Expedition 74 è stata la 74ª missione di lunga durata verso la Stazione spaziale internazionale. Ebbe inizio l'8 dicembre 2025 con l'undocking della Sojuz MS-27 e si concluse il 26 luglio 2026 con l'undocking della Sojuz MS-28, dopo una durata complessiva di 230 giorni.

Nel corso della missione si alternarono gli equipaggi delle missioni SpaceX Crew-11, Sojuz MS-28, SpaceX Crew-12 e per l'ultima settimana la Sojuz MS-29. A causa di un evento medico che coinvolse l'astronauta Mike Fincke, l'equipaggio della Crew-11 fece ritorno sulla Terra con circa un mese di anticipo, lasciando i tre membri della Sojuz MS-28 come unici occupanti della stazione, fino all'arrivo della Crew-12.

Equipaggio Astronauta 9 dicembre 2025 - 14 gennaio 2026 14 gennaio - 14 febbraio 2026 14 febbraio - 14 luglio 2026 14 - 26 luglio 2026Crew-11 Mike Fincke, NASA Quarto voloComandanteNon a bordo Zena Cardman, NASA Primo voloIngegnere di voloNon a bordo Kimiya Yui, JAXASecondo voloIngegnere di voloNon a bordo Oleg Platonov, RoscosmosPrimo voloIngegnere di voloNon a bordoMS-28 Sergej Kud'-Sverčkov, RoscosmosSecondo voloIngegnere di voloComandante Sergej Mikaev, RoscosmosPrimo voloIngegnere di volo Christopher Williams, NASA Primo volo Ingegnere di voloCrew-12 Jessica Meir, NASA Secondo voloNon a bordoIngegnere di volo Jack Hathaway, NASA Primo voloNon a bordoIngegnere di volo Sophie Adenot, ESAPrimo voloNon a bordoIngegnere di volo Andrej Fedjaev, RoscosmosSecondo voloNon a bordoIngegnere di voloMS-29 Pëtr Dubrov, RoscosmosSecondo voloNon a bordoIngegnere di volo Anna Kikina, RoscosmosSecondo voloNon a bordoIngegnere di volo Anil Menon, NASA Primo volo Non a bordoIngegnere di volo

Eventi della missione Evento medico e conseguenze Nel 7 gennaio 2026 l'attività extraveicolare (EVA) US 94, prevista per il giorno successivo, venne rinviata a causa dell'insorgere nel pomeriggio di una rilevante condizione medica a uno dei membri dell'equipaggio della ISS. In un comunicato del giorno successivo la NASA dichiarò che l'astronauta era in condizioni stabili ma che stava valutando attentamente tutte le opzioni, compreso il rientro anticipato della Crew-11. In serata venne indetta una conferenza stampa per fornire maggiori informazioni, sempre mantenendo la riservatezza sull'identità del membro dell'equipaggio e della sua diagnosi; in tale occasione venne confermata la decisione di far rientrare la Crew-11 nei giorni successivi. Il Chief Health and Medical Officer Dr. Polk spiegò che, sebbene la ISS fosse dotata di numerose apparecchiature mediche, esse non rappresentavano l'intera gamma di strumentazione disponibile in un centro specializzato a Terra e che, alla luce dell'importante evento medico occorso a bordo, risultava necessario riportare l'astronauta a Terra per completare il percorso diagnostico e fornire le terapie più appropriate. Polk precisò inoltre che l'evento medico non aveva alcuna relazione con l’ambiente operativo né con la preparazione dell’attività extraveicolare ed era del tutto indipendente dalle operazioni in corso a bordo.

L'amministratore della NASA Jared Isaacman riferì che l'evento medico era serio e che la decisione di anticipare il rientro della Crew-11 era stata condivisa sia dall'equipaggio della Crew-11 sia dai vari Centri di controllo missione. Aggiunse inoltre che non si sarebbe trattato di un atterraggio d'emergenza, poiché l'astronauta era in condizioni stabili, ma di un ritorno anticipato rispetto all'atterraggio inizialmente previsto per febbraio. Polk spiegò che dal momento dell'evento l'astronauta era costantemente monitorato dai medici a Terra e che, se necessario, sarebbero stati modificati i suoi compiti a bordo nei giorni rimanenti, pur non ritenendo probabili variazioni significative data la stabilità delle sue condizioni. La decisione di anticipare il rientro, osservò Isaacman, risultò relativamente semplice poiché l'equipaggio aveva quasi completato gli obiettivi principali della missione e in vista del ravvicinato lancio della Crew-12.

