Biografia Probabilmente eletto tra il 1153 e il 1154, si ritiene che abbia retto pacificamente la diocesi fino al 1159, anno in cui si pensa che l'antipapa Vittore IV, spalleggiato da Federico Barbarossa, lo abbia esiliato dalla diocesi per la sua fedeltà a papa Alessandro IIIRavera, p. 167..
La prima prova dell'episcopato di Guglielmo - escludendo una bolla di papa Alessandro III datata 1161, rivelatasi però falsaSavio, p. 39. - è un atto in cui il vescovo, su preghiera di Guglielmo IV del Monferrato, cedeva l'8 febbraio 1164 all'abate di Fruttuaria la chiesa di Santa Maria di Gamondio. Il documento venne siglato a Genova probabilmente perché lì si trovò il vescovo in esilio, mentre ad Acqui amministrava la diocesi un certo Ugone come antivescovo.
La presenza dell'antivescovo è dimostrata da alcuni documenti presenti nell'archivio vescovile di Acqui Terme, nel quale si trova una pergamena riportante la cessione da parte di un certo Pietro Ramperge di un atto di proprietà al vescovo Ugone. Lo stesso Ramperge riemerge nuovamente nei documenti da un atto di investitura, sempre per lo stesso mulino, da parte stavolta di Guglielmo, rientrato in Acqui, nel 1164Ravera, p. 168..
Rientrato dall'esilio, probabilmente il vescovo resse la diocesi senza ulteriori problemi fino alla sua morte avvenuta, si pensa, tra il 1169 e il 1170Iozzi, p. 118..
Note
Bibliografia Pompeo Ravera, a cura di Giovanni Tasca, Vittorio Rapetti, I Vescovi della Chiesa di Acqui dalle origini al XX secolo, Acqui Terme, Editrice Impressioni Grafiche, 1997. Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte, Torino, 1898. Oliviero Iozzi, Piemonte sacro. Storia della Chiesa e dei Vescovi di Acqui, Acqui, 1880.
Categoria:Vescovi di Acqui