Il campo di concentramento di Leitmeritz, il più grande sottocampo di Flossenbürg, fu istituito a Leitmeritz nel Reichsgau Sudetenland il 24 marzo 1944 nell'ambito di un'iniziativa volta a delocalizzare e incrementare la produzione bellica.

I prigionieri furono costretti a lavorare ai progetti Richard I e Richard II, producendo motori per carri armati Maybach HL230 per l'Auto Union (oggi Audi) e preparando un secondo sito per la produzione di filo di tungsteno, molibdeno e lamiera che sarebbe stata avviata dalla Osram. Dei detenuti transitati nel campo, circa morirono a causa di malattie, malnutrizione e incidenti. Nelle ultime settimane di guerra il campo divenne un centro di transito per le marce della morte e operò fino all'8 maggio 1945, giorno della resa tedesca.

Istituzione

Il campo fu istituito con un primo trasporto di 500 uomini arrivati dal campo di concentramento di Dachau alla vicina Piccola Fortezza di Theresienstadt il 24 o il 25 marzo 1944. A causa della mancanza di alloggi sul luogo di lavoro, fino a giugno rimasero alla Piccola Fortezza (temporaneamente un sottocampo di Flossenbürg), che distava 7 chilometri dal campo di Leitmeritz, dove dal 27 marzo si recavano ogni giorno a lavorare. All'inizio di aprile c'erano anche 740 lavoratori civili, per lo più qualificati; 100 prigionieri furono rimandati a Dachau.

Il sito si trovava nel Reichsgau Sudetenland, una regione cecoslovacca annessa alla Germania nel 1938 in seguito alla conferenza di Monaco e fu situato a ovest del centro di Leitmeritz, a 5 chilometri dal ghetto di Theresienstadt nel Protettorato di Boemia e Moravia. Leitmeritz fu uno dei più estesi sottocampi nei Sudeti e il maggiore sottocampo del campo di Flossenbürg. La sua posizione geografica favorì la produzione di armamenti, in quanto non era facilmente raggiungibile dai bombardieri alleati. Il campo fu noto anche come SS Kommando B 5, Außenkommando Leitmeritz e Arbeitslager Leitmeritz.

Durante l'ultimo anno di guerra la popolazione dei prigionieri nei campi di concentramento raggiunse il suo picco. Le SS impiegarono centinaia di migliaia di prigionieri in progetti di lavoro forzato per lo sforzo bellico. Molte fabbriche erano state bombardate dagli Alleati, il che portò alla decisione di delocalizzare la produzione. Nel 1943 la Auto Union di Chemnitz-Siegmar ricevette l'ordine di produrre motori Maybach HL230 per carri armati, molto richiesti sul fronte orientale. Verso la fine del 1943 Hermann Göring, capo del Piano quadriennale per la produzione bellica (che prevedeva lavori forzati di massa), stava pianificando di spostare la produzione dei Maybach dallo stabilimento di Chemnitz a una fabbrica sotterranea sotto il monte Radobýl, a ovest della città di Leitmeritz (l'odierna Litoměřice in Repubblica Ceca). Sebbene esistesse già una cava, l'impianto dovette essere ampliato in vista della linea di produzione e assemblaggio.

Lavoro forzato Nel maggio 1944 fu istituito lo SS-Führungsstab B 5 (stato maggiore delle SS), diretto da Hans Kammler, per supervisionare i progetti di lavoro forzato a Leitmeritz. Le aziende coinvolte, Auto Union e Osram, collaborarono sia con lo SS-Führungsstab B 5 che con il Ministero degli armamenti e della produzione bellica del Reich. La Mineral-Öl – Baugesellschaft mbH, una società di comodo delle SS creata per subappaltare i lavori di costruzione, assunse numerose imprese in Germania, nei Sudeti e nel Protettorato per vari compiti legati al campo.

Le SS e le aziende erano in continuo conflitto: l'obiettivo delle SS di terrorizzare e annientare i prigionieri attraverso il lavoro forzato era incompatibile con l'obiettivo delle aziende di garantire la massima produzione possibile. Che lavorassero nel campo o nei sotterranei, ai prigionieri non venivano fornite attrezzature adeguate, e non venivano rispettate nemmeno le più basilari misure di sicurezza. Numerosi prigionieri morirono in incidenti dovuti a queste condizioni di lavoro deliberatamente omicide: i tunnel crollavano quasi ogni giorno; nel maggio 1944, 60 prigionieri persero la vita in un singolo incidente.

