Il parco archeologico e botanico di Solutré () è un sito archeologico e giardino botanico di proprietà del dipartimento della Saona e Loira, gestito dal Museo dipartimentale della Preistoria, a Solutré-Pouilly (Borgogna meridionale).

Storia

Il parco custodisce uno dei siti archeologici più ricchi della Preistoria europea: un territorio di caccia utilizzato per oltre anni durante il Paleolitico superiore. Qui i cacciatori si radunavano per catturare e macellare prede come cavalli e renne, accumulando nel tempo una grande quantità di resti faunistici.

Gli utensili in selce ritrovati sul sito hanno dato origine alla definizione di "stile solutreano", una cultura litica caratteristica di questo periodo.

Questo sito fu oggetto di scavi per la prima volta nel 1866 e classificato Monumento storico nel 1942.

Nel 1967 l'area fu acquisita dallo Stato. Successivamente, nel 1989, il Servizio regionale dell'archeologia della Borgogna affidò a uno studio di architettura e urbanistica un progetto di valorizzazione del sito, che fu approvato dalla Commissione superiore dei Monumenti storici.

Nel 1993, la Direzione del Patrimonio approvò il principio di affidare la realizzazione al Consiglio generale della Saona e Loira, con il supporto della Direzione dei musei di Francia. Grazie a una convenzione tra Stato e dipartimento fu possibile stanziare il budget necessario per l'intervento.

Nel 1998, il progetto architettonico dello studio Frénak e Mosbach fu presentato e approvato dalla Commissione dipartimentale dei siti. L'intervento era finalizzato a valorizzare il sito attraverso un percorso educativo e rispettoso dell'integrità del deposito archeologico.

Il parco venne infine aperto al pubblico nel 2006.

Il parco è dotato di un sentiero segnalato attraverso i terreni di caccia, con otto aree informative che descrivono l'ambiente naturale, le specie vegetali e i risultati degli scavi archeologici aggiornati. Descrive la geologia, gli animali preistorici, le tecniche di caccia e il paesaggio, il sito del ritrovamento dei resti e degli scavi iniziali, nonché degli scavi contemporanei.

Il progetto è stato concepito per rispettare l'integrità del suolo, elemento archeologicamente più prezioso: i percorsi sono stati progettati per evitare danni al sito e permettere eventuali riprese degli scavi in qualsiasi punto. Lungo il tracciato sono previste anche aree di sosta per il pubblico. Inoltre, una segnaletica botanica consente di riconoscere le principali specie vegetali tipiche del sito.

Collezioni botaniche

Molti degli alberi, arbusti e piante regionali sono etichettati, tra cui:

Acer campestre, Fraxinus excelsior, Juglans regia, Prunus mahaleb, Pyrus communis, Quercus pubescens e Robinia pseudoacacia; Cornus sanguinea, Hippocrepis emerus, Ligustrum vulgare, Prunus spinosa, Ribes uva-crispa, Rosa canina e Sambucus nigra; Orchis anthropophora, Campanula rotundifolia, Clematis vitalba, Crataegus monogyna, Fragaria vesca, Geranium dissectum, Geranium molle, Geranium robertianum, Helleborus foetidus, Himantoglossum hircinum, Hypericum perforatum, Rubia peregrina, Rumex scutatus, Sanguisorba minor, Saponaria officinalis, Seseli montanum, Sedum album, Sedum reflexum e Verbascum thapsus.

Note

Bibliografia

Categoria:Arboreti Categoria:Siti archeologici della Borgogna-Franca Contea