Amico personale dell'imperatore Guglielmo II di Germania e dell'arciduca ereditario Francesco Ferdinando d'Asburgo, nella sua epoca era considerato il vero tramite tra le due potenze della duplice alleanza. Risultò particolarmente influente nella politica dell'Impero tedesco e in alcune decisioni prese dal kaiser.
Biografia
Massimiliano Egon era figlio del principe Massimiliano Egon I di Fürstenberg (1822–1873), figlio a sua volta del principe Carlo Egon II di Fürstenberg, e di sua moglie, la contessa Leontine von Khevenhüller-Metsch (1843–1914). Nacque il 13 ottobre 1863 al castello di Lány, nell'allora Regno di Boemia, parte dell'Impero austriaco. Da bambino frequentò il liceo a Praga e studiò in seguito giurisprudenza presso le università di Bonn e Vienna. In questi anni della giovinezza, strinse un profondo legame col principe ereditario Guglielmo di Germania, amicizia che diventerà fondamentale quando Guglielmo diverrà imperatore.Casimir Bumiller (Hrsg.): Adel im Wandel. 200 Jahre Mediatisierung in Oberschwaben. Katalog zur Ausstellung in Sigmaringen vom 13. Mai bis 29. Oktober 2006. Thorbecke, Ostfildern 2006, ISBN 978-3-7995-0216-0, S. 250; Kösener Korpslisten 1910, 19, 585. Alla morte prematura del padre nel 1886, ne ereditò i possedimenti e i titoli e nel contempo divenne membro della Camera dei signori austriaca, dove si impegnò attivamente anche nella politica.Ernst Rutkowski: Briefe und Dokumente zur Geschichte der österreichisch-ungarischen Monarchie. Band 1: Der verfassungstreue Großgrundbesitz 1880–1899. Verlag Oldenbourg, München 1983, ISBN 3-486-51831-3, S. 27 ff. Nei primi anni '90 del XIX secolo, infatti, divenne membro del partito che radunava i grandi proprietari costituzionalisti dell'impero, di stampo liberal-centrista, divenendone uno dei rappresentanti più influenti.
Nel 1896, alla morte di suo cugino il principe Carlo Egon IV di Fürstenberg, che non aveva avuto eredi, Massimiliano Egon II divenne capo della casata principesca dei Fürstenberg, riunendo così nella sua persona il ramo austriaco e quello tedesco. Visse alternativamente al castello di Lány (attuale Repubblica Ceca), al castello di Heiligenberg, a Vienna e a Berlino dove pure possedeva dei palazzi. Per i suoi numerosi viaggi, fece sovente uso di una lussuosa carrozza da treno che veniva agganciata ai normali treni espressi, ma era dotata di tutti i più avanzati comfort dell'epoca. Nel 1906 assunse la presidenza del partito dei grandi proprietari costituzionalisti, ma raramente presenziò personalmente a Vienna, gestendo gran parte della propria esperienza politica attraverso una vastissima corrispondenza che teneva quotidianamente. Nel 1908, venne eletto vicepresidente della Camera dei signori austriaca.
Fürstenberg fu cavaliere onorario dell'Ordine di Malta, cavaliere dell'Ordine austriaco del Toson d'Oro e cavaliere dell'Ordine prussiano dell'Aquila Nera. Alla corte prussiana, ricoprì il grado onorario di Colonnello Maresciallo, che lo collocava al quarto posto (su 62) nei ranghi di corte, addirittura davanti a tutti i suoi pari. Divenne anche membro della Camera dei signori prussiana, oltre che della camera alta del Württemberg e del Baden. Grazie ai suoi vasti possedimenti, in particolare dopo l'eredità ricevuta dal cugino, fu uno degli aristocratici più ricchi dell'Impero tedesco della sua epoca.
Insieme al cugino principe Cristiano Kraft di Hohenlohe-Öhringen, fondò una società commerciale (chiamata "Fürstentrust") che però crollò rovinosamente nel 1913 e portando ad una crisi bancaria generale.Elisabeth Fehrenbach (Hrsg.): Adel und Bürgertum in Deutschland 1770–1848. Verlag Oldenbourg, München 1994, ISBN 3-486-56027-1, S. 149. La società venne liquidata dalla Deutsche Bank sotto la guida di Arthur von Gwinner a seguito dell'intervento personale di Guglielmo II.Stephan Malinowski: Vom König zum Führer. Akademie-Verlag Berlin 2001, ISBN 3-05-004070-X, S. 142. Tuttavia il principe di Fürstenberg, la cui fortuna era stimata tra i 300 e i 400 milioni di marchi prima del crollo e che nell'operazione ne perse solo 18, riuscì a sopravvivere alla vicenda relativamente indenne, a differenza del suo socio in affari Cristiano Kraft (la cui fortuna si assestava attorno ai 200 milioni di marchi), che fu costretto a vendere grandi proprietà e si considerava "rovinato". Data l'amicizia personale con l'imperatore, Guglielmo II ritenne il principe di Hohenlohe-Öhringen quale unico responsabile della catastrofe finanziaria, salvando clamorosamente ad ogni occasione Massimiliano Egon.Karina Urbach: Hitlers heimliche Helfer. Der Adel im Dienst der Macht. Theiss, Darmstadt 2016, ISBN 978-3-8062-3383-4, S. 65.