Progetto Richard I

Il costo stimato per avviare la produzione Maybach a Leitmeritz fu di 10-20 milioni di Reichsmark. All'inizio di aprile 1944 le SS programmarono la produzione dei motori entro luglio, con l'impiego di prigionieri, ma poi si ritirarono dal progetto, forse per non assumersi la responsabilità di un'impresa rischiosa. Il controllo passò all'Amt des Generalbevollmächtigten für Regelung der Bauwirtschaft (GB-Bau, "Ufficio del rappresentante generale per la regolamentazione dell'industria edile"), parte del Ministero degli armamenti e della produzione bellica del Reich. Dopo che nella notte tra il 27 e il 28 aprile la Royal Air Force bombardò lo stabilimento Maybach di Friedrichshafen, il 30 aprile Hitler ordinò di accelerare la delocalizzazione a Leitmeritz. All'inizio di maggio le SS ripresero in mano il progetto.

L'11 settembre 1944 fu bombardato lo stabilimento Auto Union di Chemnitz-Siegmar. Tra il 25 settembre e il 30 ottobre le due linee di produzione di componenti più importanti (testate e basamenti) furono trasferite nella fabbrica sotterranea di Leitmeritz, per un totale di 180 macchine. Il 3 novembre iniziarono a produrre motori Maybach HL230 completi; il primo fu ultimato il 14 novembre. Le linee erano gestite da prigionieri qualificati selezionati, il cui distaccamento era noto come Elsabe AG. La scarsa circolazione dell'aria nella fabbrica sotterranea esacerbò le malattie e l'esaurimento di molti detenuti; causava anche l'arrugginimento dei macchinari e comprometteva la qualità di prodotti finiti. A febbraio il comando si adoperò per migliorare le condizioni dei prigionieri di Elsabe per ridurre la mortalità. Furono alloggiati separatamente in un magazzino con bagni e ricevettero razioni migliori, furono esentati da molti appelli. La produzione al Richard I continuò fino al 5 maggio 1945.

Progetto Richard II Il 15 maggio 1944 il Ministero degli armamenti e della produzione bellica decise di utilizzare Leitmeritz per espandere la produzione di filo di tungsteno, molibdeno e lamiera della fabbrica Osram di Berlino. Il progetto necessitava di mq di superficie sotterranea, oltre a 300 lavoratori civili e 600 prigionieri. La società di Amburgo Robert Kieserling fu incaricata della realizzazione di tale spazio. Il nome in codice della Osram a Leitmeritz fu Kalkspat KG; si occupava dei macchinari, dell'energia, delle strade di accesso e degli alloggi per i lavoratori civili. La produzione avrebbe dovuto iniziare entro la fine del 1944, ma non ebbe mai luogo poiché i dirigenti della Osram riconobbero che la situazione bellica era disperata.

Comandanti Il primo comandante, lo SS-Hauptscharführer Schreiber, giunse con 10 uomini delle SS di scorta. Nel giro di pochi mesi gli subentrò lo SS-Hauptscharführer Erich von Berg. Il terzo comandante, lo SS-Obersturmführer Völkner, tentò di migliorare le condizioni dei prigionieri, ma a novembre fu sostituito dallo SS-Hauptsturmführer Heiling, noto per la sua brutalità tra i leader delle SS. Dal febbraio 1945 il comandante fu lo SS-Untersturmführer Benno Brückner. Lo Schutzhaftlagerführer del campo aveva il massimo controllo sulle condizioni dei detenuti. Tutti e tre i titolari di questa posizione, lo SS-Hauptscharführer Willi Czibulka nel 1944, Kurt Panicke fino al marzo 1945 e lo SS-Oberscharführer Karl Opitz, si fecero ricordare per la loro crudeltà arbitraria.

