L'oratorio di San Lorenzo, meglio noto come oratorio dell'Assunta,. è un luogo di culto cattolico dalle forme neoclassiche situato in piazza Antonio Gramsci a Sala Baganza, in provincia e diocesi di Parma, in adiacenza alla Rocca Sanvitale.
Storia Il luogo di culto originario fu edificato in epoca medievale; la più antica testimonianza della sua esistenza risale al 1230, quando la capelle Sancti Laurencii fu menzionata nel Capitulum seu Rotulus Decimarum della diocesi di Parma tra le dipendenze della pieve di Collecchio.
Dopo il 1477, durante i lavori di trasformazione dell'antica torre di San Lorenzo nell'ampia Rocca Sanvitale per volere del conte di Sala Giberto III, l'oratorio fu ricostruito all'interno del maniero..
Nel 1600 il luogo di culto fu sconsacrato e nel 1612 la rocca fu confiscata dal duca di Parma Ranuccio I Farnese, dopo la condanna a morte del conte Girolamo e della madre Barbara Sanseverino, insieme a numerosi altri nobili, con l'accusa di aver partecipato alla presunta congiura dei feudatari ai danni del sovrano...
Nel 1793 il duca Ferdinando di Borbone si rivolse a un architetto rimasto ignoto, secondo gli storici individuabile in Pietro Cugini, Louis-Auguste Feneulle o Donnino Ferrari, incaricandolo della progettazione di un nuovo oratorio da erigere sul margine nord-occidentale del castello, a pochi metri di distanza dall'antica cappella ma affacciato direttamente sulla piazza; i lavori, avviati l'anno seguente, si protrassero per oltre un anno e, al termine delle opere, il 23 agosto 1795 l'edificio fu solennemente consacrato dal vescovo di Parma Adeodato Turchi....
Nel 1804, dopo la conquista francese del ducato di Parma e Piacenza e la morte di Ferdinando, la rocca fu donata da Napoleone al tenente pinerolese Michele Varron, già combattente nell'esercito francese, in rimborso dei danni subiti... Il 31 luglio 1821, in seguito alla diffusione della notizia della scomparsa dell'Imperatore dei francesi, nell'oratorio fu celebrata una messa di commemorazione per volere del proprietario e della duchessa Maria Luigia, vedova di Napoleone, cui parteciparono anche vari dignitari della Corte ducale. Due anni dopo il Varron fece sostituire la pala sull'altare maggiore, dedicato all'Assunta, con un olio raffigurante San Napoleone Martire, eseguito da Francesco Scaramuzza.
Nel 1888 gli eredi Varron alienarono il castello al marchese genovese Giovanni Battista Carrega, principe di Lucedio, già proprietario col fratello Andrea del vicino Casino dei Boschi; alla sua morte nel 1897, la proprietà passò ad Andrea, indi a suo figlio Franco, che nel 1920 la rivendette all'imprenditore Remigio Magnani.. In seguito la rocca passò alla famiglia Romani, che nel 1987 alienò l'intera porzione nord-occidentale al Comune di Sala Baganza; negli anni seguenti furono avviati i lavori di restauro, che interessarono anche l'oratorio, fino all'apertura al pubblico nel 2003.
Descrizione
L'oratorio si sviluppa su una pianta a navata unica, con ingresso a nord e presbiterio absidato a sud.
La simmetrica facciata a capanna, interamente intonacata, è delimitata da due lesene alle estremità; al centro è collocato l'ampio portale d'ingresso, delimitato da una cornice in cotto e coronato da un frontone curvilineo; più in alto, si allunga orizzontalmente una fascia marcapiano, sormontata nel mezzo da una finestra inquadrata da una cornice; a coronamento del prospetto si staglia un frontone triangolare con cornice in aggetto, sulla cui sommità si erge una croce metallica.
All'interno la navata, coperta da una volta a botte, è scandita lateralmente da una serie di lesene ioniche, a sostegno del cornicione perimetrale modanato in sommità; su ogni fianco si aprono due tribune ad arco a tutto sesto, chiuse da balaustre rette da piccole mensole realizzate probabilmente dall'intagliatore Michel Poncet.. La controfacciata conserva incastonata una targa commemorativa della messa in suffragio di Napoleone del 1821, commissionata da Michele Varron. Sulla parete destra è collocato il monumento funebre di Paolina Varron, realizzato intorno al 1849.
Il presbiterio, lievemente sopraelevato, è preceduto da una balaustra in marmo, scolpita probabilmente da Domenico Della Meschina. L'ambiente ospita nel mezzo l'altare maggiore marmoreo a mensa, retto da coppie di colonnine, tra le quali è collocata un'urna contenente le reliquie di santa Clementina; superiormente, di fronte alla predella in marmi policromi, trova spazio il tabernacolo cilindrico coperto da una cupola; l'intera opera neoclassica fu forse realizzata dal Della Meschina alla fine del XVIII secolo, su probabile disegno dello stesso architetto che progettò l'oratorio.
Sul fondo l'abside, coperta dal catino emisferico affrescato, accoglie una monumentale ancona neoclassica in legno dipinto a finto marmo, delimitata da due colonne ioniche a sostegno del frontone semicircolare di coronamento; la scultura fu eseguita nel 1794 dal falegname Giovanni Francesco Drugman e dagli intagliatori Ignazio Marchetti e, forse, Michel Poncet, su progetto del medesimo architetto della chiesa..
Note
Bibliografia
Voci correlate Rocca Sanvitale (Sala Baganza) San Vitale Baganza Diocesi di Parma
Altri progetti
Lorenzo Lorenzo Sala Baganza Categoria:Architetture neoclassiche della provincia di Parma Sala Baganza Categoria:Chiese neoclassiche dell'Emilia-Romagna