Denominazione L'oratorio di Nostra Signora di (della) Misericordia fu edificato con la fondazione della Confraternita della Misericordia in Albenga. L'altare marmoreo è un progetto attribuito a Carlo Giuseppe Stella, nato a Lucinasco, nell'imperiese, specializzato in lavori marmorei che visse fra il 1600 e il 1700 e che lavorò anche nel genovesato, intervenne anche per la posa e le finiture Gaspare De Angelis.
Storia L'oratorio di Nostra Signora della Misericordia si trova nel centro storico di Albenga, tra le mura e la piazzetta dedicata a Giuseppe Fraudero, un sacerdote vissuto nel 1600. Presenta muri in pietra e malta di calce, intonacati solo sulla facciata est e nella parte alta di quella ovest.
Sopra la facciata vi è dipinta la Madonna della Misericordia, "titolare" (e protettrice) dell'oratorio e un portale in marmo risalente all'anno 1861. Il dipinto ha ispirato un'altra opera che si trova all'interno disegnata dal genovese Virgilio Grana (1833-1888), probabilmente ispirato da quella esterna, all'ingresso. Questo pittore ha lavorato anche ad Alassio, nella chiesa principale detta Collegiata di Sant'Ambrogio. Il campanile è del tipo campaniletto a vela (più piccolo di quello classico). Il pavimento è in marmo toscano bianco «di bardiglio», la pregiata pietra cristallina estratta dalle Alpi Apuane e il tetto è in legno con manto di abbadini (termine usato nel genovese per indicare le lastre). Si è provveduto a un adeguamento liturgico nel 1987 con lo spostamento di 90 cm. più avanti della pesante struttura marmorea della mensa, quella liturgicamente detta "θυσιαστήριον" (thusiastêrion) indicante la mensa sacra, la tavola del Signore (nutrimento), concetto riguardante l'altare e la trasformazione del pane (transustanziazioneÈ considerato per la fede cattolica il processo teologico centrale che si realizza nell'Eucaristia.).
Nel libro del 1820 «Saggio storico sull'antico ed attuale stato della città d'Albenga compilato da Giuseppe Cottalasso avvocato» viene citato l'oratorio a pag. 121, capitolo 16, quando "i membri dell'oratorio di Nostra Signora di Misericordia«Dopo le ore sette restò impedito l'ingresso a qualunque altra persona, meno alle Autorità Co- stituite. S. S. alzata da letto intese la Messa di Monsignor Bertaccioli celebrata nella Capella del Palazzo; poi passato un'altra volta sul Trono soddisfece la divozione degli astanti, che ammise tutti al bacio del piede. Alle ore otto si presentarono, e furono introdotte nel Palazzo le Autorità costituite, cioè il Signor Sotto-Prefetto, il Signor Maire co' suoi Signori Aggiunti, Segretaro, e Con- siglieri, per di nuovo accompagnare il Pontefice nella sua partenza, e lo trovarono infatti, che già veniva loro incon- tro per entrare nella Portantina, che era nella sala di detto Palazzo. Vi entrò, e sollevata di nuovo la portantina dal Signor Maire Signori Aggiunti, e Consiglieri, in mezzo alle guardie si diresse il cammino verso la Porta detta del Molino, da qui alla Chiesa di Nostra Signora del Ponte-Lungo, e così successivamente. Nanti detta Chiesa di Nostra Signora del Ponte-Lungo si staccarono dal seguito li Signori Maire, Aggiunti, e Se- gretario, e continuò il Sig. Sotto-Prefetto con alcuni Consiglieri. [...qui il testo prosegue...]:
Tutto il cammino da qui al Ceriale, da una parte, e dall'altra era coperto di Spettatori; e molti di questi tardi arrivati in Albenga, senza perciò aver potuto vedere la per- sona del S. P., senza arrestarsi s'incamminarono verso Loano, e Finale». si recano in visita a Papa Pio VII di passaggio ad Albenga durante il ritorno a Roma, nel 1814, dopo la prigionia da parte dei francesi).