La supervisione dei prigionieri nelle baracche spettava ai capi blocco, mentre il Dipartimento delle operazioni di lavoro (comandato dallo SS-Unterscharführer Tilling e in seguito dallo SS-Unterscharführer Piasek) sovrintendeva all'impiego della manodopera. Il Dipartimento politico fu guidato prima dallo SS-Rottenführer Willi Bacher e poi dallo SS-Rottenführer Hans Rührmeyer. Lo SS-Unterscharführer Hans Kohn inizialmente comandava il dipartimento di approvvigionamento; nel 1945 fu posto a capo della cucina dei detenuti. Gli succedettero lo SS-Oberscharführer Günter Schmidt e lo SS-Scharführer Eduard Schwarz. Esisteva un comando separato per lo SS-Führungsstab B 5, guidato inizialmente dallo SS-Obersturmführer Werner Meyer e, dal novembre 1944, dallo SS-Sturmbannführer Alfons Kraft.

All'inizio il campo veniva sorvegliato da 30 guardie della Luftwaffe, che facevano capo al comando dello stato maggiore dei caccia a Nordhausen. Il primo comandante della guardia fu Emanuel Fritz, un ex procuratore di Vienna, sostituito dall'Hauptmann Jelinek a metà del 1944 e dallo SS-Oberscharführer Edmund Johann a novembre. Con l'espansione del campo, il numero di guardie della Luftwaffe aumentò fino a 300, distaccate da Vienna, Lipsia e Buchenwald. Le guardie che sparavano a un prigioniero venivano ricompensate con un congedo e un encomio.

Prigionieri Nell'agosto del 1944 i prigionieri erano più di , a novembre aumentarono a . Nell'aprile del 1945 la popolazione raggiunse il picco di unità, quasi pari a quella del campo principale di Flossenbürg. Si stima che nel campo siano trasitate circa persone. La maggior parte proveniva da Flossenbürg (); un gran numero giunse da Gross-Rosen (), Birkenau () e Dachau (). Tra marzo e aprile 1945, a causa dell'avanzata degli eserciti alleati, persone furono deportate a Leitmeritz da vari sottocampi di Flossenbürg e 800 dai sottocampi di Buchenwald. Inizialmente campo maschile, tra febbraio e aprile 1945 Leitmeritz ospitò anche 770 donne, impiegate per la Osram. Un numero insolitamente elevato di prigionieri, - , erano ebrei, la maggior parte dei quali proveniva dalla Polonia; i primi arrivarono il 9 agosto 1944. Per paese di origine, i gruppi più numerosi erano polacchi (quasi ), sovietici (), tedeschi (950), ungheresi (850), francesi (800), jugoslavi (più di 600) e cechi (più di 500).

+Trasporti dei prigionieri verso Leitmeritz, 1944-1945Data di arrivoLuogo di partenzaNumero di deportatiNote24 marzoDachau50031 giugnoGross-Rosen25 luglioDachau400Inclusi molti partigiani sloveni9 agostoFlossenbürgEbrei polacchi4 settembreFlossenbürgPolacchi17 settembreBirkenauPrigionieri della rivolta di Varsavia18 ottobreFlossenbürg30028 ottobreBirkenau500Prigionieri della rivolta di Varsavia25 novembreFlossenbürg248Nel progetto Richard I8 dicembreFlossenbürg452Nel progetto Richard I6 gennaioKaufering835Ebrei27 gennaioDachau20614 febbraioGross-RosenEvacuazione del campo; 68 prigionieri morirono durante il trasporto.23 febbraioKönigstein5652 aprileZwickau4166 aprileRavensbrück300Donne9 aprileBuchenwald14 aprileDresden20016 aprileChemnitz370Donne20 aprileGröditz325

Condizioni di vita

Il campo era situato in un'ex base dell'esercito cecoslovacco. Le guardie e gli amministratori delle SS, insieme ai lavoratori civili, vivevano negli alloggi dei soldati, mentre i prigionieri erano confinati nelle ex scuderie, nel maneggio coperto e nel deposito. L'area era circondata da una doppia recinzione di filo spinato e sette torri di guardia. A metà del 1944 i prigionieri ristrutturarono gli edifici per accogliere altri detenuti. La cucina fu allestita nel giugno 1944, l'infermeria a settembre. Ulteriori baracche furono edificate durante l'inverno 1944-1945 per far fronte all'aumento dei reclusi. Entro l'aprile 1945 furono costruite altre sette baracche per i prigionieri e ne furono pianificate altre due. La capacità prevista era di uomini, che era già stata superata, e donne nel campo femminile separato.