'Apocalisse con i calici simboli della preghiera dei giusti.
Note
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