Biografia Discendente della famiglia Gisalberti di MombaruzzoRavera, p. 187.Iozzi, p. 146., fu abate dell'abbazia di San Quintino di Spigno, incarico che mantenne anche una volta eletto vescovo della diocesi di Acqui come si evince da alcuni atti in cui si firmava "vescovo-abate"; il titolo di abate venne mantenuto in modo che il vescovo potesse continuare a usufruire del beneficio dell'abbazia siccome la mensa vescovile di Acqui in quel periodo era particolarmente ridotta.
Probabilmente eletto verso fine 1240 a seguito della rinuncia di Giacomo di Castagnole, il primo documento a sua firma come vescovo eletto di Acqui è un atto di sottomissione da parte di un certo Opizzone di Orsara datato 18 settembre 1241Savio, p. 44..
Durante il suo episcopato, su richiesta della città, giunsero ad Acqui dal convento di Cairo i minori francescani, ai quali venne assegnata la chiesa di San Giovanni.
Con due documenti, il primo del 20 settembre 1248 e il secondo del 28 agosto 1249, intervenne in una controversia tra il capitolo e le monache cistercensi di Santa Maria de Predalibus a Morsasco, assegnando loro la chiesa a fronte di una compensazione economica annuale al vescovoRavera, p. 188..
L'ultimo atto di Guglielmo, l'assegnazione delle decime dei beni vescovili a Belmonte e Bruno al signore di Mombaruzzo, è datato 10 maggio 1251. Questo documento consente di collocare la sua morte nella prima metà dello stesso anno, dal momento che già nel giugno 1251 la diocesi risulta amministrata dal suo successore, Alberto.
Note
Bibliografia Pompeo Ravera, a cura di Giovanni Tasca, Vittorio Rapetti, I Vescovi della Chiesa di Acqui dalle origini al XX secolo, Acqui Terme, Editrice Impressioni Grafiche, 1997. Fedele Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte, Torino, 1898. Oliviero Iozzi, Piemonte sacro. Storia della Chiesa e dei Vescovi di Acqui, Acqui, 1880.
Gisalberti