Biografia Bartolomeo Polito, noto anche come Poli, De Poli, Politi o con la latinizzazione Politus, fu un pittore attivo nella seconda metà del Trecento nella Repubblica di Venezia. Le fonti su di lui sono scarse e frammentarie, e persino il suo cognome è ancora oggetto di dibattito . Alcuni documenti notarili lo citano come Bartolomeo Saverio Polito-Poli, mentre altri lo confondono con artisti coevi di nomi simili.

Si formò probabilmente nell’ambiente artistico veneziano, dove fu allievo di Cristoforo Cortese, uno dei più importanti illuminatori del tempo. L’unico documento certo che lo menziona è un contratto del 1391 conservato nell’Archivio di Stato di Venezia, relativo alla commissione di un salterio miniato per l’Abbazia di Praglia, vicino a Padova.

L’opera, oggi perduta, era decorata con scene della vita di Cristo, in uno stile narrativo e raffinato, tipico della scuola cortese. Polito lavorò anche nel scriptorium del monastero di San Giorgio Maggiore, dove realizzò codici liturgici per la comunità benedettina.

Alcune fonti del XV secolo citano due opere attribuite a Bartolomeo Polito: una Passione di Cristo ispirata alla Cappella degli Scrovegni e una Vita di San Francesco basata sui cicli di Assisi, entrambe realizzate “in carta reale e colorate con oro fino”.

Note