Il Museo della Villa dei Mosaici di Spello è un museo fondato nel 2018 su un sito archeologico nel quale i ricercatori hanno rinvenuto nel 2005 una villa romana di epoca tardo-imperiale contente mosaici quasi perfettamente conservati.
La struttura museale è moderna ed è situata nel quartiere di Sant'Anna, poco fuori dal centro storico del paese umbro.
Storia Nel 2005, il comune di Spello diede inizio ai lavori per la costruzione di un grande parcheggio in zona Sant'Anna, il quartiere moderno del paese antistante alla Porta Consolare. Quando, durante il mese di luglio di quell'anno, i lavori iniziarono, le escavatrici portarono quasi subito alla luce i resti di alcuni mosaici ben conservati. Bloccate le operazioni di scavo, vennero contattati diversi enti, tra cui il Ministero della cultura, la Regione, la Soprintendenza Archeologia e il comune di Spello. Insieme, tali istituzioni finanziarono un team di archeologi che per più di 10 anni lavorò sul sito, facendo rinvenire ulteriori mosaici e la struttura di una grande villa romana di età tardo-imperiale.
In effetti, gli studiosi iniziarono a interrogarsi sulla villa romana, data la sua grandezza e la portata del ritrovamento di così tanti mosaici quasi perfettamente conservati. La grande maestria che fu impiegata per la realizzazione di tali mosaici è stato ipotizzata essere opera di artigiani provenienti dalla capitale dell'impero, assodati probabilmente da un ricco abitante di Hispellum. Infatti, per quanto gli storici abbiano cercato l'identità di chi abbia fatto costruire tale villa, essa rimane ignota. Probabilmente, tuttavia, si è ipotizzato si trattasse di un ricchissimo viticoltore, che, forse tramite il commercio dei suoi prodotti, è riuscito a far fortuna. Questo lo si può dedurre dal mosaico situato al centro della stanza principale dell'abitazione, uno dei maggiormente conservati, che ritrae la mescita del vino. Tuttavia, l'identificazione del proprietario o della sua famiglia è resa ulteriormente difficile dalla sovrapposizione di periodo di costruzione molto distanti nel tempo. Invero, il nucleo centrale della villa risale all'età augustea (27 a.C.-14 d.C.), mentre il resto delle stanze risultano essere state costruite tra il II e gli inizi del III secolo d.C.
Nel 2018, fu aperto il Museo della Villa dei Mosaici, situato all'interno di una struttura contemporanea progettata dall'architetto Alfio Barabani il cui obbiettivo è quello di confondersi nel paesaggio spellano.
Il museo Il museo si sviluppa sopra i circa 500 mq della villa permettendo al visitatore di osservare i mosaici camminando sopra di essi, senza tuttavia entrarvi direttamente in contatto. All'interno della villa sono stati rinvenuti 20 spazi distinti, di cui 10 presentano una struttura mosaicale policroma ancora ben conservata. Tra i principali ambienti ritroviamo infatti:
Il Triclinio: stanza principale all'interno di una domus romana, essa era il luogo nel quale avvenivano i banchetti. La scena mosaicale è infatti incentrata sulla figura del dio Bacco, attorno al quale sono presenti animali selvatici (cervi, cinghiali, anatre, etc.), animali mitologici (come le tigri marine) e figure umane che tengono nelle mani falci e spighe di grano. Al centro di questa stanza è collocato un mosaico che ritrae uno schiavo compiere la mescita del vino. La Stanza del mosaico geometrico: essa era probabilmente la camera da letto del proprietario della villa e deve il suo nome ai mosaici presenti al suo interno, detti in gergo tecnico a "croce di quattro squadre". Questi mosaici ritraggono infatti motivi geometrici semplici e altamente cromatici. Di questa stanza, si sono conservate anche piccole porzioni delle pareti che la circondavano, rilevando una pittura parietale che ritraeva, molto probabilmente, soggetti mitologici legati al mondo marino. Il Peristilio: esso era il portico che circondava il cortile interno della villa romana, permettendo all'acqua piovana di essere raccolta nell'impluvium. La stanza presenta una pavimentazione geometrica a tessere monocrome estremamente ben conservata.
All'interno del museo è presente una presentazione di un video 3D che ritrae la ricostruzione su come, si pensa, fosse la domus romana durante il suo massimo splendore e una sala ricreativa.
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