Nel periodo transitorio tra la partenza della Crew-11 e l'arrivo della Crew-12 previsto per metà febbraio 2026, l'unico astronauta del Segmento statunitense sarà Chris Williams; la NASA precisò che Williams era addestrato per gestire il segmento statunitense nella sua interezza e che già in passato diversi astronauti si erano occupati in autonomia del segmento, sebbene essa non fosse la condizione ideale. La presenza di un solo astronauta comporta infatti una riduzione delle attività scientifiche a bordo, dato che questo deve occuparsi da solo anche della manutenzione ordinaria e straordinaria dei sistemi del segmento statunitense. Gli altri due cosmonauti che rimarranno a bordo, Sergej Kud'-Sverčkov e Sergej Mikaev, dispongono di una conoscenza generale del segmento statunitense e sono in grado di assistere Williams per attività specifiche, con l'assistenza dei centri di controllo. Inoltre, Williams sarà l'unico astronauta a bordo addestrato alle attività extraveicolari con la tuta EMU e sulla configurazione esterna del segmento USOS, aumentando leggermente il rischio operativo complessivo, non essendo possibile effettuare un'EVA d'emergenza, se necessario. Detto ciò, l'EVA US 94 non riguardava un intervento critico per ISS ed è stato possibile rinviarla a dopo l'arrivo della Crew-12.

Il rientro anticipato della Crew-11 avviene inoltre in un periodo non nominale per la gestione degli equipaggi, vista la sospensione dei lanci Sojuz a causa dei danni alla rampa di lancio di Bajkonur avvenuti durante il lancio della Sojuz MS-28 nel novembre 2025. Fino al completamento delle riparazioni, che potrebbero richiedere ancora numerosi mesi, la ridondanza dei veicoli di lancio risulta ridotta e si fa totale affidamento sul sistema Falcon 9/Crew Dragon di SpaceX per il trasporto degli astronauti verso la ISS.

Cambio di comando Fincke – Kud'-Sverčkov Era previsto che l'astronauta Mike Fincke comandasse la ISS fino al suo ritorno sulla Terra alla conclusione della Crew-11 nel febbraio 2026; visto il rientro anticipato, il comando della ISS venne passato il 12 gennaio 2026 al cosmonauta Kud'-Sverčkov, l'unico astronauta a bordo con precedenti esperienze spaziali. L'effettivo cambio di comando avvenne il 15 gennaio 2026, al momento dell'undocking della Crew-11. Kud'-Sverčkov con gli altri due membri della Sojuz MS-28 furono gli unici abitanti della ISS per un mese, fino al 14 febbraio 2026, momento in cui arrivò la Crew-12.

Undocking e ammaraggio della SpaceX Crew-11 Il 14 gennaio 2026 la Crew Dragon Endeavour con l'equipaggio della Crew-11 effettuò l'undocking dal boccaporto zenith del modulo Harmony della ISS. A seguito dell'allontanamento dalla ISS, la navicella effettuò un volo di circa dieci ore, durante il quale vennero effettuate le manovre di deorbitazione in vista del rientro atmosferico. L'ammaraggio avvenne il giorno successivo a largo delle coste di San Diego, dove le squadre di recupero di SpaceX e della NASA si occuparono del recupero dell'equipaggio e del veicolo con l'ausilio della nave GO Navigator di SpaceX.

Lancio e docking della SpaceX Crew-12 Il 13 febbraio 2026 la navicella Crew Dragon Freedom per la missione SpaceX Crew-12 venne lanciata dal Complesso di lancio 40 della Cape Canaveral Space Force Station a bordo di un lanciatore Falcon 9. L'equipaggio era composto dalla comandante Jessica Meir, dal pilota Jack Hathaway e dagli specialisti di missione Sophie Adenot e Andrej Fedjaev. Dopo un viaggio autonomo di circa 34 ore verso la stazione, la Freedom effettuò un docking automatico al boccaporto zenith del modulo Harmony il giorno successivo. Dopo i controlli di tenuta, vennero aperti i portelli e l'equipaggio poté entrare sulla ISS alcune ore più tardi.