Il legame personale tra il principe di Fürstenberg e l'imperatore, portò quest'ultimo a soggiornare presso il castello dei Fürstenberg a Donaueschingen 14 volte durante il suo regno, per prendere parte a battute di caccia organizzate e programmate personalmente dal principe Massimiliano Egon. Von Fürstenberg aveva inoltre ottimi rapporti anche con l'arciduca ereditario Francesco Ferdinando d'Asburgo, motivo per cui fu definito da diversi storici come un vero e proprio collegamento vivente tra le potenze alleate di Austria-Ungheria e Germania. Secondo la storica tedesco-britannica Karina Urbach, in realtà, il ruolo di Massimiliano Egon di Fürstenberg nella politica internazionale prebellica è ancora oggi troppo sottovalutato, dal momento che il suo operato "dietro le quinte" ebbe certamente un impatto decisivo nel rovesciare quello che all'epoca si presentava come il suo acerrimo nemico nell'ambito politico, il principe von Bülow, dal suo ruolo di cancelliere dell'impero tedesco.Karina Urbach: Hitlers heimliche Helfer. Der Adel im Dienst der Macht. Theiss, Darmstadt 2016, ISBN 978-3-8062-3383-4, S. 55. Certamente Massimiliano Egon di Fürstenberg ebbe un ruolo decisivo anche nella scelta dei ministri degli esteri tedeschi della sua epoca e sulla firma della duplice alleanza nel periodo precedente la crisi di luglio.
Durante la prima guerra mondiale, Fürstenberg prestò servizio sia nell'esercito tedesco che nell'esercito imperiale austriaco col grado di maggiore generale (promosso bilateralmente il 4 aprile 1918).
Dopo la fine grande guerra vendette molti dei suoi possedimenti nella neonata Cecoslovacchia e si concentrò nell'amministrazione delle sue proprietà terriere in Germania. A Donaueschingen fondò nel 1921 il Donaueschinger Musiktage, un concorso musicale ancora oggi attivo dove parteciparono nel tempo personaggi del calibro di Béla Bartók, Paul Hindemith, Arnold Schönberg, Anton Webern e Alban Berg, presentando le prime di diverse loro opere. Sostenne lVerein für Geschichte des Bodensees und seiner Umgebung (associazione per la storia del lago di Costanza e suoi dintorni) della quale divenne membro onorario nel 1934.Harald Derschka: Der Verein für Geschichte des Bodensees und seiner Umgebung. Ein Rückblick auf einhundertfünfzig Jahre Vereinsgeschichte 1868–2018. In: Schriften des Vereins für Geschichte des Bodensees und seiner Umgebung, 136, 2018, S. 1–303, hier: S. 112.
Durante gli anni della Repubblica di Weimar, il principe di Fürstenberg continuò ad interessarsi di politica e si dimostrò particolarmente vicino allo partito Stahlhelm. Dopo la presa del potere da parte dei nazisti, fu coinvolto nel trasferimento delle organizzazioni dello Stahlhelm nelle SA e in altre sezioni del partito nazista come parte dell'"autoallineamento" dello Stahlhelm sotto la guida di Franz Seldte. Dopo un incontro con Hitler nel novembre 1933, espresse così il suo entusiasmo: "È stato meraviglioso poter stare faccia a faccia con questo uomo straordinariamente grande". Fürstenberg si unì al Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori a metà del 1933 e fu nominato Standartenführer delle SA nel 1938.Stephan Malinowski, Sven Reichardt: Die Reihen fest geschlossen? Adelige im Führerkorps der SA bis 1934. In: Eckart Conze, Monika Wienfort: Adel und Moderne. Böhlau, Wien/Köln/Weimar 2004, ISBN 3-412-18603-1, S. 119–150, hier: S. 136 f.
Morì al castello di Heiligenberg presso Bodensee nel 1941.
Matrimonio e figli
Il principe Massimiliano Egon II di Fürstenberg sposò la contessa Irma von Schönborn-Buchheim (1867–1948), una delle bellezze più note alla corte viennese.Fürstin Nora Fugger: Im Glanz der Kaiserzeit. Amalthea, Wien 1932, Neuauflage Meistersprung Verlag 2016, S. 101. Dal loro matrimonio nacquero cinque figli:
Carlo Egon V di Fürstenberg (1891–1973) Léontine di Fürstenberg (1892–1979) Anna di Fürstenberg (1894–1928), sposò il principe Franz Eduard di Khevenhüller-Metsch (1889–1977) Massimiliano Egon zu Fürstenberg (1896–1959) Friedrich Eduard zu Fürstenberg (1898–1916)
Ascendenza
Onorificenze
Note
Bibliografia Isabel Hull: The Entourage of Kaiser Wilhelm II. 1888–1918. Cambridge University Press, Cambridge 1982, ISBN 0-521-53321-X, S. 146–157. Frank Raberg: Biographisches Handbuch der württembergischen Landtagsabgeordneten 1815–1933. Im Auftrag der Kommission für geschichtliche Landeskunde in Baden-Württemberg. Kohlhammer, Stuttgart 2001, ISBN 3-17-016604-2, S. 231–232. Stephan Malinowski: Vom König zum Führer. Deutscher Adel und Nationalsozialismus. Fischer Taschenbuch Verlag, 3. Auflage, Berlin 2010, ISBN 978-3-596-16365-6, S. 581–583. Karina Urbach: Hitlers heimliche Helfer. Der Adel im Dienst der Macht. Theiss, Darmstadt 2016, ISBN 978-3-8062-3383-4, S. 51–82. Christian Bommarius: Der Fürstentrust. Kaiser, Adel, Spekulanten. Berenberg Verlag, Berlin 2017, ISBN 978-3-946334-14-9. Heinrich Fürst zu Fürstenberg, Andreas Wilts (Hrsg.): Max Egon II. zu Fürstenberg – Fürst, Soldat, Mäzen. Jan Thorbecke Verlag, Ostfildern 2019, ISBN 978-3-7995-1369-2.
Altri progetti
Categoria:Fürstenberg