La fuga in Egitto è un episodio dell'infanzia di Gesù. Tra tutti i libri che compongono il Nuovo Testamento canonico è riportato solo dal Vangelo secondo Matteo (), in cui Giuseppe, assieme a Maria e Gesù bambino, fugge in Egitto dopo la visita dei Magi dopo aver appreso che re Erode il Grande intende far uccidere i bambini della zona (strage degli innocenti); l'episodio è presente anche in fonti non canoniche e in tradizioni della Chiesa copta.
L'evento è frequentemente raffigurato nell'arte come episodio finale della nascita di Gesù, oltre ad essere incluso nei cicli della Vita della Vergine e della Vita di Cristo.
Racconto del Vangelo secondo Matteo
Nel racconto del Vangelo secondo Matteo i Magi, si recano da re Erode il Grande a chiedergli dove trovare il "Re dei Giudei"; i sacerdoti, consultate le Sacre Scritture, indicano ai Magi la città di Betlemme. Erode, timoroso che il bambino possa minacciare il suo trono, tenta di ucciderlo (), ordinando la morte di tutti i bambini sotto i due anni (). Ma dopo la visita dei Magi un angelo appare in sogno a Giuseppe e lo avverte del pericolo, dicendogli di prendere madre e figlio e recarsi in Egitto (), cosicché Gesù possa scampare alla strage degli innocenti.
Dopo la morte di Erode, l'angelo appare di nuovo in sogno a Giuseppe per dirgli che possono tornare nella loro terra: Giuseppe, però, viene a sapere che in Giudea regna il figlio di Erode, Erode Archelao, e temendo per il bambino invece di tornare in Giudea, si reca con la famiglia a Nazaret, in Galilea.
Il vangelo di Matteo non dice nulla sulla strada seguita dalla Sacra Famiglia per effettuare il viaggio, ma tenendo conto del percorso normalmente seguito dalle carovane dell'epoca è ipotizzabile che da Betlemme sia recata a sud fino a Hebron per prendere poi la strada che portava a Gaza e da lì abbia seguito la Via Maris entrando in Egitto dalla città di Pelusio. Seguendo questo percorso, il viaggio durava circa dieci giorni. Esisteva una strada alternativa che invece di seguire la costa passava attraverso il deserto, ma sarebbe stata molto più pericolosa per una coppia sola con un bambino piccolo.Paul L. Meier, In the Fullness of Time, Kregel Publications, 1997 Secondo un'altra teoria, la Sacra famiglia avrebbe incontrato i Magi a Betania all'inizio del viaggio di ritorno a Nazaret dopo la presentazione al Tempio, poi avrebbe deviato il cammino fino a Gerico e attraversato il Giordano entrando in Perea, quindi si sarebbe recata in Egitto seguendo la Via Regia, probabilmente aggregandosi ad una carovana.
Matteo non specifica la durata del soggiorno in Egitto, ma solo l'epoca della sua conclusione (dopo la morte di Erode, che è avvenuta nel 4 a.C.). Ritenendo che l'anno di nascita di Gesù sia compreso tra l'8 e il 4 a.C. (comunque prima della morte di Erode) con una maggiore preferenza per il 7-6 a.C., alcuni biblisti hanno ipotizzato che la durata più probabile della permanenza sia compresa fra due e tre anni e mezzo.
Profezia di Osea In Matteo è citato un verso del Libro di Osea dell'Antico Testamento (, «Quando Israele era fanciullo, io lo amai e chiamai mio figlio fuori d'Egitto»), che secondo l'autore del vangelo era una profezia soddisfatta dal ritorno di Gesù dall'Egitto: «Là rimase fino alla morte di Erode, affinché si adempisse quello che fu detto dal Signore per mezzo del profeta: "Fuori d'Egitto chiamai mio figlio"». Si tratta di un verso che fa riferimento all'esodo degli Ebrei dall'Egitto, in cui il popolo di Israele è chiamato da Dio "mio figlio", come nel Libro dell'Esodo , «[...] Israele è mio figlio [...] lascia andare mio figlio».
La migrazione in Egitto in Matteo 2:15 richiama la profezia di Osea 11:1 (<<Ho chiamato mio figlio, fuori dall'Egitto>>), con un parallelismo fra Gesù e Mosè: Gesù in ebraico significa "YHWH è salvezza", Mosè significa "salvato dalle acque" (ed è anche l'unico nome nell'Antico Testamento con la radice della parola ebraica Salvatore); per la nascita di Mosè (): sono le uniche due personalità bibliche aventi un padre adottivo (Giuseppe padre putativo di Gesù, il faraone di Egitto per Mosè). Per entrambi, scarse notizie sulla vita precedente il periodo adulto; Gesù sostituisce il sacerdozio levitico con l'ordine secondo Melchisedek (Ebrei 5), uno straniero; mentre Mosè nomina suo figlio primogenito Ghersom ("nato in terra straniera"), come il primigenito di Levi (Genesi 46:11) che era la tribù dei sommi sacerdoti. Dio riserva a Sebuel, nipote di Mosè, l'importante carica di sovrintendente dei tesori consacrati (1Cronache 26,24), e a Gionatan, figlio di Ghersom, coi suoi discendenti, la carica di sommo sacerdote della tribù di Dan, a Silo (1 Giudici 18:31); con le parole ed opere: Mosè Pasqua di Liberazione di Israele dalla schiavitù di Egitto, Gesù Pasqua di Resurrezione del genere umano dalla schiavitù del peccato e della morte. La differenza fra cristiani e giudei permane nelle festività, la Pasqua ebraica è una Pasqua di Liberazione; Mosè appare insieme ad Elia nella Trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor.
Altre narrazioni
Se il Vangelo secondo Matteo, unica fonte canonica a tramandare il racconto della fuga in Egitto, è silenzioso riguardo agli anni trascorsi dalla famiglia in Egitto, l'episodio della fuga e la vita di Gesù e dei suoi genitori in terra egiziana è narrato in diversi apocrifi del Nuovo Testamento; questi riportano storie miracolose, come alberi di palma che si inchinano davanti a Gesù bambino, bestie del deserto che gli rendono omaggio, incontri con i due ladri che saranno poi crocifissi con lui, oltre ad aggiungere dettagli come l'aggregarsi alla famiglia di Salome come balia dell'infante.
Le storie della vita di Gesù in Egitto hanno svolto un ruolo importante specialmente all'interno della Chiesa copta. Per tutto l'Egitto vi sono diverse chiese e santuari che sarebbero stati eretti in luoghi abitati dalla famiglia; il più importante di questi è la chiesa dei Santi Sergio e Bacco ad Abu Serghis, che sarebbe stata eretta sulla casa di Gesù in Egitto. Secondo la tradizione copta, il periodo trascorso in Egitto da Gesù con la sua famiglia sarebbe stato di un anno o piùBruno Carullo, Nuovi documenti su Gesù di Nazareth, Edizioni ASMV.
Storicità