Volgendo indietro "l'orologio" della storia di 563 anni, troviamo un altro pontefice di passaggio nella città ingauna: fu Innocenzo IVIl cardinale Sinibaldo Fieschi, originario di Genova, fu eletto papa il 25 giugno 1243 ad Anagni, prendendo il nome di Innocenzo IV dopo un lungo periodo di sede vacante. Cercò un accordo tra lo stato della Chiesa della sua epoca e Federico II, ma poi mise gli interessi della stessa al primo posto incrinando per sempre il buon rapporto iniziale con l'imperatore. Si trasferì a Genova e poi a Lione, dove convocò un primo concilio (1245), (il secondo sarà fatto dal successore) scomunicando Federico e dichiarandone la deposizione. Bandì una crociata contro di lui, che provocò guerre civili in Italia e Francia. Dopo la morte di Federico nel 1250, Innocenzo, nei suoi viaggi, tornò momentaneamente in Italia (ecco la tappa albenganese) ma continuò a combattere contro il figlio dell'imperatore deceduto, Corrado. nell'anno 1251, che tornando da Lione, ricevette un'accoglienza solenne. Per tale motivo, nel centro storico, si svolge a luglio il palio dei Quartieri per celebrare (al di là del folclore e l'avvenimento turistico-commerciale) l'importanza del legame tra il papato e la civis albenganese.
La festa della Madonna della Misericordia ad Albenga si tiene la prima domenica di settembre, con la Santa Messa in piazza San Michele, dove c'è la cattedrale, celebrata dal vescovo diocesano con la processione della statua della Vergine. L'evento è preceduto da un triduo di preghiera nell'Oratorio di N. S. di Misericordia.
Nell'oratorio si celebra, lungo l'anno, la messa prefestiva alle ore 20.00.
Struttura L'edificio è costituito da pietra e malta di calce, la parte intonacata si presenta solamente sulla facciata est e nella parte alta di quella ovest. Presenta una navata unica con volta a botte in mattoni e spazi divisi da lesene con capitelli.
Internamente vi sono state decorazioni preesistenti nelle varie epoche. La navata centrale ed unica è decorata con motivi floreali e medaglioni con scritte da citazioni bibliche. Questo oratorio è caratterizzato da avere il presbiterio (con altare marmoreo) in posizione rialzata rispetto al pavimento del piano dove si siedono i fedeli. All'ingresso, in controfacciata, vi sono le panche lignee ottocentesche che rivestono il coro e tutta la navata. A sinistra della navata vi è la nicchia che ospita la cassa della "Santissima Trinità", realizzata nel 1746 da Agostino Storace. Nello stesso altare è conservata la statua lignea del Cristo Morto (1724) attribuita se non a lui, alla scuola di Anton Maria Maragliano.
Cronistoria degli interventi 1679: primo restauro dell'intero bene dopo il 1558. 1679: trovati documenti verso il timpano della facciata con appunti di lavori importanti eseguiti in questo anno. 1719: eseguito il restauro della volta. Trovati contratti dell'epoca riguardanti i lavori eseguiti dall'esperto mastro Bagutti di Arazzo che esegue: «la volta a botte dell'oratorio e quella del coro a vela» 1835: restauro dell'intero bene. I nuovi restauri alla chiesa vengono celebrati con una scritta posta nella nicchia sul lato destro del presbiterio. 1987: Si provvede all'adeguamento liturgico della chiesa (altare). 1995: La confraternita promuove i lavori di "adeguamento ambientale" della sacrestia e del cortile interno dell'oratorio comprendenti il risanamento della sacrestia stessa e la costruzione di un porticato antistante. 1999: restauro del coro comprendente restauro la cassa dell'organo e dell'orchestra. 2001: restauro e rifacimento della copertura compresi i lavori di recupero (con restauro) dell'esterno della chiesa. 2005: restauro tetto e campanile con ulteriori interventi alla copertura (post-2001) e al campaniletto. 2011: restauro degli interni e facciata.
Note
Bibliografia «Saggio storico sull'antico ed attuale stato della città d'Albenga compilato da Giuseppe Cottalasso avvocato», Pubblicazione: 1820; Pagine: 260; Stamperia Delle Piane, strada Giulia 522, Genova. «Anton Maria Maragliano», autore: Daniele Sanguineti, Pubblicazione: 1998; Pagine: 215; Editore: Sagep (GE), ISBN 9788870587050, 8870587053 «Secoli cristiani della Liguria, ossia Storia della metropolitana di Genova, delle diocesi di Sarzana, di Brugnato, Savona, Noli, Albenga e Ventimiglia», scritti da Giovanni Battista Semeria, Volume 2; Pagine: 628; Pubblicazione: 1843; Editore: Tip. Chirio e Mina. (su Innocenzo IV in Liguria).
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