Undocking della SpaceX CRS-33 Il 26 febbraio 2026, dopo 185 giorni di missione, la navicella Cargo Dragon della missione SpaceX CRS-33 effettuò un undocking autonomamente dal boccaporto anteriore del modulo Harmony della Stazione spaziale internazionale, allontanandosi poi con una serie di accensioni dei propulsori. La inusuale durata della permanenza della Cargo Dragon, 185 giorni contro i circa 30 giorni tipici di una missione di rifornimento SpaceX, era dovuta alla necessità di testare il più possibile un modulo propulsivo sperimentale denominato boost kit installato nel trunk non pressurizzato della navicella. Basato sull'architettura del sistema propulsivo della Dragon ma operante in modo indipendente da esso, il kit era in grado di aumentare la velocità orbitale della stazione di circa 9 m/s, un impulso paragonabile a quello generato complessivamente da un veicolo cargo russo Progress e mezzo, normalmente impiegato per il mantenimento dell'orbita. Le prime dimostrazioni di reboost con la navicella Dragon iniziarono nel settembre 2025 e si conclusero a gennaio 2026, eseguendo in totale sei reboost. Il giorno successivo all'undocking la capsula effettuò l'ammaraggio al largo della costa della California riportando sulla Terra numerosi esperimenti scientifici e hardware della stazione. Alcuni degli esperimenti i cui campioni vennero riportati sulla Terra furono: Euro Material Ageing, Liquid Crystals, Stellar Stem Cells Mission 2, SpaceDuino e Moon Microscope.

Unberthing della HTV-X1 La prima parte della missione del nuovo veicolo cargo giapponese HTV-X1 si concluse nel marzo 2026 quando lasciò la ISS dopo tre mesi di missione. Il 5 marzo 2026 i controllori di volo a Terra manovrarono il braccio robotico Canadarm2 per effettuare l'unberthing della navicella dal boccaporto nadir del modulo Harmony e mettendola in posizione per il rilascio. Il comando del rilascio dal Canadarm2 venne inviato nel pomeriggio inoltrato del 6 marzo 2026 mentre l'astronauta Chris Williams monitorava i sistemi del veicolo durante le operazioni di allontanamento. Dopo la separazione, la HTV-X1 rimase in orbita per ulteriori tre mesi come piattaforma scientifica per esperimenti della JAXA, rientrando in atmosfera in modo distruttivo il 26 maggio 2026.

Unberthing della Cygnus NG-23 Il 12 marzo 2026 la navicella cargo Cygnus XL NG-23 "S.S. William C. McCool" venne separata dalla ISS con l'ausilio del Canadarm2, che allontanò il veicolo dal boccaporto nadir del modulo Unity, dove era rimasto agganciato per un totale di 167 giorni. L'astronauta ESA Sophie Adenot ne monitorò i sistemi durante le operazioni di partenza.

Circa a metà della missione, il 24 novembre 2025, la Cygnus NG-23 era stata temporaneamente sganciata dal modulo Unity e mantenuta dal Canadarm2 a breve distanza dalla stazione, per liberare il corridoio di avvicinamento utilizzato dalla navicella russa Sojuz MS-28 durante il suo docking al modulo Rassvet. Completato il docking della Sojuz, il 1º dicembre 2025 la Cygnus venne nuovamente agganciata alla stazione. In quell'occasione, per la prima volta, tutti gli otto boccaporti di attracco del segmento statunitense e russo della stazione risultarono occupati contemporaneamente, con la presenza delle navicelle Dragon 2 delle missioni SpaceX Crew-11 e SpaceX CRS-33, della statunitense Cygnus NG-23, della giapponese HTV-X1 e delle russe Sojuz MS-27, Sojuz MS-28, Progress MS-31 e Progress MS-32.

Dopo la separazione finale, la navicella effettuò la manovra di deorbitazione e rientro distruttivo in atmosfera il 14 marzo 2026.

Undocking della Progress MS-31 Il 16 marzo 2026 la navicella cargo russa Progress MS-31 effettuò l'undocking dal modulo Poisk del segmento orbitale russo, lasciando definitivamente la ISS. Una volta completate le manovre di allontanamento, la Progress effettuò l'accensione dei motori per la deorbitazione, avviando così la traiettoria di rientro verso la Terra. La maggior parte della navicella si disintegrò durante l'attraversamento degli strati più densi dell'atmosfera, mentre i resti caddero nell'area disabitata dell'Oceano Pacifico meridionale.

EVA 1 (US 94)